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Rocket League: Invincible Esport ci parla dello straordinario mix di sports e automobilismo racchiuso in un videogame imprevedibile e ricco di adrenalina

June 23 2020
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Esports Activity presenta Invincible Esport, il team associato Lyse Foundation, protagonista nazionale e internazionale degli eventi Rocket League. In occasione abbiamo incontrato il loro team leader: Andrea Bevilacqua – Bacon

Rocket League è un videogioco, sviluppato e pubblicato da Psyonix nel 2015. Disponibile su PlayStation, Xbox One, Microsoft Windows e Nintendo Switch, ed è il naturale sequel di Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars.

L’idea di questo videogames è il risultato dalla fusione di alcuni sports con l’automobilismo. La mission di ogni player è quella di pilotare un’auto chiamata Battle-Car, all’interno di un rettangolo di gioco, variabile e assimilabile a quello da calcio, da Hockey o di altri sport.


Due Team, composti da 1 a 4 giocatori e distinti dai colori prevalentemente arancione o blu, si affrontano in circa 5 minuti di gara, per segnare quanti più punti possibili e superare gli avversari.

In caso di pareggio al fine del tempo regolamentare, è prevista una fase golden goal supplementare nella quale, il primo goal segnato, assegna la vittoria alla squadra che lo ha realizzato.

Durante tutto il match, all’interno del campo da gioco, sono presenti acceleratori sparsi e caricatori di turbo, che rendono avvincente e imprevedibile ogni singola gara. Fattore fondamentale che rende ogni appuntamento imprevedibile e senza team favoriti per la vittoria finale.

Vince la gara, il team che ha più intuito, fortuna e gioco di squadra!

Ecco la nostra intervista a Bacon – team leader dell’Invincible Esport

1 – Sei conosciuto sulle piattaforme da gioco con il nome di Bacon. Chi sei e da cosa trae ispirazione il tuo identificativo esport?

A dire il vero, il termine bacon, abbreviazione di IX-_-Bacon-_-XI, è nato per caso… cercavo un nome facile da ricordare e scrivere che fosse allo stresso tempo simpatico. Nasce così bacon, che da allora utilizzo su tutte le piattaforme. Spero mi porti fortuna nel tempo è possa sempre più essere conosciuto in ambito eSport.

Nella vita di tutti i giorni invece, sono Andrea Bevilacqua, ho 15 anni e vivo in Piemonte in una piccola città chiamata Saluzzo.

Gioco ai videogiochi dall’età di 9 anni. da quando mi fu regalata una PlayStation 2 e ai primordi, i miei giochi preferiti erano gli “spara tutto”.

La mia passione per Rocket League nasce con PlayStation 4, quando dopo aver provato il videogames ne sono rimasto da subito affascinato. Gara dopo gara ho perfezionato il mio stile e da allora non ho mai smesso di allenarmi e gareggiare.

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2 – Tra te e Rocket League è stato subito amore! Cosa ti affascina di questo gioco e perché lo consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’esport?

Rocket League è davvero un gioco molto affascinante e adrenalinico al di la delle prime apparenze. Lo consiglierei assolutamente in quanto è una grande occasione per fare gruppo e provare a gestire un gioco di squadra efficace. Non smette mai di stupire e mai scontato e che ti permette di avere un proprio stile di gioco di squadra.

Il gioco prevede anche la modalità multigiocatore locale, mantenendo comunque la possibilità di andare a sfidare giocatori online insieme al giocatore in locale, questo è un fattore interessante che ti permette di migliorare gara dopo gara, come se fosse uno sport reale come il calcio, l’hockey ecc ecc.

Interessanti sono le varie modalità con le quali è possibile sfidarsi, con cambio di terreno di gioco e strumenti per ragiungere la vittoria finale.

Attualmente esistono le seguenti modalità

Ca-R-lcio (Soccar): “Ca-R-lcio” (“Soccar” nella versione inglese) è l’essenza pura di Rocket League. Su un campo da calcio, o varianti grafiche, le due squadre, composte da 1, 2, 3 o 4 giocatori ciascuna, dovranno segnare un numero di goal maggiore degli avversari nella porta di questi ultimi, utilizzando un classico pallone sferico.

Snowday: trasporta le auto dei giocatori su un campo di hockey su ghiaccio dove, al posto del classico pallone sferico, le due squadre, composte da 3 giocatori ciascuna, dovranno raggiungere l’obiettivo utilizzando proprio un disco da hockey; i movimenti e la velocità del disco sono notevolmente diversi rispetto al classico pallone sferico.

Hoops: trasporta le auto dei giocatori in un classico campo da pallacanestro dove le due squadre, composte da 2 giocatori ciascuna, dovranno riuscire a segnare quanti più canestri possibili nel cesto avversario.

