Emorroidi, cause, sintomi e terapie

Circa due terzi della popolazione mondiale adulta soffrono o hanno sofferto almeno una volta nella vita di emorroidi. Sebbene sia un problema diffuso, in tanti sono restii a parlarne anche con il proprio medico, trattenuti probabilmente dall’imbarazzo. Pur trattandosi di una vera e propria malattia, le emorroidi si curano facilmente. Vediamo come si manifestano, quali sono le cause più comuni e quali le terapie più idonee per curare questa patologia.
del 16/08/21 -

Cosa sono le emorroidi

In realtà, il termine più corretto per nominarle è “malattia emorroidaria”, poiché il plesso emorroidale è presente già nel canale anale di tutti. Insieme allo sfintere, le emorroidi hanno la funzione di contribuire all’evacuazione e alla continenza di feci e gas. Attraverso l’afflusso o il deflusso di sangue al loro interno, hanno la capacità di dilatarsi o gonfiarsi, favorendo o impedendo l’espulsione delle feci.

Le emorroidi sono composte da tessuto vascolare e tessuto connettivo con un alto contenuto di fibre elastiche e collagene. In caso di irritazione, questi cuscinetti di tessuto si dilatano favorendo la protrusione verso l’esterno e, quindi, la formazione di quelle che comunemente chiamiamo emorroidi.

La malattia emorroidaria può essere di intensità diversa, solitamente distinguiamo le emorroidi in interne o esterne. Le prime non sono visibili a occhio nudo e in genere sono anche indolori. Escono in alcuni casi (ad esempio durante la defecazione) ma rientrano spontaneamente.

Le emorroidi esterne invece sono visibili e appaiono come delle protuberanze in prossimità dell’ano. Rispetto a quelle interne, sono dure e quasi sempre dolorose.

I sintomi

L’intensità del dolore dipende sempre dallo stadio dell’infiammazione, classificabile in 4 stadi.

Quando sono interne e in numero di uno-due cuscinetti, parliamo di emorroidi di 1° grado, quasi sempre indolori ma accompagnate da sintomi quali prurito e, raramente, sanguinamento durante la defecazione.

Ci troviamo di fronte a emorroidi di 2° grado quando abbiamo un prolasso solo in alcune situazioni (defecazione o parto) con una riduzione spontanea. In questo caso, oltre a prurito e sanguinamento, c’è anche dolore e, in determinate situazione, la perdita di secrezioni.

Le emorroidi di 3° grado sono sempre presenti, indipendentemente dallo sforzo e possono essere riposizionate all’interno solo manualmente. Oltre ai sintomi già elencati, il dolore è più acuto e può essere accompagnato anche dalla perdita involontaria di feci.

Lo stadio più avanzato è rappresentato dalle emorroidi di 4° grado, completamente prolassate e sempre esterne. Dolore intenso, prurito e incontinenza fecale i sintomi.

In alcuni casi, si possono verificare anche dei trombi all’interno della varice infiammata, in altri si presentano degli ematomi oppure le cosiddette merische, vale a dire piaghe accompagnate da emorroidi interne.

Le cause

Le emorroidi possono comparire sia in individui di sesso maschile che femminile, indipendentemente dall’età, anche se le donne sembrano essere più esposte, soprattutto in alcune situazioni come la gravidanza o il parto. Le cause sono da riscontrare in diversi fattori, tra cui sicuramente anche una predisposizione genetica e, quindi, ereditaria. In genere è sempre una concomitanza di elementi a favorire la comparsa di questa patologia. Vediamo i più comuni.

Uno dei principali motivi è sicuramente la stitichezza cronica, poiché lo sforzo nella defecazione può favorire l’irritazione delle emorroidi. A questo, si aggiunge anche un’alimentazione sbagliata, povera di fibre e di cibi liquidi, fondamentali per un corretto funzionamento dell’intestino. Alcuni cibi, inoltre, possono irritare in modo particolare le emorroidi: salumi e insaccati vari, alimenti molto speziati o piccanti, alcol, cioccolato.

Tra le altre cause troviamo anche il sovrappeso e l’obesità. Abitudini di vita sbagliate, tra cui il fumo, la sedentarietà o l’utilizzo di alcuni farmaci, soprattutto lassativi e anticoncezionali, possono essere altri fattori scatenanti.

La terapia: come curare le emorroidi

La prevenzione resta l’arma più efficace per contrastare la comparsa delle emorroidi ma spesso possono presentarsi anche se si conduce uno stile di vita sano.

Rivolgersi a uno specialista può causare imbarazzo ma intraprendere una cura in modo tempestivo è uno dei modi per liberarsi del problema. Il proctologo ha il compito di esaminare lo stadio del paziente per scegliere il trattamento più adeguato.

In casi lievi, basta semplicemente modificare l’alimentazione e insistere maggiormente con l’igiene delle parti intime o applicare delle pomate specifiche.

Se è presente sanguinamento e fastidio maggiore, è necessario ricorrere a soluzioni più invasive, come la legatura elastica o la cauterizzazione. La legatura elastica può essere effettuata ambulatorialmente e non necessita né di ricovero né di anestesia. Nel giro di 24/48 ore, il paziente non ha più alcun fastidio e in genere il problema viene risolto in via definitiva.

La cauterizzazione può essere effettuata sia tramite laserterapia che con la crioterapia. Anche in questo caso non è necessaria l’ospedalizzazione con risultati estremamente efficaci.

La Crioterapia

La crioterapia, o criochirurgia, avviene tramite l’utilizzo dell’azoto liquido, è largamente impiegata dalla dermatologia alla proctologia, ed il lato positivo è che non richiede anestesia e soprattutto non determina la formazione di cicatrici.

Questo tipo di cura viene apprezzata sempre di più perchè risulta praticamente indolore.

Nei casi di emorroidi molto gravi, è necessario invece intervenire chirurgicamente per risolvere definitivamente il problema. Oggi gli interventi si svolgono in day hospital con anestesia locale e il decorso post-operatorio è piuttosto veloce.

Con la cura del Freddo chiamata appunto crioterapia è possibile curare anche:

fistola anale
ascesso perianale
polipo anale
ragadi anali
polipo anale esterno
ragade anale senza dolore
polipo fibroso anale



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