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Asia - Union Investment
I mercati azionari asiatici nel mese di maggio si sono mossi in maniera diversificata. Le perdite maggiori si sono avute sulle Borse di Hong Kong e Cina, dove sono proseguiti i movimenti correttivi già registrati nei mesi precedenti. In Cina le pressioni a vendere hanno segnato soprattutto il settore delle telecomunicazioni.
26/06/08 -
Andamento diversificato
I mercati azionari asiatici nel mese di maggio si sono mossi in maniera diversificata. Le perdite maggiori si sono avute sulle Borse di Hong Kong e Cina, dove sono proseguiti i movimenti correttivi già registrati nei mesi precedenti. In Cina le pressioni a vendere hanno segnato soprattutto il settore delle telecomunicazioni. Il tema delle liberalizzazioni e l’andamento in particolare del comparto della telefonia mobile hanno fatto sentire tutto il proprio peso. Di contro invece il disastroso terremoto che ha colpito il Paese per il momento sembra non aver avuto conseguenze sconvolgenti per quanto riguarda l’impatto a livello economico. Dato che le zone più colpite si trovano in aree agricole e non industriali, la sviluppo economico cinese non ne ha risentito in maniera significativa. Sono state fondamentalmente solo alcune imprese del comparto elettrico a soffrirne. Uno dei maggiori produttori di energia elettrica ha visto uno dei suoi centri commerciali completamente distrutto dal terremoto. Mentre quindi la Cina e Hong Kong sono passati dalla parte dei perdenti, l’Indonesia ha guidato la cordata dei Paesi vincenti. Al centro delle manovre al rialzo il settore delle materie prime che ha tratto vantaggio dal vertiginoso e costante aumento dei costi di petrolio e carbone. Inoltre la presentazione sul mercato azionario di carbone termale per produzioni di flusso é stata accolta positivamente dagli operatori di Borsa. In termini generali si può affermare che i valori del settore delle materie prime asiatiche si sono rivelati convincenti. Un esempio di ciò è dato soprattutto dalle quotazioni di società petrolifere quali la cinese CNOOC e le australiane Oil Search e Santos.
Buone prospettive a lungo termine
In Asia, sulla base di dati di crescita forti il quadro macroeconomico resta immutato, anche se difficilmente si potrà assistere a tassi di sviluppo elevati ai cui ci ha abituati recentemente la Cina. Un freno potrà venire soprattutto dalle tendenze recessionistiche degli USA, che resta uno dei principali mercati di sfogo della produzione asiatica. Anche il crescente prezzo del petrolio, i tassi inflazionistici in salita e le valutazioni ambiziose lasceranno il loro segno negativo. L’India e l’Indonesia saranno poi segnati da un problema speciale che riguarda il forte aumento dei prezzi. Come contromisura entrambi questi Paesi hanno deciso di sovvenzionare statalmente il costo del petrolio, ma con gli ultimi drastici aumenti queste manovre di sostegno sono diventate troppo onerose e quindi devono essere rinegoziate. C’è poi il timore che questi aumenti portino a una riduzione dei consumi da parte della popolazione locale. Tutto considerato bisogna aspettarsi perciò un’alta volatilità sui mercati azionari asiatici. Negli ultimi cinque anni l’indice MSCI Far East (ex Japan) ha registrato un aumento di circa il 300 per cento, ma non è da escludere che ora a medio termine ci si possa trovare a dover affrontare momenti di difficoltà. In uno scenario di questo genere ancora una volta diventa molto importante operare una selezione attenta e accurata sui singoli titoli su cui investire.
TESTO PUBBLICATO DA
Monica Mazzanti
di Ogami
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