Stampanti 3D, scopriamo cosa sono

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Le stampanti 3D sono l’evoluzione delle stampanti 2D... in questo articolo scopriamole meglio, cercando di capire quali applicazioni possono avere nella vita di tutti i giorni e nelle professioni importanti...

Copertina

Le stampanti 3D sono l’evoluzione delle stampanti 2D e permettono di avere una riproduzione reale di un modello 3Drealizzato con un software di modellazione 3D. Le stampanti 3D sono veloci ed affidabili.

Una stampante 3D è una macchina che consente di produrre un oggetto solido partendo da un modello digitale dell’oggetto medesimo, realizzato con un software di modellazione 3D.

Creare stampanti 3D significa dare corpo a un vecchio sogno: la materializzazione di un oggetto (qualsiasi oggetto) in tempo reale.

Le stampanti 3D offrono la possibilità di stampare e assemblare parti composte da vari materiali con diverse proprietà fisiche e meccaniche in un singolo processo di costruzione.

Gli oggetti, per ora in materiale plastico, sono creati attraverso un macchinario che ricostruisce forme e misure traendo le informazioni da un template digitale tridimensionale contenuto in un apposito database.

Una stampante 3D lavora prendendo un file 3D da un computer e utilizzandolo per fare una serie di porzioni in sezione trasversale. Ciascuna porzione è poi stampata l’una in cima all’altra per creare l’oggetto 3D.

Ma che cosa si può creare con una stampante 3D?

Con una stampante 3D è possibile fare quasi tutto: dal busto di Steve Jobs ad una casa intera.

In pratica. Si ha un’idea, la si progetta, la si “programma” (ogni stampante ha il suo codice di programmazione) e poi la si manda in stampa. La stampante, strato su strato, emette uno speciale “inchiostro” che si solidifca e crea l’oggetto tridimensionale progettato.

Bre Pettis e Zach Hoeken sono i due inventori di Brooklyn che hanno inventato la prima stampante 3D, materializzando oggetti per ora al momento realizzati in materiale plastico rigido e riciclabile.


Stampanti 3D, cosa si può fare:

- Uso quotidiano e Hobby: Nel momento in cui questa tecnologia diventerà di uso comune (come lo sono attualmente le stampanti 2d), l’utente avrà la possibilità di fabbricare in casa gli oggetti di cui ha bisogno, creando in proprio i modelli o modificandone alcuni già esistenti dopo averli scaricati da appositi siti internet;
- Aziende: per stampare modelli tridimensionali di giochi e videogames;
- Architettura: Uno dei campi d’applicazione tradizionale della stampa 3d è l’architettura, ambito in cui questa tecnologia viene usata per la creazione di modelli di edifici e plastici. Tuttavia sono nati progetti ben più ambiziosi: uno è il caso di Villa Asserbo, la prima casa interamente “stampata”: la ditta danese Eentileen, che ha realizzato l’opera, ha inserito i progetti digitali dell’abitazione in una stampante provvista di un trapano delle dimensioni di una stanza, e in sole quattro settimane è riuscita ad ultimare l’abitazione (peraltro interamente eco-compatibile);
- Archeologia: è possibile produrre modelli tridimensionali di reperti o edifici solo parzialmente conservati, nonché integrazioni di parti mancanti, oppure creare copie (per esposizioni museali) di oggetti originali acquisiti tramite scansione 3d.
- Medicina: In campo medico la stampa 3d viene già utilizzata per la produzione di protesi ed apparecchi acustici e dentali personalizzati, ma lo sviluppo ulteriore di questa tecnologia è destinato a rivoluzionare il mondo della medicina tradizionale. L’obiettivo che i ricercatori si pongono è quello di arrivare alla creazione di “bio-stampanti”, ossia macchine in grado di riprodurre cellule, tessuti umani ed organi.

Il campo della medicina chiaramente è quello che maggiormente ci deve interessare. Un chiaro esempio dele perché lo possiamo riscontrare in vari casi già risolti, come il famoso caso del Sig. Eric Moger che a causa di un cancro aveva perso metà faccia, avendo difficoltà a parlare e a mangiare. E' possibile approfondire questo caso di esempio da questo link.

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Pubblicato il 24/06/2013