Mi sono iscritto a Linkhouse perché cercavo un modo semplice e organizzato per monetizzare i miei siti attraverso la pubblicazione di articoli sponsorizzati o link inseriti nei contenuti. Il servizio è pensato proprio per chi, come me, gestisce uno o più siti e vuole ottenere un ritorno economico ospitando contenuti di terzi.
Una volta registrato gratuitamente, ho potuto inserire i miei siti nel marketplace. Bastano pochi passaggi: si indicano le caratteristiche del sito, si specificano le condizioni e si scelgono i formati disponibili (guest post, link nei testi, banner o advertising testuale). Linkhouse permette anche di collegare strumenti SEO come Ahrefs, Semrush e Search console per rendere più visibili le tue proposte agli advertiser, ma non è obbligatorio.
Ciò che ho trovato utile è la possibilità di impostare i prezzi, decidere se approvare o meno ogni proposta ricevuta e visualizzare statistiche dettagliate sulle prestazioni. Non si è vincolati a pubblicare contenuti che non si ritengono adatti: ogni inserzione può essere accettata o rifiutata in totale autonomia.
Il servizio è gratuito per i publisher: puoi inserire i tuoi siti senza pagare nulla, accedere al pannello di controllo e iniziare a ricevere richieste. Il guadagno viene corrisposto da Linkhouse, che agisce da intermediario sicuro. I pagamenti vengono effettuati su richiesta, ma solo una volta raggiunta una soglia minima (al momento 50 €). Questo è uno dei pochi limiti da considerare.
Anche se la piattaforma è nata per mettere in contatto chi vuole acquistare visibilità (advertiser) con chi offre spazi (publisher), è evidente che l’interfaccia e gli strumenti sono pensati per rendere la vita facile soprattutto a chi gestisce contenuti online. Non serve competenza tecnica né fare da tramite con i clienti: tutto si gestisce dal portale.
Nota: quando visiti il sito non ti spaventare se vedi la lingua polacca. Clicca sull’icona del mondo in alto a destra e imposta la lingua inglese (in italiano non è disponibile).


