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Agricoltura e terreni edificabili - Due nuovi titoli per i portafogli

Nel report di oggi, concentreremo la nostra attenzione su una società immobiliare specializzata nell'acquisizione di terreni agricoli ed edificabili e su un nuovo ETF specializzato nel settore dell'agricoltura, alla luce delle prospettive di ripresa dell’inflazione nella zona Euro.

09/02/10 - La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da una maggiore volatilità sui principali mercati azionari internazionali, dovuta alle preoccupazioni per la solvibilità del consistente debito pubblico da parte di alcuni paesi dell'Unione Europea, ed in particolare Grecia, Spagna e Portogallo. In un contesto di tensione sull'euro, gli investitori di tutto il mondo si sono prontamente rifugiati sul dollaro americano, che da sempre viene considerato come un bene rifugio a livello internazionale. La divisa Usa ha recuperato sensibilmente nei confronti dell'euro toccando i massimi degli ultimi mesi e chiudendo ieri sotto quota 1,37. In parallelo, i mercati azionari hanno proseguito nella correzione. Ieri l'indice S&P500 ha chiuso a 1056,74 punti, a -0,89%, portando la flessione dai massimi del 19 gennaio a 8 punti percentuali. Le prospettive a medio termine rimangono comunque positive. Franklin Templeton, una delle più autorevoli società di gestione di fondi, ha recentemente pubblicato una analisi sulle prospettive del mercato azionario nel nuovo decennio 2010-2020. Secondo lo studio, considerando tutta la storia del mercato azionario Usa dal 1925 ad oggi, solamente 4 decenni su 75 sono stati negativi per la borsa, mentre ben 71 decenni, pari al 95% del campione ha evidenziato performance positive. Tra i quattro decenni negativi, due si concentrano prorio in questi ultimi anni, con il 1998-2008 e il 1999-2009 che hanno fatto segnare rendimenti in flessione. Ora, secondo Franklin Templeton, le prospettive dovrebbero giocare nuovamente a favore dei mercati azionari e gli investitori dovrebbero concentrarsi con attenzione sulla selezione di quelle singole aziende meglio posizionate per cogliere il nuovo trend.

Notizie in breve dai nostri portafogli:

Quattro società del nostro modello Top Analisti hanno distribuito la cedola trimestrale nel corso dell'ultima settimana. Tre di queste presentano attualmente target elevati e costituiscono buone opportunità di acquisto per gli abbonati che ancora non possiedono i titoli:

1) Alcoa, simbolo AA, leader mondiale dell'alluminio - ex cedola 3/2 con valuta di pagamento 25/2 - Il titolo è seguito da uno degli analisti da noi regolarmente monitorati, che assegna un rating BUY con un target a 3-5 anni pari a +50,61%. La forte domanda di alluminio da parte di Cina e India dovrebbe spingere al rilazo le quotazioni.

2) Società attiva nel settore del gas naturale - ex cedola 3/2 con valuta di pagamento 12/2. Il dividendo è particolarmente elevato e pari a 8,20% annuo. Rating analisti: STRONG BUY con target +59,34%. Si tratta di una delle società del portafoglio con il rating più elevato.

3) Pfizer, simbolo PFE, società leader mondiale nel settore farmaceutico - ex cedola 3/2 con valuta di pagamento 2/3 - La società ha alzato il dividendo al 4% annuo. Rating analisti appena alzato da BUY a STRONG BUY con target +45,73%. Il price earning è pari a sole 7,6 volte gli utili attesi per l'anno in corso

4) Società attiva nella vendita di carbone - ex cedola 4/2 con valuta 15/3. Dividendo elevato e pari a 8,12%. La domanda mondiale di carbone continua ad essere sostenuta. Rating HOLD con target +12,7%

Inflazione in crescita? - Due nuove società per i portafogli

Il mercato comincia a scontare timori per una possibile ripresa dell'inflazione, connessa con le crescenti difficoltà di alcuni Stati di rifinanziare il proprio debito ai tassi attuali. Potremmo quindi assistere ad una nuova fase di incrementi dei tassi di interesse, specialmente se i dati provenienti dal fronte economico confermassero una ripresa più sostenuta dei consumi. Si tratta di uno scenario che avevamo già anticipato più volte nel corso degli ultimi mesi e molti importanti analisti tra quelli da noi monitorati continuano a ipotizzare un tasso di inflazione in salita. In un contesto di questo tipo, la priorità degli investimenti dovrebbe essere concentrata verso beni reali, quali materie prime, metalli preziosi, immobili, terreni agricoli e edificabili e azioni. Il nostro modello ETF Italia, composto attualmente da 26 tra ETF e fondi chiusi tutti quotati a Milano, dovrebbe essere ben posizionato per cogliere e sfruttare a pieno la nuova fase del mercato. Negli ultimi giorni abbiamo effettuato una analisi della composizione percentuale del modello da cui si evidenziano le seguenti percentuali:

azioni Asia: 11,84%
azioni Europa: 7,15%
azioni internazionali e fondi tematici: 15,31%
azioni Paesi Emergenti: 12,01%
azioni Usa: 4,01%
settore immobiliare: 28,95%
materie prime: 7,01%
contanti: 0,22%
obbligazioni: 13,50%

