EMarketer: meno resistenza al paywall se il contenuto è ok

July 9 2012
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Secondo una recente ricerca di DigiCareers pubblicata su eMarketer, gli utenti sono più propensi a pagare per i contenuti digitali incentrati sull’intrattenimento (film, riviste digitali, musica).

Molti navigatori si aspettano di avere libero accesso a tutte le forme di contenuto digitale, ma i risultati di questo studio dell’aprile 2012 suggeriscono che l’avversione al paywall è meno alta di quanto si pensi.

Anche se poco più della metà dei professionisti USA dei media digitali (il 52%) ha dichiarato di aver abbandonato immediatamente un sito dopo aver visto un paywall, una parte significativa (il 42%) ha avuto il tempo di ricercare i prezzi e prendere una decisione di acquisto, il che implica l’esistenza di una solida opportunità per gli editori di convertire i visitatori occasionali in clienti paganti.

Anche se i paywall spaventano più della metà degli intervistati, i dati hanno mostrato che solo il 25% dei professionisti dei media digitali USA ha sviluppato una percezione negativa del brand dopo aver incontrato questa barriera all’entrata.

Questo numero dipende sicuramente dal luogo e dal tipo di esperienza web nei quali avviene l’incontro con il paywall. La grande maggioranza degli intervistati (90%) si aspetta di accedere liberamente ai contenuti prima di incontrare un paywall, molto probabilmente perché gli intervistati si aspettano di visionare un campione di materiale prima di decidere se il pagamento per il contenuto tramite paywall valga il costo richiesto.

Per quanto riguarda la tipologia di contenuti digitali acquistata, il 47% degli intervistati ha pagato per l’acquisto di film, il 36% per l’accesso a riviste digitali e il 35% per la musica. Solo il 13% ha pagato per accedere a notizie e giornali, che probabilmente costituiscono il sottoprodotto di un più ampio accesso a notizie e informazioni gratuite attraverso una miriade di portali, siti, blog, social network e altre pagine web.

Accesso libero vs pagamento dei contenuti online

I risultati di uno studio condotto nel Marzo 2012 da uno studio di consulenza globale Accenture hanno offerto indicazioni su ciò che gli spettatori di video online in tutto il mondo fossero disposti a pagare: il 35% degli utenti era disposto a pagare di più per contenuti video di qualità superiore e la stessa percentuale ha detto che avrebbe pagato di più per vedere meno pubblicità. L’accesso a contenuti premium – ad esempio nuovi film o famosi – attraeva il 32% degli intervistati.

Che solo il 28% degli intervistati fosse riluttante a pagare di più per alcuni tipi di contenuto è un importante segnale della crescente accettazione del pagamento per alcuni contenuti digitali di intrattenimento, come film e musica. Resta da vedere se tali risultati siano estesi ad altri contenuti digitali come notizie, sport o informazioni professionali.

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Maria Luisa Pettignano
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