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Romano Gandini: ''verifichiamo lo studio di fattibilità''

Il punto dell’Assessore Assessore al Territorio e Trasporti Romano Gandini sulla Iniziativa di estensione della GreenWay Pavia Varzi

08/05/08 - Questa prima Greenway “Milano-Pavia”, è nel complesso un progetto che prevede un tracciato di 112 km, compreso tra le provincie di Milano e Pavia, che partendo dal Naviglio Pavese, si svilupperà in un lungo percorso attraverso il Cavo Borromeo, la Roggia Carona, la Roggia Vernavola, il Fiume Ticino, il Fiume Po ed infine il Torrente Staffora permetterà di recuperare e valorizzare siti storici e naturalistici, creando allo stesso tempo delle nuove opportunità turistiche e ricreative.
Attualmente sono in atto gli studi per il progetto preliminare, a cura degli Uffici provinciali, sulla base delle indicazioni fornite dai Comuni riguardo la risoluzione di alcuni nodi critici laddove il sedime ferroviario non è più utilizzabile. Va ricordato che in base alle analisi condotte da Patrizio Grossi quasi l’80% del sedime è ancora riutilizzabile, si tratta quindi di casi critici molto limitati.
Queste progettualità dovranno poi essere selezionate e vagliate alla luce dei documenti di programmazione sovraordinata, fornendo in tal modo ai decisori politici regionali una interpretazione sviluppo locale coerente con i principi della sussidiarietà e gli obiettivi politici più generali. La fruizione del territorio ai fini turistici diventa allora una componente, ma non la sola, capace di aggregare risorse, ordinare istanze diffuse, e coordinare le azioni che porteranno a questo disegno complessivo. Allo stato attuale, grazie alla approvazione del progetto di tracciato da parte della Provincia di Pavia è possibile considerare le connessioni di questa infrastruttura con il territorio. Il senso è quello di individuare presenze storiche, culturali, paesistiche, che possano essere valorizzate e oggetto di visita da parte dei turisti, secondo un approccio integrato. La disponibilità di ulteriori fonti di finanziamento consentirà poi di redigere i piani e gli studi di fattibilità propedeutici alla realizzazione dei numerosi interventi previsti, distribuiti su tutta l’area coinvolta.
Sulla scorta di queste assicurazioni si esprime l’urgenza di arrivare ai lavori, ma anche la necessità che Comuni, imprese private, associazioni sostengano da vicino e con interventi propri l’idea del recupero. In questo senso va letta positivamente la proposta del sindaco di Ponte Nizza (primo, e per ora solo, comune a realizzare nel tratto di sua competenza il percorso ciclabile) di realizzare nei locali della ex-stazione del capoluogo un museo dedicato all’ex-ferrovia. Intento nobile, che corrisponde perfettamente alla filosofia del recupero che non intende far cadere la memoria del passato e nel tempo stesso vuole qualificare la greenway come qualcosa che non nasce dal nulla. È stato anche annunciata l’organizzazione di una VO-VA-DAY, ispirato a quanto già succede per l’ex-ferrovia Ostiglia-Treviso e alla quale è stato proposto un possibile gemellaggio.

TESTO PUBBLICATO DA
Riccardo Cecatiello
di SoLv0

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