Cosmetici gluten free? Sfatiamo i falsi miti

May 12 2017
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Nella settimana della Celiachia il prof. Leonardo Celleno, presidente AIDECO, interviene sui “cosmetici per celiaci”

Le intolleranze alimentari sono sempre più diffuse e la più importante sembra essere quella al glutine, responsabile di importanti fenomeni di disturbi intestinali che possono condizionare negativamente lo stile e la qualità della vita.

L’aumento significativo dei casi di diagnosi di celiachia - soprattutto tra i giovani - ha spinto il Ministero della Salute ad introdurre l’intolleranza al glutine nell’elenco delle patologie croniche: in un solo anno sono stati diagnosticati 10mila nuovi casi di pazienti affetti da intolleranza cronica, portando il numero dei celiaci diagnosticati in Italia a 182.858 (Fonte Ministero della Salute - Indagine nella “Relazione annuale del Parlamento”).

Cosmetici per celiaci? La preoccupazione dei consumatori intolleranti al glutine

La diretta conseguenza, trainata da una domanda crescente, è stata l’incremento di negozi provvisti di prodotti privi di glutine, non solo nel settore alimentare ma anche cosmetico, generando preoccupazione e allarmismo tra i consumatori che spesso si ritengono intolleranti a questa proteina.

“La paura di entrare a contatto con il glutine si è moltiplicata e ha fatto sì che anche la cosmetica se ne interessasse – spiega Leonardo Celleno, Presidente di AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia). In particolare, la dermatologia esclude la possibilità che l’applicazione topica di prodotti contenenti glutine su individui intolleranti, possa scatenare fenomeni irritativi-allergici che compromettono il benessere cutaneo. Va inoltre evidenziato che la celiachia è un’intolleranza alimentare che ha come organo bersaglio l’intestino tenue ed essendo una proteina di grandi dimensioni, il glutine non riesce penetrare nella nostra pelle ed entrare in contatto con le cellule immunitarie presenti negli strati epidermici, scatenando così reazioni allergiche.”

La stessa AIC (Associazione Italiana Celiachia) ha dichiarato che non sussiste la necessità di evidenziare nei prodotti cosmetici l’assenza del glutine in quanto non c’è un dato scientifico in grado di dimostrare che l’applicazione del glutine sulla cute corrisponda ad un’effettiva reattività cutanea e non concede ai cosmetici il marchio Spiga Barrata (che denota l’idoneità al consumo dei celiaci). L’AIC ha inoltre ricordato che i detergenti (inclusi dentifrici, collutori e paste per dentiere) ed i cosmetici in generale, tutti per uso esterno (compresi rossetti, lips per le labbra, etc.), non rappresentano un rischio per il celiaco e possono quindi essere usati in sicurezza.

Nel tempo, il claim “gluten free” è stato comunque comunemente “accettato” dalle autorità giuridico-amministrative perché secondo il TAR questa aggettivazione non sarebbe rivolta ai soli soggetti celiaci, ma anche ai potenziali allergici che in questo modo possono scegliere con consapevolezza l’uso di cosmetici senza glutine.

“Il consumatore cerca purezza e libertà da tutto ciò che è contaminante e forse in questo senso è stata cavalcata l’intolleranza al glutine che si aggiunge a una lunghissima lista di “senza” e “free” che si trovano oggi sulle etichette dei prodotti cosmetici quali “senza nichel, senza parabeni, senza glutine, senza conservanti” e così via – continua Celleno. In ogni caso, per il dermatologo attualmente non esiste una malattia da glutine derivante da prodotti applicati sulla cute.”

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Stefania Caucci
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