La tabella indica chiaramente una forte esposizione sull' immobiliare, dal momento che il settore quota ancora a sconti elevati rispetto alle valutazioni di due-tre anni fa e presenta differenze sensibili rispetto ai valori patrimoniali. Contemporaneamente, dagli Stati Uniti stanno arrivando chiari segnali di ripresa del settore e questo trend dovrebbe portare nuovamente ad una forte ripresa globale delle quotazioni dei titoli immobiliari. In particolare nel report di oggi, concentreremo la nostra attenzione su una società immobiliare specializzata nell'acquisizione di terreni agricoli ed edificabili e su un nuovo ETF specializzato nel settore dell'agricoltura.

Acquistare immobili sotto il valore di perizia – Nuova società da inserire in portafoglio

In prospettiva di un possibile aumento dell’inflazione, l'investimento in terreni agricoli ed edificabili, potrebbe essere oggi uno dei più efficaci da inserire nei propri portafogli. Nel caso specifico della società di cui parliamo oggi, è possibile acquistare una fetta di un importante patrimonio immobiliare a quasi un quarto del valore della stima fatta dai periti indipendenti. Oltre ad aumentare di valore nel tempo, i terreni di solito presentano una volatilità inferiore rispetto alle oscillazioni dei mercati azionari e mantengono una capacità difensiva del potere di acquisto dei propri patrimoni. Acquistare un terreno non è però facile: normalmente per comperare un lotto di terra, servono disponibilità finanziarie, notevole esperienza nel settore e capacità tecniche superiori per sviluppare l'investimento nel futuro. Oggi questo è diventato più facile: esiste infatti una società, quotata alla borsa di Milano, unica nel suo genere, specializzata nell’ investimento in terreni, con l'obiettivo di ottenere forti rivalutazioni nel medio lungo termine. Ma come si perfeziona un investimento vincente in terreni? La società, in una sua recente presentazione riservata agli investitori e analisti finanziari a Londra, lo spiega chiaramente: Investire in terreni significa semplicemente comperare la terra e mantenerla in portafoglio per usi futuri. Storicamente, enormi fortune sono state accumulate in questo tipo di attività da investitori lungimiranti che avevano compreso il concetto di acquistare e mantenere terreni prima della successiva fase di sviluppo. Queste persone non hanno fatto niente di più che comprare e mantenere terreni agricoli o nella prima fase di urbanizzazione in zone strategiche a forte crescita. Immaginiamo solamente i guadagni stellari per chi avesse comperato terreni nei dintorni di Londra, New York e Tokio ai prezzi di cinquant'anni fa e pensiamo quali cifre incalcolabili valgono oggi. Secondo la società, il migliore momento per acquistare terreni è proprio nella primissima fase, quando i prezzi sono ancora abbordabili e i potenziali per crescita e profitti sono ancora più grandi. Investire in terreni è un business senza fine. Il potere della terra è universale. La pressione determinata dall'esplosione della popolazione per insediamenti in posti ancora poco sviluppati sta creando enormi possibilità di profitto che non saranno più ripetibili nel futuro. Una volta che quei terreni saranno sviluppati, le opportunità iniziali saranno già scomparse. Non è un segreto che comprare terreni agricoli prima che questi siano urbanizzati è certamente un'operazione più sicura che acquistare terreni già sviluppati o con insediamenti immobiliari già realizzati. Nella fase finale dello sviluppo, tutti gli operatori, eccetto gli investitori, hanno già fatto il loro guadagno: i proprietari dei terreni, i costruttori, gli immobiliaristi, i broker e così via. Il margine che rimane all'investitore comperando nella fase finale è quindi molto più contenuto. E’ chiaro che per sfruttare al massimo i margini di questo tipo di attività bisogna essere i primi. Grazie all'azienda di cui parliamo oggi, anche i piccoli investitori possono avvicinarsi a questo ricco business, fino a poco tempo fa riservato solo ai detentori di grandi patrimoni o alle maggiori aziende internazionali. L’attività di sviluppo immobiliare prevalentemente svolta dal gruppo si basa sull’individuazione delle opportunità di investimento nei diversi settori del mercato immobiliare, nell’acquisizione di beni immobili (prevalentemente di terreni agricoli o con basso grado di edificabilità) e nella successiva alienazione degli stessi beni, una volta valorizzati dal punto di vista urbanistico ed eventualmente implementati dal punto di vista strutturale. L’azienda opera anche nel business delle costruzioni, una volta che i terreni hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni urbanistiche, sia con destinazione “residenziale” che “commerciale-retail”. Il gruppo ha recentemente creato una divisione “Energie Rinnovabili”, con particolare attenzione al settore fotovoltaico, eolico e idrico; l’attività si realizza nella valorizzazione dei terreni, già in portafoglio o di acquisizione da terzi, attraverso la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il gruppo dispone anche di una rete di franchising immobiliare, creata negli ultimi 2 anni raggruppando circa 200 agenzie con un obiettivo a 250-400 tra il 2011 e il 2013. La società opera attualmente con un portafoglio di oltre 8.000.000 mq di terreni, ripartiti tra edificabili, agricoli ed immobili, con superfici costruibili di circa 650.000 mq. I principali attivi immobiliari sono situati principalmente nella regione Emilia Romagna, Lazio, Marche, Lombardia, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il patrimonio è stato periziato da CBRE, Richard Ellis una delle maggiori società del settore, quotata a Wall Street e specializzata nelle valutazioni immobiliari a livello internazionale. Al netto dei debiti e delle imposte, il patrimonio immobiliare ammonta a 352 miliardi, contro 104 miliardi della attuale quotazione in borsa. Non siamo i soli a pensarla in questo modo. Le Assicurazioni Generali, da sempre grandi esperti di immobili, risultano tra i maggiori azionisti con il 3% del capitale della società. Anche senza considerare alcuna rivalutazione immobiliare nel corso dei prossimi 3-5 anni, un ritorno di interesse del mercato verso l’immobiliare potrebbe da solo far lievitare le quotazioni avvicinandole ai veri valori di stima e riducendo gli sconti. Il titolo presenta un rating di STRONG BUY, con un obiettivo a medio lungo termine pari a +143%. Investiamo nella società una quota pari al 3,2% del totale del portafoglio ETF. Comprare in data di oggi il titolo.

