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Il datore di lavoro può modificare le ore di lavoro senza il consenso del lavoratore?

December 10 2020
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Nell'ipotesi in cui la modificazione del rapporto di lavoro consista in una trasformazione da part time a full time, è sempre necessario il consenso scritto del lavoratore.

Al riguardo, la Cassazione ha stabilito che non è possibile trasformare un rapporto di lavoro da part time a full time senza il consenso scritto del lavoratore, dal momento che l'orario di lavoro costituisce un elemento fondamentale e qualificante del rapporto di lavoro e che, ai fini della modifica di tale elemento contrattuale, è sempre necessaria una nuova manifestazione di volontà delle parti che dev’essere, comunque, resa in forma scritta, non potendo essa desumersi da comportamenti concludenti (Ex multis Cassazione Civile Sez. Lav. sentenze n. 1375/2018 e 10142/2018).

D’altra parte, un'eventuale modifica delle ore di lavoro, disposta unilateralmente dal datore di lavoro, tale da trasformare un rapporto di lavoro da part time in full time, rischierebbe di ledere il diritto del lavoratore a tempo parziale di programmare il suo tempo libero, atteso che egli ben potrebbe impiegarlo per svolgere un’ulteriore attività lavorativa o per altri fini, attinenti alla sua vita privata o familiare.

Veniamo adesso all’ipotesi della trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time. Anche in questo caso è necessario il consenso del lavoratore?

La risposta non può che essere affermativa. Dunque, anche nell’ipotesi di trasformazione di un rapporto di lavoro da full time a part time, il datore di lavoro non può modificare, nel senso di ridurre unilateralmente le ore di lavoro, senza il consenso scritto del lavoratore.

Difatti, anche in questo caso, la riduzione delle ore di lavoro da parte del datore di lavoro, comporterebbe, per il lavoratore interessato, una variazione in pejus delle condizioni contrattuali pattuite in sede di sottoscrizione del contratto di lavoro, soprattutto da un punto di vista retributivo.

Ne deriva, quindi, che il datore di lavoro non può imporre al lavoratore una variazione del monte ore originariamente pattuito e che una variazione unilaterale delle ore di lavoro, tanto in aumento quanto in diminuzione, senza il consenso del lavoratore, sarebbe illegittima.

Cristina Cichello (Avvocato a Roma)



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