I Segreti dei Motori di Ricerca
Capitolo 3: I principali fattori "Off page" ed un'ottimizzazione "corretta"
Lezione 5
Il pagerank (Parte 3)
L’importanza del nome dei link in uscita
Facciamo un esempio: poniamo di gestire un sito di abbigliamento
e poniamo che un sito ci linki da una pagina, con il nome “cravatte in seta”;
il nostro sito sarà avvantaggiato nel posizionamento quando qualcuno cercherà
“cravatte in seta” o “cravatte”, ma non quando cercherà
“accessori abbigliamento”, per quanto tutti sanno che le cravatte
sono accessori di abbigliamento.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, i motori di ricerca sono molto
‘conservatori’; in sostanza, anche se non intenzionalmente,
hanno riproposto le logiche dell’economia e della società ‘off-line’.
I motivi per cui possiamo fare quest’affermazione sono molti; uno di questi
è l’ “aging” dei link; se il vostro sito è
linkato da una pagina con PR=5, possiamo dire che non tutto il ‘potere’
di questo link è passato alla pagina linkata immediatamente; il link assume
un valore sempre più grande quanto più passa il tempo.
Questo è motivato da ragioni ‘interne’ e da ragioni ‘esterne’.
Fra le ragioni ‘interne’ c’è una considerazione facilmente
condivisibile; alcuni link possono avere una vita di pochi giorni se non
addirittura di poche ore; tipici sono i casi di news o di giornali online;
in questi casi il link in uscita ha una vita breve e quindi è comprensibile
che la loro ‘influenza’ sia minore di un link ‘strutturale’,
che prevede un rapporto duraturo fra due siti .
Ma c’è un altro motivo per cui il pagerank non ‘passa’
da una pagina all’altra immediatamente.
Nell’ultimo anno si sono enormemente diffusi siti che ‘vendono’
e ‘comprano’ link; sarebbe più corretto dire che questi
siti ‘affittano’ i link per conto terzi; questo ‘commercio’
ha sicuramente creato dei problemi al ‘cuore’ degli algoritmi di Google.
I link in entrata sono sempre stati considerati positivamente perché non
sono ‘controllabili’ dai webmaster e perché si è sempre
pensato che nessuna pagina con un pagerank alto linkerebbe una pagina
di bassa qualità. Ma che cosa accade quando è possibile comprare
100 link a PR=6 avendone la disponibilità economica?
Ovviare a questo problema è ben difficile per Google.
Uno dei metodi che ha applicato recentemente (meno di un anno fa) è stata
la creazione di un ‘sandbox’in sostanza, gli inbound
link cominciano a provocare un effetto benefico per il sito linkato solo
dopo mesi dalla loro attivazione.
Si dice – anche se non se ne hanno prove – che
il periodo di permanenza in questo ‘limbo’ sia di
circa sei mesi.
Obiettivamente ci sono numerosi indizi che fanno pensare che i tempi non siano
più brevi; di certo questo è un ostacolo anche per i siti che sono
linkati ‘naturalmente’.
Prima di concludere questa lezione sul pagerank di Google, dobbiamo ricordare
due cose (strettamente correlate).
Il pagerank che si visualizza nella Google Toolbar non è
mai quello ‘reale’, ovverosia quello che determina il posizionamento
dei siti nelle SERPs.
Si tratta in primo luogo di un pagerank approssimativo
(arrotondato per difetto, dal momento che non vengono visualizzati i decimali)
e – inoltre – si tratta di un pagerank non aggiornato;
un pagerank ‘apparente’ = 0 può nascondere un pagerank
reale uguale a 5.
Nessuno – al di fuori di chi lavora in Google – può sapere
qual è il pagerank reale di un sito; anche per questo non ha molto
senso fare degli scambi link basandosi principalmente sul pagerank che
appare sulla toolbar di Google.
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