I Segreti dei Motori di Ricerca
Capitolo 1: Introduzione ai motori di ricerca e presupposti
per indicizzare e ottimizzare un sito Web
Lezione 2
Scegliere il giusto nome a dominio per ottimizzare il proprio sito web
Pochi ancora oggi sanno quanto può essere importante il nome del
proprio sito web e per nome intendiamo il nome a dominio di secondo livello;
per esempio: Google.com, Yahoo.com, Html.it, sono tutti nomi a dominio di secondo
livello (i domini di primo livello sono .com, .net, .biz etc) e una scelta ragionata
di un nome a dominio può essere veramente un fattore discriminante per
decretare un maggiore o minore successo di un sito web.
I motivi per cui bisogna prestare molta attenzione nella
scelta di un nome e dominio sono diversi e possono essere ‘racchiusi’
nei seguenti:
1) un nome a dominio deve essere ‘attraente’ per l’utente
e quando dico attraente intendo dire che deve avere il minor numero di
difetti.
a) un difetto grave (tranne poche eccezioni da ‘marketing
studies’) è l’eccessiva lunghezza;
b) un difetto grave è la difficoltà di memorizzazione
(che spesso prescinde dalla lunghezza);
c) Un difetto grave è la possibilità di mistyping,
ovverosia la possibilità di non ricordarsi il modo in cui si scrive
il nome a dominio, pur noi ricordandoci benissimo il nome.
Tipici sono i casi degli inglesismi per nomi a dominio italiani (la doppia
o che si legge u) oppure dell’inserimento di numeri (just4you),
o ancora l’inserimento di trattini (just-for-you).
d) Un difetto grave è la mancata presenza nei principali domini
di primo livello (i ‘suffissi: .com, .it).
Acquistare un dominio con suffisso .biz può essere una
buona idea ma solo se già si è proprietari dell’estensione
.com.
In caso contrario gli utenti che ricordano il nome (ma non l’estensione)
tenderanno naturalmente a digitare direttamente nel browser il nome a
dominio seguito dall’estensione o dalle estensioni più comuni
(il .com e il .it per l’Italia)
2) Un nome a dominio deve essere però ‘attraente’
anche per le directory e per i motori di ricerca.
Nel caso delle directory (per esempio: DMOZ), normalmente i siti vengono
posizionati in ordine alfabetico e quindi, dal momento che (sempre) i
siti che stanno ‘in cima’ sono più cliccati di quelli
che stanno al centro o in fondo, è ovvio che conviene avere dei
siti che comincino per la lettera A o comunque per le prime lettere dell’alfabeto.
Nel caso dei motori di ricerca, il nome a dominio
è ancora più importante, dal momento che tutti
i motori di ricerca danni un peso importante (anche se è solo uno
fra tanti) al nome a dominio.
Per esempio, fra due siti identici per altre caratteristiche e che vendono
vino online, è quasi sicuro che sarà privilegiato il sito
che contiene nel nome a dominio la parola ‘vino’ o ‘vini’;
questo perché chi ha realizzato i motori di ricerca ha ritenuto
(a torto o a ragione) che nessuno inserirebbe il nome di un oggetto, di
un servizio o di un prodotto in un dominio che invece si occupa di tutt’altro
(anche se non è altrettanto vero il contrario ovviamente, perché
nel sito Nike.com non è citata né la parola “scarpe”,
né la parola “tute da ginnastica”.
Non bisogna però eccedere nel seguire questo consiglio e ancora
una volta per un motivo di ‘naturalezza’; un dominio con troppi
termini, magari separati da trattini, può essere considerato negativamente
dai principali motori di ricerca nazionali e internazionali e questo per
il ‘sospetto’ che il proprietario del sito web non voglia
tanto favorire una facile identificazione dei contenuti del sito, quanto
voglia esclusivamente ‘piacere’ ai search engine;
oltre a ciò, c’è anche da considerare che domini troppo
lunghi (separati appunto da trattini) spesso identificano un argomento
o un prodotto troppo specifico e quindi, qualora contengano invece centinaia
o migliaia di pagine (come spesso accade) mostrano un’intrinseca
contraddizione.
Un dominio molto efficiente, da tutti i punti di vista
citati, è Html.it, che infatti è
1) breve
2) facile da ricordare
3) attinente con i contenuti del sito
4) ‘attraente’ per i motori di ricerca (nel caso vengano effettuate
‘query’ che comprendono la keyword ‘html’.).
Anche nel caso della scelta del nome a dominio, così
come in tutto ciò che riguarda l’indicizzazione e il posizionamento
nei motori di ricerca, è bene ricordarsi che le pratiche
migliori da adottare sono quelle che non estremizzano i dettami di base
(over-optimization), rimanendo quindi il più possibile
vicini a quello che dovrebbe accadere o che faremmo “se il motore
di ricerca non ci fosse”.
Solo seguendo questo semplice ma validissimo consiglio è possibile
ottenere dei risultati che durino nel tempo e non incappare in
pratica considerate ‘black hat’,
ovverosia illegittime e tendenti esclusivamente a fare un ‘fooling’
(ovverosia: inganno) dei motori di ricerca per ottenere una visibilità
eccessiva rispetto a quella che si meriterebbe ‘naturalmente’.
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