Una polpa succosa e un profumo delicato per la mela del Friuli Venezia Giulia
30/09/09 - Vicende storiche risalenti all’epoca dei romani, rigorose regole di produzione e una favorevole latitudine: tutto questo è racchiuso all’interno di quel piccolo e gustoso gioiello che è la mela Julia, denominazione con cui viene riconosciuta la miglior qualità melicola del Friuli Venezia Giulia. Da poco insignita della certificazione comunitaria della Denominazione di Origine Protetta (DOP), la mela Julia è uno dei vanti del patrimonio alimentare della regione tanto che le aziende che la producono devono seguire un severo regolamento per garantirne la massima qualità. La mela friulana possiede una sua precisa identità sensoriale definita dalla combinazione di un complesso di caratteristiche chimiche fisiche e organolettiche le quali danno a questi frutti un sapore gradevole e ampio: possiede sfumature aromatiche di vaniglia, acino d’uva ma anche di altri frutti come la banana, il melone e l’ananas e profuma sia nella buccia che nella polpa che è succosa e croccante. Questo tripudio di profumi e sapori è il risultato di una fortunata collocazione del Friuli Venezia Giulia che si trova a una latitudine che raggiunge e supera il 46° parallelo e che consente di raggiungere un livello di intensità luminosa che, in combinazione con gli agenti climatici, dona alla mela un sapore particolarmente ricco. La mela del Friuli Venezia Giulia, inoltre, ha alle spalle una storia affascinante di cui si rinvengono tracce già all’epoca dei romani. I romani, oltre ad avere un sistema di produzione preciso, meticoloso e tecnicamente avanzato, hanno avuto l’intuizione che in Friuli Venezia Giulia c’erano tutte le condizioni ambientali e climatiche per poter produrre una mela di qualità: la creazione della prima varietà di mela friulana si deve a loro e venne chiamata mela “maziana” dal nome del suo produttore Caio Mazio, un grande appassionato di arboricoltura. La prova delle origini romane della mela del Friuli Venezia Giulia la possiamo trovare in un mosaico pavimentale rinvenuto poco lontano dalla basilica di Aquileia che raffigura, tra i resti alimentari di una famiglia patrizia, anche alcune mele. Il turista in visita in Friuli Venezia Giulia potrà provare anche il succo di mele, ottenuto con un semplice procedimento che prevede la separazione del succo dal frutto per pressione: questo succo, a cui non è aggiunto lo zucchero, è filtrato e stabilizzato a caldo in bottiglie di vetro.
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PUBBLICATO DA
Lorenzo Lovato
Redattore
di Viaggi del Turista Srl
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