Uno spettacolo da non perdere assolutamente quello che questi giorni fino al 17 dicembre propone il Teatro Abeliano di Bari, “Petrolini” con il bravissimo Guglielmo Ferraiola che ha curato anche la regia.
17/12/06 -
Il pubblico entra in teatro ed è accolto dall’artista che seduto davanti ad uno specchio inizia a truccarsi per lo spettacolo e si intrattiene piacevolmente a parlare con loro come un padrone di casa accoglie i suoi ospiti. Tutto questo mentre in sottofondo si ascolta la musica degli anni 30 e 40 come “Maramao perché se morto” e “Ba…Ba…Baciami piccina” che il pubblico canticchiava mentre si accomodava.
Questo per farvi comprendere l’atmosfera che già si preannunciava per lo spettacolo.
Una rappresentazione interattiva dove l’istrionico Ferraiola ha recitato ma anche giocato con gli astanti che faceva salire a turno in scena, chi per aiutarlo a truccarsi, chi a leggere una breve biografia di Petrolini, chi doveva ballare, chi doveva fare da spalla alle sue battute e chi non è salito sul palcoscenico doveva comunque cimentarsi a duettare con lui.
Ferraiola ha portato in scena un “romano dé Roma” il macchiettista e freddurista implacabile Ettore Petrolini, che morì troppo giovane e come lui stesso disse “è sconveniente chiudere a soli 50 anni la porta della vita”.
Indossando un frac, cappello a cilindro e guanti bianco latte impersona “Gastone” un gagà, attore di varietà, uomo che emana fascino, che appare sempre stanco, fine dicitore e che consiglia di “ascoltare non quello che si dice ma quello che c’è sotto”.
Gastone inventore, creatore come tutta la sua famiglia dalla sorella Creolina alla madre, che aveva il senso dell'economia sviluppato fino alla genialità, lo chiamava Tone per risparmiare il Gas.
Et Voilà smessi i panni di Gastone, indossando un cappellaccio messo sulle ventitre e una giacca a quadroni eccolo impersonare “Gigi il Bullo” con la sua camminata a forbice e con una chitarra si seconda mano, (ma forse anche di terza e di quarta mano) coinvolge il pubblico a cantare con lui “Tanto pè cantà”.
Questo per evidenziare e non considerare in secondo piano "Petrolini " che è stato anche autore di numerose canzoni di successo come “Gastone”, “Ma cos’è questa crisi”, “Nanni” e la succitata “Tanto pè cantà” che non è come si può credere di Nino Manfredi.
Al grido di “Ave Cesare” interpreta un’altra macchietta (portata anche sullo schermo cinematografico) quella di “Nerone”, un personaggio che critica argutamente le debolezze umane, accompagnato dall’attrice Annabella Giordano che impersona “Poppea” una romana dalla cadenza pugliese.
Ferraiola con questo spettacolo ha voluto omaggiare uno dei più grandi artisti del novecento “Ettore Petrolini” , con una carrellata dei suoi più famosi personaggi concludendo con un aneddoto dello stesso artista che ormai malato e prossimo alla fine disse all'apparire del prete con l'olio santo (per l'estrema unzione): "E mo' sì che so' fritto...".
Guglielmo Ferraiola è un’artista a tutto tondo, perché oltre ad essere un attore è anche uno scultore e nel foyer del Teatro Abeliano si possono ammirare alcune sue sculture lavorate in pasta di bronzo e canapa, con legno paduk e doussiè e acciaio.
Le sue opere oltre ad essere nelle città italiane, sono esposte negli Stati Uniti, Germania, Olanda, Francia, Tunisia, Finlandia e Danimarca.
Anna DeMarzo
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Egidio Magnani
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