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Intervista a Mariano Iodice alla presentazione del suo ultimo film per la Tv ''Avatar''
Incontriamo il regista Mariano Iodice alla presentazione del suo prossimo film “Avatar” di cui, come al solito, ha scritto anche soggetto e sceneggiatura.
27/01/08 -
(Emmepress Roma-intervista di Stefania Cavallo)
Incontriamo il regista Mariano Iodice alla presentazione del suo prossimo film “Avatar” di cui, come al solito, ha scritto anche soggetto e sceneggiatura. Giornalista, scrittore, studioso della cultura del web, ma soprattutto, infinitamente curioso. Ci aspetta con il suo sguardo sornione, di chi la sa lunga…
Codice Egizio è diventato un cult nel web, la scelta di diffondere il docufilm liberamente in rete ha generato un buon successo di pubblico. Tra poco arriverà “Avatar”, titolo intrigante…
Tutti abbiamo un avatar. Che sia l’immagine che ci rappresenta nel web o una nostra più profonda proiezione mentale. Avatar è un gioco tra realtà. I protagonisti cercano in un alter ego, in un avatar appunto, il complemento al proprio essere. Come è possibile esprimere quella parte di se che nel mondo materiale, fisico, biologico, non si riesce ad estrinsecare? I geni ci hanno fornito un involucro corporeo che rinchiude le tante sfaccettature di anime viaggianti che non sempre riescono a mostrare tutti i lati della loro poliedrica essenza.
-“Avatar” è dunque un viaggio tra i diversi aspetti della mente?
-"Certo! Quanto può pesare la differenza tra la realizzazione dell’umana esistenza e i desiderata dello spirito? Oppure, quanto è intrigante la possibilità di calarsi in un personaggio, in un disegno profondamente diverso da noi? Come si comporterà questo “altro da me” che da me proviene?
Si realizzerà forse un gioco di specchi che rifletterà le immagini infinitamente e indefinitamente fino a perdersi o il gioco creerà un cerchio dove realtà biologica e mentale si rincorreranno fino a fondersi? E ancora, dopo tale fusione, chi è l’avatar e chi il suo creatore? Qual è la “vera realtà” e quale la “virtuale”?
-Considerando che la creazione di un avatar in rete è un processo del tutto usuale, queste sono riflessioni piuttosto profonde…
-"Avatar è il rapporto esistente tra la ricerca di altro da se, del proprio completamento e la vita che prende la propria iniziativa e vive la propria esistenza, fino ad arrivare alla parziale sovrapposizione tra personaggio ed interprete".
-A proposito di personaggi ed interpreti, parliamo della trama…
-"Da un lato, un uomo sui 40 anni che galleggia alla deriva di una vita di eccessi ma che ha conosciuto vette di introspezione notevoli. Dall’altro, una ragazza che ha sete di esperienze e che in qualche modo sfugge ad un mondo che non comprende e dal quale non è compresa… I due costruiscono i propri avatar affidandoli alle vicende e al destino di una vita virtuale".
-E allora chi sono i protagonisti, le persone o gli avatar?
-"Gli avatar sono sempre protagonisti, rappresentano un'altra parte di noi, spesso quella più bella e segreta, quella che si innalza senza limiti e costrizioni. Sono protagonisti del loro mondo e di quello di chi li ha “generati”
-E cosa succede?
-"I due avatar leggono dentro se stessi e comprendono di non essere solo pallide copie di qualcosa, ma frammenti di coscienza che, come parte del tutto, contengono l’interezza del messaggio individuale e, forse, divino".
-Torniamo a “Codice Egizio”. Qualcuno, seppur affascinato dal testo e dal soggetto, lo ha trovato troppo “ermetico”, sarà così anche per Avatar?
-"Non amo parlare a tutti, significa non parlare a nessuno. C’è un cinema per ognuno ed una scrittura per ognuno. Io mi rivolgo a chi ama pensare…"
-Gli attori?
-"Li conoscerete tra poco"
-Ci incontreremo sul set?
"Sicuramente".
TESTO PUBBLICATO DA
Maria R. Cucci
di E.b.a. s.r.l.
(Fonte notizia: http://www.agenziamediapress.it)
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