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Verso la riforma dell'OMC - Organizzazione Mondiale del Commercio Il Parlamento europeo presenta alla Commissione europea il 25 aprile una serie di considerazioni frutto di una lunga e accurata riflessione condotta dalla commissione Commercio Internazionale del PE relativamente alla riforma dell’OMC-organizzazione mondiale del commercio. 05/05/08 -
“La nostra commissione “, dice l’on Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione del commercio internazionale del Parlamento europeo,” vuole una Organizzazione Mondiale del Commercio più efficace e democratica, più pronta dal punto di vista del funzionamento istituzionale, a svolgere l'importante compito di regolatore del commercio internazionale nel mondo. Perché questo avvenga ci sembra indispensabile procedere ad una sua riforma. L'ingresso recente di numerosi nuovi membri, basta citare la Cina e l'imminente adesione della Russia, mettono in luce il successo dell'Organizzazione che annovera oggi 152 paesi ma le danno anche una configurazione ed una dimensione nuova che giustificano una riflessione rivolta alla sua riorganizzazione istituzionale”. La relazione , frutto diversi mesi di lavoro, sottolinea con forza aspetti vitali per comprendere l'OMC ed il multilateralismo commerciale: riformare l'OMC vuol dire darle una nuova caratura che la renda più forte, dinamica, efficace e democratica. L'agenda dell'OMC é oggi completamente riempita dai negoziati del Doha Round per raggiungere quell'accordo che sembra sempre dietro l'angolo ma che non si riesce mai a perseguire. La commissione commercio internazionale ne é cosciente e reitera il suo sostegno a negoziati che possano sfociare in un successo per un commercio più equilibrato ed equo ma ritiene che sia giunto il momento di guardare avanti al dopo Doha con coraggio ed ambizione. “Come Parlamento europeo,” ribadisce l’on. Cristiana Muscardini,” chiediamo alla Commissione europea, chiediamo e all'esecutivo comunitario di avere lo stesso coraggio e la stessa ambizione per intraprendere a Ginevra un'iniziativa politica che possa aprire la strada ad una revisione del funzionamento di alcuni meccanismi dell'OMC.A nostro avviso la struttura può essere migliorata distinguendo le attività legate alla negoziazione di nuove regole internazionali e i nuovi impegni connessi all'applicazione di accordi esistenti. Se é vero che il principio del consenso é e deve restare la norma nelle conferenze ministeriali, si potrebbe pensare a modalità diverse dall'unanimità nelle procedure che conducono alla decisione finale in un'Organizzazione che, essendosi ingrandita, ha bisogno di un passo diverso. Servono inoltre cicli di negoziati ma anche accordi globali: il criterio guida del Ciclo di Doha é stato quello di coinvolgere tutti i paesi membri in negoziati relativi ad una pluralità di questioni ; in un'organizzazione ampia di 152 membri, questa formula potrebbe essere rivista per un approccio plurilaterale, una sorta di geometria variabile per paesi e materie”. Lo sviluppo é un tema molto importante all'interno dell'OMC. Negli ultimi anni il gruppo dei Paesi in via di sviluppo é divenuto sempre più ampio ed eterogeneo e comprende paesi emergenti ed altri già largamente emersi come Cina, India, Brasile e Sud Africa. Occorrerebbe allora, nell' interesse proprio dei veri paesi in via di sviluppo, operare dei raggruppamenti più chiari ed omogenei che corrispondano all'evoluzione della situazione economica e chiedere a tutti impegni e responsabilità che corrispondano alla loro forza economica. “Il segretariato dell'OMC, pur essendo prestigioso e competente, é limitato anche istituzionalmente nella sua azione,” si legge nella relazione del PE,” Sarebbe opportuno rafforzarne il ruolo e consentirgli di prendere iniziative e suggerire compromessi. Rafforzare il segretariato vuole dire dargli una rappresentatività geografica che lo faccia sentire il centro ed il motore dell'azione dell'Organizzazione nell'interesse di tutti i suoi membri, compresi proprio i paesi in via di sviluppo. Occorre inoltre più trasparenza: l'OMC é un'organizzazione all'attenzione dell'opinione pubblica e negli ultimi anni il rapporto con i diversi grandi attori della società civile é migliorato; perciò bisogna incrementare la trasparenza, anche nei procedimenti di risoluzione delle controversie internazionali per rafforzarne l'immagine verso l'esterno. Sarebbe necessario potenziare l'esistente " Conferenza parlamentare sull'OMC" per arrivare a creare una vera assemblea parlamentare con poteri consultivi ne legittima l'operato: in particolare si deve guardare a rafforzare la coerenza fra l'OMC e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e alcune agenzie dell'ONU perché temi sociali ed ambientali, di grande portata internazionale, non possono restare estranei alle attività dell'OMC. Per questo si é pensato di dare all'OIT ad all'ONU stesso il ruolo di osservatore all'OMC”. E’ emerso dal dibattito che il sistema di risoluzione delle controversie commerciali costituisce l'aspetto più tipico e forte. Bisogna rafforzarlo cercando di garantire, con opportuni accorgimenti istituzionali, procedure per una pronta e reale attuazione della decisione da parte dello Stato membro interessato. In caso contrario i contenziosi si protrarranno all'infinito a tutto danno della libertà e della giustizia del mercato perciò a danno sia delle imprese che dei consumatori. La commissione commercio internazionale del PE é cosciente delle difficoltà esistenti per un progetto di riforma di un'organizzazione internazionale quale l'OMC dove certi equilibri sono consolidati da tempo ma é anche cosciente che l'OMC, per allinearsi alle aspettative che provengono da più parti e diventare una moderna organizzazione del terzo millennio deve in qualche modo avere la pretesa ed il coraggio di procedere sulla via della riforma.
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