News pubblicata il 01/06/10 da Cristina Ricci
Ecco il bilancio dei quattro giurati.
01/06/10 - “Spettacoli e performance, le più varie, che spaziavano da riscritture di classici - secondo diverse chiavi di lettura - a lavori meno consueti, come il laboratorio di musica etnica al Liceo Musicale curato da E. Fink e M. Dragoni o il musical presentato dall’Istituto d‘Arte di Sansepolcro”. Così Gianfranco Pedullà, Massimo Ferri, Isabella Lops e Luigi Capecchi commentano la XIII edizione di “Messaggi” conclusasi lo scorso 22 maggio al Teatro Pietro Aretino ad Arezzo. “Comune a tutti – proseguono i quattro giurati - l’impegno profuso nel cercare di dare il meglio di sé, al di là dei diversi modi di intendere “il teatro nella scuola”. Partendo proprio da questa diversità di intenderne la funzione, emersa chiaramente dal tipo di “spettacoli” proposti, ci sembrerebbe necessario ripristinare la possibilità di momenti di confronto tra studenti, operatori e insegnanti, una volta che ciascuno di essi abbia provato e poi dismesso i panni e il ruolo di “spettatore”, “attore”, “operatore teatrale” “insegnante”. In altri anni si è provato ad andare in questa direzione, ed essere disposti a confronti e verifiche comuni ci parrebbe la strada migliore per sviluppare e dare continuità alla manifestazione stessa, che non deve limitarsi ad una “vetrina” che resti in superficie”. Quali le soluzioni in questo senso? “Si potrebbe pensare - continuano Pedullà, Ferri, Lops e Capecchi - ad un prolungamento dei giorni della Rassegna, o anche stabilire un limite di tempo più ristretto per un “assaggio” dei rispettivi spettacoli, oppure ad un’apertura pomeridiana di specifici “workshop”, come si dice oggi, o ancora a scambi ulteriori di osservazioni per e-mail tra le diverse scuole. Tra l’altro a nostro parere occorrerebbe sottolineare che la produzione di uno spettacolo anche solo come “assaggio” di fine laboratorio, ha bisogno di tempo e di lavoro serio. Il corpo e la voce sono strumenti che bisogna imparare ad usare come uno strumento musicale, e sotto la guida di professionisti con competenze teatrali e pedagogiche (tanto più se di Teatro-Scuola si tratta), e ci sembra quindi sbagliato che si pretenda “lo spettacolo” alla fine di ogni laboratorio, anche se è durato solo tre mesi. E’ educativo insegnare ai ragazzi che dopo tre mesi puoi andare davanti a un pubblico?”.
Nei giorni dal 18 al 22 maggio (con alcune repliche serali) sono andati in scena nove lavori che hanno viste impegnate le seguenti scuole: Liceo Scientifico “B. Varchi” di Montevarchi, con Il Ritratto di Dorian Gray; ITIS G. Galilei di Arezzo, con Agenzia Congratulations; Istituto D’arte “G. Giovagnoli” di Sansepolcro, con Notre Dame De Paris; Liceo Classico “F. Petrarca”, con Bisbetica? Domata; Liceo Musicale “F. Petrarca” di Arezzo, con Sarabanda; Istituto Istruzione Superiore “V. Colonna” di Arezzo, con Non scrivete quel finale!; Liceo Citta’ di Piero di Sansepolcro, con Animals’ Farm; Liceo Scientifico e ITC G. Galilei di Poppi, con Campionario; Istituto Pacle e Geometri “V. Fossombroni” di Arezzo, con Gli Uccelli.