I Segreti dei Motori di Ricerca
Capitolo 1: Introduzione ai motori di ricerca e presupposti per indicizzare e ottimizzare un sito Web
Lezione 6
L’importanza dei domini di terzo livello e le sottodirectory
(parte 1)
Abbiamo visto l’importanza del nome a dominio per una
buona indicizzazione e un buon posizionamento di un sito, ma – come già
detto – i siti vengono indicizzati e posizionati per pagine web.
Nei risultati di ricerca di un search engine non sono
presenti “siti”, ma “pagine di siti”.
Ogni pagina ha ovviamente un indirizzo web (un URL) differente dall’altra.
Ma come debbono essere compilati questi indirizzi?
Come debbono essere scritti? In questa lezione cercheremo di mostrare
come debbono essere scritti questi URL, puntando l’attenzione su
un argomento molto importante, ovverosia la differenza fra i sottodomini
e le sottodirectory.
Qual è la differenza fra un sottodominio
e una sottodirectory?
Una sottodirectory appare così: http://www.nomesito.com/rastrelli.html
Un sottodominio appare così:
http://rastrelli.nomesito.com
E’ evidente che un sito che abbia più di
una pagina deve avere, oltre alla home page, delle sottodirectory o dei
sottodomini in cui inserire il contenuto delle proprie pagine.
Cercheremo di dimostrare che scegliere i sottodomini
invece delle sottodirectory è
una soluzione migliore e non solo per motivi di ottimizzazione
e indicizzazione di un sito.
I sottodomini vengono 'visti' prima
E’ nota l’importanza di avere, nell'URL del
sito, delle parole-chiave attinenti con il contenuto della pagina.
Questa premessa è a monte rispetto a qualsiasi considerazione in
merito ai sottodomini e alle sottodirectory.
Le pagine di un sito possono essere nominate in qualsiasi maniera, anche
con un semplice numero o con un codice, ma si tratta senza dubbio di uno
'spreco' di possibilità, sia in termini di indicizzazione del sito
nei motori di ricerca e nelle directory, sia in termini di 'appeal'
nei confronti dei navigatori. Se amministrate un market place
che offre al pubblico diverse tipologie di prodotti, siete certamente
avvantaggiato a inserire il nome del prodotto nell'URL stesso.
La cartella del mio sito che vende rastrelli potrà essere per esempio
chiamata http://www.momesito.com/1.html, oppure http://www.nomesito.com/847298242.php,
ma senza dubbio è meglio inserire il termine “rastrelli”
all'interno dell'URL stesso e questo per due motivi:
In primis, perché i principali motori di ricerca danno
un peso alle keyword o keyphrase contenute in un URL:
se un URL contiene la keyword che è anche presente nel
title e ha una buona keyword density nel corpo della pagina, allora il
sito sarà considerato più attinente a quella keyword stessa
e potrà essere meglio indicizzato nelle SERP (Search Engine
Result Pages). Dobbiamo inoltre considerare anche il fattore 'umano';
un navigatore spesso clicca un risultato di ricerca senza nemmeno leggere
l'URL, questo è vero, ma molto spesso l'URL viene letto e chiunque
è più propenso a cliccare un URL che contiene la keyword
o la keyphrase che interessa piuttosto che un codice o un numero
anonimo e privo di significato (che inoltre dà un’idea di
‘meccanicità’ del sito stesso..
Anche in ragione di questa considerazione, possiamo
già dire che i sottodomini sono migliori delle
sottodirectory.
Poniamo che io stia cercando su un motore di ricerca (o una directory)
un sito che vende rastrelli.
L'URL che contiene la keyword rastrelli all'inizio dell'URL sarà
preferito a un dominio che la contiene alla fine
http://rastrelli.nomesito.com
http://www.nomesito.com/rastrelli.html
Potete voi stessi verificarlo. Nel primo URL, la keyword
“rastrelli” è visibile immediatamente.
Nel secondo caso invece bisogna leggere tutto l'URL per ritrovare la keyword
che ci interessa.
Dal momento che i tempi di navigazione delle pagine sono
molto rapidi e che in occidente la lettura di una serie di parole
avviene da sinistra a destra, è evidente che - tatticamente
e strategicamente- è meglio inserire la keyword che ci
interessa all'inizio del nome a dominio.
C'è poi un altro motivo che spinge un navigatore,
più o meno esperto, a dare maggiore rilievo a un URL in cui la
sottocartella sia inserita in un sottodominio piuttosto che in una sottodirectory.
Torniamo all'esempio dell'utente che sta cercando un sito che vende rastrelli
on-line.
E’ evidente che il sito migliore in assoluto
sarebbe questo:
http://www.rastrelli.com
Poniamo però il caso che questo dominio sia stato
già stato acquisito da altri (magari un nostro concorrente).
Qual è il dominio che più si avvicina, cioè
che è più simile a quello succitato?
Senza dubbio è http://rastrelli.nomesito.com e non http://www.nomedelsito.com/rastrelli.html.
All'occhio umano, il sottodominio 'contiene' la keyword
in oggetto ("rastrelli"), molto più coerentemente, molto
più efficacemente che nel secondo caso; in sostanza, è come
se la parola-chiave 'facesse' parte del dominio stesso (cosa vera anche
tecnicamente) e non fosse una sua 'appendice', come invece accade nella
sottodirectory.
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