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Un progetto di ''genere'' per una rete ''al femminile''

Programma di cooperazione internazionale post tsunami.

07/05/08 - Entro l' estate in un' isola del Tamil Nadu, India del sud devastata dallo tsunami, cinquanta donne che hanno perso i mariti con le loro barche da pesca troveranno lavoro in una nuovissima cooperativa per la fabbrica di reti. «Un passaggio di testimone ideale» dice fiera Pia Aina Cittadini dalla cabina di comando dell' azienda dove è entrata come moglie del titolare, Giovanni Cittadini, e dove oggi è diventata direttore e amministratore delegato. La «Cittadini Spa» di Paderno, 10 mila metri quadrati, è leader nella produzione di reti (da pesca, da agricoltura, da calcio, per l' edilizia, per tutto), ma sforna pure chilometri di filati per prestigiose griffe. È stata la signora Pia, con la Fondazione Tovini di Brescia e alcuni partner, a lanciare questa diversa «rete» di solidarietà. «Quattro anni fa - racconta - abbiamo inviato container di reti per fronteggiare l' emergenza in paesi dove la pesca è l' unica risorsa. Poi ho pensato: perché non aiutiamo le vedove a fare da sole offrendo il nostro patrimonio, il nostro know how? In fondo è sulla questione del lavoro femminile che mi sono laureata in scienze politiche a Milano. Era il ' 67, tanti ideali, Strehler, le lezioni del professor Alberoni, Capanna: la mia giovinezza. Dentro qualcosa resta», sottolinea la Signora delle reti. La patria storica delle reti è più a nord - Montisola e i paesi sul lago d' Iseo - dove nel dna delle donne corrono tracce del millenario lavoro di ago e filo, anche se i pescatori di professione, come gli storioni e le alborelle, sono quasi scomparsi e oggi le reti, quelle enormi per l' acquacultura, si esportano in Nord Europa come in Turchia. Ma sotto l' impulso della signora Pia, uno tsunami benigno, la «Cittadini Spa» si è messa a cavallo dell' innovazione traslocando - per motivi di spazio - qui in Franciacorta. Una famiglia-azienda da manuale. Giovanni, «genio della tecnica», sempre chino sui macchinari: «sono suoi quei piccoli robot e ora, per dire, studia la resistenza dei siluri e dei missili». Dei cinque figli, Cesare, Marco e Paola, studi ad hoc, sono già in ruoli chiave (il terzo maschio, Lorenzo, noto campione del «Calvisano rugby», a carriera sportiva finita con la sua mole potrebbe, chissà, si scherza in casa, seguire il recupero-crediti...). Manodopera quasi tutta femminile, a iniziare da Tiziana, maestra d' ago di Montisola, pronta come le compagne, a rammendare i buchi delle pezze che non possono uscire sempre perfette dalle macchine. Al timone, Pia: «Con cinque figli so cosa è il lavoro per una donna, ma so anche che senza le donne si perdono competenze e valori inestimabili. In azienda abbiamo fatto dei passi in avanti, ma bisogna allargare la â reteâ ». Così è partita in quarta coinvolgendo sindaci, gli industriali bresciani e altri operatori in un progetto-pilota che prevede iniziative a favore delle lavoratrici: parità di salario, gli orari degli asili, aiuti a chi ha in casa il nonno, turni flessibili... Maglie interdipendenti, responsabilità, sinergie. Dove ti porta la filosofia della rete... L' ispirazione

TESTO PUBBLICATO DA
Riccardo Cecatiello
di SoLv0::soluzioni per la contemporaneità

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