I Segreti dei Motori di Ricerca
Capitolo 4: Il ritorno ai fattori on page;
L'utilizzo di RSS, dei blog ed un sapiente utilizzo delle sinonimie
Lezione 2
L’importanza delle sinonimie e degli ‘insiemi di contesto’
(parte 1)
Chi usa Internet usa i motori di ricerca; i dati
internazionali parlano di circa un 95%, ma è probabile che siano
stime per difetto, è, infatti, inimmaginabile navigare
il Web senza usare (anche ‘accidentalmente’) un motore di
ricerca.
Lo stesso non si può dire di tutti gli altri ‘tipi’
di siti; i portali, i market place, gli e-mall, le pagine bianche, gialle
e via dicendo.
I motori di ricerca sono il ‘cuore’
del web, perché chi naviga lo fa per cercare (prima di
comprare o prima di non comprare, prima di sapere o di non sapere) e il
modo più semplice per trovare ciò che ci importa è
(attualmente) quello di usare un motore di ricerca.
Allo stesso tempo, i motori di ricerca sono anche il ‘cuore
economico’ di Internet perché i motori di ricerca sono stati
riconosciuti, ormai da molti anni, come lo strumento più efficace
ed economico (anche se non l’unico) per trovare
nuovi clienti, per fidelizzare i vecchi e per recuperare quelli
che si sono persi per strada.
Purtroppo, il successo e l’affermazione dei motori
di ricerca nel Web non sono stati seguiti da una rapida evoluzione dei
meccanismi e dell’efficacia.
Detto in poche parole, i motori di ricerca non hanno seguito lo
sviluppo del Web o, per meglio dire, non hanno mantenuto le promesse
(implicite) del passato, un ritardo veramente straordinario se pensiamo
che la web industry è molto più dinamica (quindi
veloce) della industria classica del software e che i motori di ricerca
ne rappresentano la punta di diamante;
questa dinamicità è inoltre confermata
anche dai ‘movimenti’ economici che ci sono stati negli ultimi
sette, otto anni nel mondo dei motori di ricerca… Siti-società
precedentemente leader (pensiamo a Lycos, il
primo motore di ricerca o Altavista, che sembrava essere destinato a una
leadership eterna) esistono soltanto come nome, senza essere più
annoverabili fra i big player del mercato internazionale o nazionale.
Contestualmente, ci sono stare numerosissime fusioni e acquisizioni, pensiamo
a GoTo, poi Overture, acquistato da Yahoo (acquistando così anche
il vecchio Altavista che già da anni aveva perso la sua autonomia),
pensiamo a Espotting, acquistata da Findwhat e diventata poi Miva, pensiamo
a tutte le feature che sono state introdotte nei motori di ricerca
sia da un “customer point of view”, sia da uno “user
point of view”: il pay per click, il pay per lead (il tentativo
ancora fallimentare di Snap.com), la ricerca per immagini, per filmati,
per brani musicali, la ricerca di immagini satellitari e quella dei video;
a un’occhiata superficiale potrebbe apparire che di ‘cose’
ne sono state fatte moltissime. In parte è vero, ma si tratta di
‘passi avanti’ quantitativi e non qualitativi.
In sostanza, l’ultima vera ‘rivoluzione’ nella web search
c’è stata sette anni fa con la nascita di Google.com.
Il Web di oggi non è più quello
di due anni fa e tanto meno quello di sette anni fa, ma il più
famoso motore di ricerca oggi esistente – Google – è
rimasto fermo a sette anni fa e chi lo rincorre nella corsa al search
engine marketing (e market) non sembra essere abitativamente differente,
ma solo quantitativamente meno frequentato.
Parleremo principalmente di Google ma solo perché
è il ‘primum inter pares’ di tutti i search engine
utilizzati attualmente.
Ciò che vale per Google vale anche per Msn search, Yahoo search,
Aol search, Ask Jevees (ora solo ‘Ask’) etc.
Spesso il navigatore si trova di fronte a delle SERP
(Search Engine Page Results) veramente strane, a seguito di ricerce (query)
molto normali.
Cercando infatti ‘comprare rastrelli’ ci
possiamo imbattere in una pagine di un giornale on-line che tratta solo
accidentalmente di rastrelli (magari un episodio di cronaca nera).
E’ invece evidente che chi cercava non aveva intenzione di leggere
un articolo di cronaca,a desiderava informazioni su come e dove acquistare
rastrelli (magari on-line, su un sito di giardinaggio).
Perché spesso i motori di ricerca commettono questi
‘errori’? Semplicemente perché i motori di ricerca
funzionano ancora con un approccio ‘lessicale’ e non ‘semantico’.
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