Carta d'identità del vino

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Quando gustiamo un buon bicchiere di vino, è importante sapere cosa beviamo e conoscere il prodotto nei suoi particolari.

Copertina Quando gustiamo un buon bicchiere di vino, è importante sapere cosa beviamo e conoscere il prodotto nei suoi particolari. Siamo in diritto di chiedergli la carta d’identità, sapere come si chiama, la sua età, da dove proviene, la sua importanza... Tutto questo lo si trova sull’etichetta.

La regolamentazione per l’etichettatura è stabilita dalla Comunità Europea, Regolamento del Consiglio n. 1493/99, allegato VII. In Italia viene integrata dal DM del 03/07/2003.

Le informazioni riportate sull’etichetta possono essere “obbligatorie” o “facoltative”. Quest’ultime diventano numerose salendo di qualità. La norma stabilisce che le indicazioni obbligatorie “siano raggruppate sul recipiente nello stesso campo visivo, presentate in caratteri chiari, leggibili, indelebili e sufficientemente grandi, nettamente distinguibili dall’insieme delle altre indicazioni scritte e dai disegni”.

Oltre all’etichetta, le notizie possono essere fornite sulla controetichetta, sul pendaglio (piccolo cartoncino spesso attaccato al collo della bottiglia), sul tappo, sulle fascette, sulla capsula e a volte anche sulla bottiglia.

Velocemente possiamo riassumere quali sono le indicazioni obbligatorie:

- Tipologia di vino (vino da tavola, IGT, DOC, DOCG, VQPRD, ecc…)

- Per i vini DOCG è obbligatoria l’annata

- Volume nominale del contenuto (in hl, l, cl, ml)

- Lettera “℮” (iniziali della Comunità Europea che ne certifica la conformità)

- Dati dell’imbottigliatore; se l’imbottigliamento è avvenuto per conto terzi bisogna dichiararlo; se il vino è importato bisogna scrivere i dati dell’importatore

- Vinificazione: se ha luogo in uno stato diverso da quello di produzione delle uve

- Titolo alcolometrico, espresso in percentuale di alcol svolto

- Lotto di confezionamento

- Eventuale gassificazione

E’ interessante sapere che le prime simil-etichette le troviamo al tempo dei Fenici, dei Greci e dei Romani, per marcare le anfore. Nel Medioevo si vendeva il vino in contenitori di terracotta e per riconoscere i prodotti si utilizzavano piccole placche in madreperla, in osso, in porcellana e anche in metallo. Le prime vere etichette di carta le crearono i produttori di Champagne, scritte a mano, e risalgono al 1750. Con l’invenzione della macchina per litografare, dal 1798, l’etichette stampate si diffondono in tutta Europa. Colori, bordini, stemmi e disegni, fanno delle etichette delle vere e proprie opere artistiche. Molto apprezzate sono quelle del periodo dell’Art Noveau e Liberty. A partire dagli anni 40-50, divengono vere e proprie immagini pubblicitarie.

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Pubblicato il 17/11/2011
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