News pubblicata il 14/07/11 da Alessandra Picciolo
Approvato dalla Regione Friuli Venezia Giulia un progetto per migliorare i trattamenti di radioterapia su pazienti oncologici, presentato da Tecnologie Avanzate srl, impresa torinese con sede operativa di R&D al Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli di Udine
14/07/11 - Realizzare il prototipo di un nuovo strumento che aiuti i medici ad effettuare trattamenti di radioterapia sui pazienti oncologici in modo più efficace e con meno effetti collaterali per i tessuti sani vicini al tumore.
Questo è l’ambizioso obiettivo di un progetto di sviluppo competitivo d’impresa presentato e vinto dalla società Tecnologie Avanzate srl, il cui Laboratorio di ricerca si trova a Udine, all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli.
Con il supporto di Friuli Innovazione, l’azienda ha ideato un progetto biennale complesso e importante (valore circa 800mila euro), finanziato con fondi POR FESR dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a valere sulla legge regionale 4/2005, che appunto prevede anche incentivi di politica industriale per lo sviluppo competitivo delle imprese. Il progetto consiste, infatti, in una parte di ricerca e sviluppo sperimentale in collaborazione con università e centri di ricerca italiani ed esteri e in una serie di altre attività (consulenze esterne, studi di mercato) a supporto degli step successivi che permetteranno a Tecnologie Avanzate di portare sul mercato europeo e nordamericano il prodotto creato.
Sotto il profilo scientifico, il progetto punta a prototipare una stazione di lavoro – costituita da una struttura hardware e da un software - che aiuti a trattare in maniera più accurata i pazienti oncologici sottoposti a radioterapia, delineando in maniera più precisa sulle immagini diagnostiche la regione da colpire con le radiazioni. Questo nuovo strumento permetterà anche di limitare significativamente gli effetti collaterali della terapia dovuti al danneggiamento involontario di tessuti sani limitrofi al tumore.
“L’importanza di questo progetto – spiega il responsabile scientifico Davide Fontanarosa, fisico - è che uno strumento del genere, se messo sul mercato, permetterebbe ai medici di ridurre significativamente il tempo impiegato per la pianificazione del trattamento di ciascun paziente aumentando al contempo la quantità di strumenti a disposizione, integrando informazioni finora non disponibili e soprattutto rendendo semplice il loro utilizzo”.
Nello specifico, il progetto di ricerca si propone di integrare – in modo automatico grazie al nuovo software – le informazioni provenienti dalle varie tecniche di diagnostica per immagini esistenti (TAC, risonanza magnetica, PET, e per la prima volta in assoluto ultrasuoni 3D, per cui sono state appositamente studiate e implementate delle correzioni che ne permettono un utilizzo quantitativo di altissima precisione) per evidenziare la parte che deve essere irraggiata o risparmiata durante la terapia nella zona del corpo interessata dalla presenza della malattia. L’utilizzo simultaneo di dati provenienti di volta in volta dal tipo di immagine più adatta al tessuto che si deve evidenziare, permette di creare il contorno in modo ottimale e di elevare gli standard di precisione.