5 consigli per tradurre un sito web e rendere il tuo business internazionale

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Quanto è semplice ordinare un articolo hi-tech dalla Cina? Tutti siamo in grado di fare queste semplici operazioni, ma se i siti web non fossero tradotti nella nostra lingua?

Copertina

Internet ormai da decenni ha abbattuto molte distanze. Quanto è semplice oggi comunicare con una persona che vive dall’altra parte del mondo oppure ordinare un articolo hi-tech dalla Cina? Tutti siamo in grado di fare queste semplici operazioni, eppure tutto questo non sarebbe possibile se e-commerce, piattaforme social e siti web non fossero tradotti nella nostra lingua. Oggi esistono molti utili strumenti per tradurre siti web e contenuti, tuttavia non sempre è possibile affidarsi a Google Translate per traduzioni accurate e specifiche. Comprereste qualcosa su un sito tradotto approssimativamente? Immettereste dati personali e di pagamento su una pagina con evidenti errori linguistici? Sicuramente no.

Per questo con la consulenza dell’agenzia specializzata in traduzioni professionali SOS Language abbiamo stilato una serie di consigli utili per tradurre il proprio sito web.

 

1. Decisione della lingua

Anche se sembra banale, questo è il passo principale da fare. È importante decidere se scegliere ad esempio l’inglese britannico o statunitense e mantenere la coerenza linguistica in tutti i contenuti.

 

2. Internazionalizzazione

Questo è un processo riguarda la parte strutturale del sito. Bisogna concepire un sito che possa ospitare anche testi con orientamenti diversi dal nostro. Pensate ad esempio ad un sito tradotto in arabo: gli elementi principali come il logo andranno spostati sulla parte destra dello schermo. Non dimenticare inoltre la codifica del testo: se il sito sarà tradotto in lingue come cinese, russo o coreano sarà necessario implementare la codifica UTF-8.

 

3. Localizzazione

Lo step immediatamente successivo all’internazionalizzazione è la localizzazione, ovvero la produzione e traduzione di contenuti rilevanti per la lingua e cultura di arrivo. Non dimentichiamo infatti che non bisogna solamente tradurre un contenuto da una lingua all’altra, ma bisogna renderlo comunque significativo e utile per una persona di un’altra nazionalità. Attenzione quindi a evitare traduzioni maccheroniche o letterali, o a utilizzare immagini potenzialmente offensive per un’altra cultura.

 

4. Struttura delle URL

Nel passaggio da una lingua all’altra è importante anche tenere conto della struttura delle URL. Queste devono essere strutturate in modo tale da permettere la suddivisione delle diverse parti del sito per la geolocalizzazione.

Google suggerisce alcune strutture riportate nella tabella sottostante:

 

5. Ubicazione del server

Sebbene Google non basi tutto sull’ubicazione del server, l’indirizzo IP di quest’ultimo può incidere sul posizionamento del nostro sito. Posizionando ad esempio la versione francese del nostro sito in un server collocato in Francia può essere vantaggioso dal punto di vista dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

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