Preposti tra culture, startup e benessere: la nuova frontiera della Sicurezza

Il punto di vista del Dott. Simone Di Marco di GDM S.R.L.
Preposti tra culture, startup e benessere: la nuova frontiera della Sicurezza

La sicurezza sul Lavoro non è mai una formula uguale per tutti: cambia con i contesti, le persone, le lingue parlate in azienda e persino con la velocità di crescita di una nuova impresa. Negli ultimi anni, tra globalizzazione e innovazione, il ruolo del Preposto si è arricchito di nuove sfide. Non basta più conoscere la normativa: serve saper comunicare tra culture diverse, affrontare ritmi intensi da start-up, imparare a prevenire lo stress e – non da ultimo – ascoltare le esperienze concrete di chi lavora ogni giorno “sul campo”.

Abbiamo raccolto queste domande e riflessioni con il Dott. Simone Di Marco, responsabile formazione di GDM Sanità, per scoprire nuovi aspetti spesso trascurati della formazione Preposti.

Dott. Di Marco, che ruolo ha la multiculturalità nei gruppi di lavoro e come incide sulla formazione dei Preposti?

«È un tema sempre più centrale. Nei gruppi di lavoro multietnici, parlare di Sicurezza significa anche imparare a comunicare in modo semplice e rispettoso delle differenze culturali. Il Preposto deve saper “tradurre” le regole in esempi pratici e comprensibili, senza dare nulla per scontato. Spesso inseriamo nei corsi simulazioni in cui si lavora proprio su possibili fraintendimenti dovuti alla lingua o alle abitudini. Coinvolgiamo, quando serve, anche mediatori culturali o materiali in doppia lingua. Questo aiuta tutti a sentirsi inclusi e aumenta la reale efficacia della formazione.»

Nei contesti di start-up e nuove imprese, come si affronta la formazione dei Preposti? Ci sono differenze rispetto alle aziende “storiche”?

«Nelle start-up i cambiamenti sono rapidissimi, i ruoli spesso non sono ancora ben definiti e la Sicurezza rischia di passare in secondo piano. Ma è proprio in queste realtà che il Preposto può fare la differenza. Proponiamo percorsi “agili”, con moduli brevi e molto pratici, spesso in piccoli gruppi. Ci concentriamo sulle regole base, ma soprattutto sulla gestione del rischio nell’innovazione: la domanda centrale è sempre “cosa può andare storto?”. Far capire che la sicurezza non è un freno, ma una risorsa per crescere solidi, è la chiave con chi parte da zero.»

Quanto è importante ascoltare i suggerimenti che arrivano dai Lavoratori stessi per migliorare la sicurezza?

«È fondamentale. Nei nostri corsi stimoliamo sempre i Preposti a raccogliere feedback “dal basso”: a volte sono proprio i Lavoratori a individuare per primi un rischio o a suggerire una soluzione semplice e geniale. Un Preposto che sa ascoltare e valorizzare questi contributi diventa davvero un punto di riferimento. Credo che la Sicurezza sia una strada a doppio senso: non sale solo dall’alto verso il basso, ma anche dal basso verso l’alto. Dove questa cultura c’è, i risultati si vedono: meno incidenti, più fiducia e partecipazione.»

I Preposti sono spesso sotto pressione. Come si può prevenire il rischio di stress o burnout proprio per chi si prende cura degli altri?

«Ottima domanda, spesso trascurata. Il Preposto deve conciliare il rispetto delle regole con la gestione delle persone e, a volte, il peso delle responsabilità si fa sentire. Per questo nei corsi parliamo anche di benessere, gestione dello stress e organizzazione delle priorità. Lavoriamo su tecniche pratiche: chiedere supporto quando serve, condividere le difficoltà col gruppo, ritagliarsi pause vere. Una buona azienda sostiene i Preposti anche su questo piano, creando momenti di confronto e ascolto, non lasciando nessuno solo ad affrontare le difficoltà.»

Quanto contano, nella formazione, le storie ed esperienze reali dei Preposti?

«Contano moltissimo. Una delle parti più efficaci dei corsi è quando i partecipanti condividono un episodio vissuto: un infortunio sfiorato, una soluzione trovata insieme, una difficoltà superata. Queste storie rendono la sicurezza concreta, vicina alle persone. Il sapere non sta solo nei libri, ma nelle esperienze che si vivono ogni giorno. E quando un Preposto si mette in gioco raccontando la sua storia, crea empatia e aiuta anche gli altri a imparare, ricordare e mettere in pratica ciò che conta davvero.»

Ringraziamo il Dott. Simone Di Marco per averci guidato in questi aspetti ancora poco discussi della formazione dei Preposti.

In un mondo dove il lavoro cambia volto ogni giorno, la Sicurezza resta la bussola più affidabile. Saper parlare a tutti, sapersi fermare per ascoltare e imparare dai colleghi, anche nelle aziende più giovani o nelle squadre più diverse, significa costruire basi solide non solo per proteggere le persone, ma anche per fare impresa in modo più umano, moderno e competitivo.
Solo così, la sicurezza diventa davvero parte del futuro.

Preposti tra culture, startup e benessere: la nuova frontiera della Sicurezza

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