Nuovo ETF sull’agricoltura – Elevati target potenziali

Il secondo settore oggetto del focus di oggi è un comparto che presenta forti potenziali di difesa del patrimonio nel medio lungo periodo. I prezzi più contenuti dopo la correzione di questi ultimi giorni ci spingono ad investire una quota del patrimonio sulle maggiori società agricole di tutto il mondo. Jim Rogers, uno dei maggiori esperti mondiali di materie prime, da mesi continua a sostenere che in una prospettiva più lunga ci sarà un massiccio ritorno degli investitori verso la terra, con conseguenti forti aumenti dei prezzi delle materie prime e delle società collegate all'agricoltura. È facile condividere queste previsioni: la popolazione mondiale, oggi vicina ai 7 miliardi, dovrebbe aumentare di altri 2 miliardi entro il 2050. Questo significa che ogni giorno abbiamo nel mondo circa 200.000 persone in più da sfamare. Contemporaneamente, registriamo costantemente a livello globale una perdita di aree destinate all'agricoltura, a causa dell'estensione delle aree urbanistiche e edificabili e della crescente desertificazione di vaste zone. Secondo recenti statistiche, servirebbero oggi nel mondo oltre 1,2 milioni di chilometri quadrati, pari a circa un terzo dell'India, da destinare all'agricoltura a causa della costante riduzione degli spazi disponibili. Con l'aumento della popolazione e la carenza cronica di aree agricole, la tecnologia e l'innovazione nel settore giocheranno un ruolo determinante nei prossimi anni. E chiaro che in un contesto di questo tipo le maggiori aziende operanti nel settore a livello mondiale potrebbero crescere fortemente, diventando delle multinazionali strategiche per tutto lo sviluppo futuro del pianeta. L'agricoltura, le energie alternative e il settore dell'acqua, saranno probabilmente nei prossimi anni alcuni tra i settori più caldi su cui investire. Ogni debolezza di prezzo, come quella a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni dovrebbe spingere gli investitori ad inserire nei propri portafogli titoli collegati al settore agricolo. Il nuovo ETF che presentiamo oggi è particolarmente strategico, dal momento che investe a livello globale nelle 30 maggiori società agricole di tutto il mondo, concentrando gli investimenti nei quattro settori agricoli principali:

-sementi, prodotti chimici e fertilizzanti
-attrezzature ed irrigazione
-prodotti agricoli
-allevamento

Negli ultimi cinque anni questo ETF ha evidenziato una performance record, pari a +153,9%, contro un rendimento di +2,9% fatto registrare dell'indice S&P 500 nello stesso periodo. Nel solo 2009 la performance è stata pari a +54,1%. Il fatto di essere concentrato su un numero limitato di 30 società specializzate nel settore, rende questo investimento particolarmente interessante e contestualmente poco correlato all'andamento dei mercati azionari. Si tratta quindi di una diversificazione adatta in un ambiente più inflattivo e di maggiore domanda globale di prodotti agricoli. Per fare spazio al nuovo ingresso nel portafoglio, vendiamo oggi su Milano metà della nostra partecipazione sull’ETF Global Titan 50, che investe nelle 50 più grandi aziende mondiali. Vendiamo quindi 223 azioni ETF Gobal Titan 50 e comperiamo 118 azioni del nuovo ETF.

Regola base: disciplina di investimento

Noi consideriamo lo stile "value classico" come un metodo disciplinato, conservativo e di buon senso. Investire "value" è a nostro avviso il modo migliore per approcciare il mercato nel lungo termine. (London Market Research Ltd)

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PUBBLICATO DA
Paolo Crociato
Titolare agenzia per l'Italia
di London Market Research Ltd

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