I Segreti dei Motori di Ricerca
Capitolo 1: Introduzione ai motori di ricerca e presupposti per indicizzare e ottimizzare un sito Web
Lezione 5
Scegliere il giusto nome a dominio per ottimizzare il proprio sito web (parte 3)
La semplicità ‘paga’.
Su questo non c’è alcun dubbio.
Il fatto che spesso si trovino domini ‘astrusi’ meglio posizionati
su alcune keyword rispetto a domini come quello di cui sopra è
dovuto semplicemente al fatto che le due pagine hanno per il motore di
ricerca un peso ‘diverso’; possono essere linkate diversamente,
possono avere contenuti diversi, possono essere scritte diversamente (la
‘pulizia’ dell’html è sempre più importante,
come vedremo) etc.
Quindi non bisogna farsi ingannare da ‘evidenze empiriche’
e fuorvianti.
Il nostro consiglio è quindi quello
(ancora valido nonostante molti dicano che non lo sia più) di
scrivere gli indirizzi interni di un sito in maniera comprensibile
per un motore di ricerca, attinente ai contenuti del sito (se
la pagina non parla di mazze da baseball usate ma di confetture all’albicocca,
quell’indirizzo sarà ‘controproducente’) e
di immediata comprensione anche per un navigatore
(quindi: per la ‘macchina’ e per ‘l’uomo’).
E’ bene infatti sottolineare il fatto che l’utilizzatore di
un motore di ricerca (il ‘searcher’) sta diventando
sempre meno distratto.
Se un tempo si cliccavano ‘automaticamente’ il primo o i primi
risultati di una qualunque query, adesso si fa più attenzione
sia al titolo sia alla descrizione sia all’indirizzo stesso e, dal
momento che normalmente accedono a un sito più utenti da pagine
secondarie rispetto che dalla home page (parliamo qui di accessi attraverso
motori di ricerca, ovviamente), è evidente che questi url
debbano immediatamente far capire all’utente di che cosa tratta
la pagina.
Alcuni sostengono che indirizzi troppo ‘perfetti’ (come ne
caso delle mazze da baseball) siano ormai visti dagli utenti come ‘figli’
di siti spam, che non hanno contenuti reali ma che raccolgono soltanto
testi fittizi per indicizzarsi e portare traffico a pubblicità
contenute sul sito stesso (tipicamente gli Adsense di Google).
A nostro parere questa considerazione è veramente valida soltanto
per i domini di secondo livello primari (tipo: www.mazze-da-baseball-usate.com),
mentre non si applica agli indirizzi interni.
E’ vero che tutti gli spam site ‘professionali’ tendono
(o forse, tendevano) a scrivere indirizzi eccessivamente ‘puliti’,
ma è anche vero che non per questo bisogna
scrivere indirizzi astrusi per cercare di differenziarsi dai siti spam.
La cosa migliore che si possa fare, per differenziarsi dai siti spam in
fase di indicizzazione e visualizzazione nei motori di ricerca, è
quello di fare in modo che appaiano un titolo e una descrizione che siano
evidente frutto di un lavoro editoriale (non parliamo ovviamente di description
tag ma di testo effettivamente presente sulla pagina web indicizzata).
La brevità del percorso necessario per raggiungere
le pagine interne
Come ultima raccomandazione, è bene che non ci
si preoccupi soltanto della ‘forma’ e dell’‘apparenza’
degli indirizzi interni, ma anche della ‘distanza’ che li
separa dalla home page e dalle altre pagine.
Sia gli uomini sia i motori di ricerca (e i motori di
ricerca lo hanno ‘imparato’ dagli uomini) non gradiscono
pagine che siano troppo difficili da raggiungere e quando diciamo
difficili diciamo soprattutto che necessitino di troppi click.
Se per raggiungere una qualsiasi pagina dalla home page debbo impiegare
più di 3 click non vi è dubbio che sia i motori di ricerca
sia i navigatori troveranno questa cosa sconveniente in quanto rende il
sito poco ‘usabile’.
Il libro come è attualmente costituito ha sostituito i rotoli proprio
per la sua facilità di consultazione, non per altri motivi. In
un libro, possiamo passare dalla pagina 1 alla 500 in un soffio, mentre
questo non è possibile in un rotolo.
Lo stesso principio deve essere applicato al Web ed è quindi
fondamentale che il navigatore possa passare dalla home
page alla pagina più ‘profonda’ (e viceversa)
con al massimo tre click (l’ideale, difficilmente
raggiungibile per i grandi siti, è quello comunque di due click).
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