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Europa (maggio 2008)

Union Investment - L’inflazione si fa sentire anche in Europa

20/06/08 - L’inflazione si fa sentire anche in Europa

L’andamento delle Borse europee nel mese di maggio è stato dominato soprattutto dai timori di una ripresa dell’inflazione. Solo in Germania le cose sembrano essere andate un po’ meglio. Il balzo in avanti del costo del petrolio che ha toccato ben 135 dollari al barile per il greggio ha fatto prevedere un’ulteriore aumento dei prezzi, anche al consumo e negli ultimi mesi il tasso d’inflazione nell’area europea è già schizzato ben oltre i valori auspicati dalla BCE. L’aumento dei costi base fa temere un forte riduzione dei consumi e questo frena lo sviluppo dei mercati. In realtà se si esamina la situazione economica nel suo complesso in Europa bisogna dire che è relativamente solida. In Germania il PIL per il primo trimestre del 2008 è cresciuto dell’1 per cento rispetto al trimestre precedente. A livello societario i dati del primo trimestre non sono stati poi così negativi. Ed è con un certo sollievo che gli investitori hanno visto rinascere voci e speculazioni su nuove possibili operazioni di fusioni e acquisizioni. I circoli finanziari stanno cercando di vedere cosa avverrà tra Commerzbank, Dresdner Bank e la banca postale tedesca. Si sono sentite voci anche relative ad alleanze transatlantiche. Il birrificio belga InBev pare essere interessato all’acquisto del concorrente americano Anheuser, mentre il provider British service ha ricevuto un’offerta per più di 1,7 miliardi di sterline da parte di Halliburton per la cessione della società petrolifera Expro Internationally. Un’altra voce che è circolata con insistenza in queste ultime settimane riguarda la prevista acquisizione del mediatore immobiliare tedesco Interhyp da parte del gruppo finanziario olandese Engineer Groep. Il DJ Euro Stoxx 50 alla fine ha però dovuto fare i conti con una perdita di più dell’1 per cento su base mensile. Il DAX invece è cresciuto di un buon 2 per cento con i suoi 7000 punti.

L’andamento generale delle Borse offre però buone occasioni d’nvestimento a lungo termine

Per un primo periodo le Borse europee continueranno a essere caratterizzate da una persistente alta volatilità. Anche in qui ci si dovrà aspettare una tendenza al ribasso, anche se non marcata come negli Stati Uniti, un aumento dei tassi d’interesse e una possibile contrazione dei profitti. Questi saranno i fattori principali che peseranno sui mercati azionari europei, già sotto pressione per il continuo aumento del costo del petrolio e per la forza dell’euro rispetto al dollaro. Queste fasi di rinnovata debolezza dei corsi offrono comunque delle buone possibilità per entrare sui mercati per quegli investitori che hanno un orientamento a lungo termine. Le quotazioni sono ancora ragionevoli e buona parte dell’impatto delle notizie negative dovrebbe essere già stato assimilato dall’andamento dei corsi. Anche in Europa si pensa che verso la fine dell’anno possa esserci una ripresa sulla scia di quella che dovrebbe avvenire negli Stati Uniti.



TESTO PUBBLICATO DA
Monica Mazzanti
di Ogami

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