Rumble o Rissa nella versione italiana: non è altro che la modalità Ca-R-lcio dove le due squadre, composte da 3 giocatori ciascuna, sono inoltre dotate di Power Up per rendere il tutto più imprevedibile. I giocatori avranno a disposizione vari poteri casuali ogni 10 secondi dall’ultimo utilizzo con cui intervenire drasticamente sull’esito di un’azione o sul comportamento di un avversario. Ad esempio è possibile congelare il pallone per pochi secondi nella posizione in cui si trova, oppure colpirlo con un pugno a molla o ancora agganciarlo con una fune e trascinarlo; vi è anche la possibilità di attivare irrimediabilmente per pochi secondi il turbo di un avversario o invertirsi con la sua posizione a sua insaputa.

Dropshot: la partita si svolge con un pallone sferico in una arena di gioco ottagonale, dove non sono presenti porte in cui le due squadre, di 3 giocatori ciascuna, dovranno segnare, ma i giocatori dovranno riuscire a distruggere letteralmente il pavimento della mezzeria di campo della squadra avversaria al fine di far “cadere” il pallone fuori dall’arena. Ogni volta che il pallone tocca terra una porzione dei pannelli del pavimento viene danneggiata e, quando una stessa porzione viene colpita due volte, crolla permettendo il passaggio della sfera e, quindi, il punto per la squadra avversaria alla proprietaria del terreno. Il numero di pannelli influenzati dall’effetto dipendono dalla velocità della sfera e dal numero di palleggi aerei che sono stati realizzati prima che la stessa tocchi terra. Le auto dei giocatori non sono influenzate dalla mancanza di porzioni di pavimento e possono transitare tranquillamente anche sopra zone completamente libere.

Il gioco presenta anche una modalità competitiva che rispetta le regole di gioco base ma, oltre che a ottenere casualmente un accessorio per l’auto o una cassa apribile con le chiavi ed i soliti punti livello verranno assegnati dei gradi. I gradi sono diversi per tutte le 4 modalità di gioco (1v1, 2v2, 3v3 standard e 3v3 solo).

Corsa sulle punte: rispecchia le regole del gioco normale con alcune particolarità che la differenziano: qualche secondo dopo che un giocatore effettua il primo tocco sulla palla, a tutti i giocatori compariranno delle spine sulla propria vettura, permettendo così di appiccicare la palla alla propria vettura quando essa colpisce la palla. Quando un giocatore prende palla, il turbo si disattiva. Quando un giocatore tocca la palla nonostante essa sia già attaccata ad un altro giocatore, essa si attacca all’ultimo che la colpisce

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3 – Sei parte integrante del Invincible Team, quando e come nasce l’idea di riunirsi in gruppo e chi sono i player in squadra con te?

Il nostro team, composto da 3 player, è attivo da circa un anno e rappresenta il coronamento di un mio personale sogno, da sempre proiettato alla conquista del panorama esport.

Partito con il gioco rainbow six siege, dopo alcune brevi avventutre, ci siamo orientati al tema rocket league divenuto per noi un must ancora oggi alla base della nostra azione competitiva.

L’idea di fare squadra è partita un po’ per gioco, abbiamo provato a gareggiare su varie piattaforme in particolare per i tornei ESL, e li sono arrivati i primi risultati incoraggianti che ci hanno spinto a provare e riprovare ancora.

Attualmente il nostro team annovera gallo_1926,HE_SCORED e Gineluc oltre che me. Siamo una squadra molto affiatata e l’arrivo di Lyse ha aumentato la fiducia e l’aggregazione nel nostro piccolo team.

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4 – Il tuo team è parte della Fondazione Lyse da qualche tempo. Quale è la differenza sostanziale che divide il modo di fare eSport autonomo da quello di gruppo e associativo?

Essere parte di un sistema come quello eSport non è sempre facile.

Si parte sempre per gioco, ci si allena e si raggiungono con il tempo i primi risultati, le prime vittorie. Si sfidano amici, poi avversari sul web e se tutto va bene arrivano i primi eventi live. Tutto questo fa parte della normale routine di ogni player ma sono momenti che difficilmente tendono a tracciare un percorso deciso e costante.

Quando un team come il nostro decide invece di far parte di una “famiglia” più grande come la Fondazione Lyse, non solo decide di continuare a lottare per la sua ambizione esport, ma prende un impegno di costanza e di dedizione. Si crea un legame che sprona ad essere perseveranti che è alla base del successo in questo settore.

Far parte di una fondazione, infine, ti permettere di aver qualcuno che ti aiuti a promuovere il tuo team, che collabori a migliorare esposizione media e prestazioni di gioco. Un qualcuno disposto ad aiutarti e consigliarti in qualsiasi momento. Per questo ringrazio la fondazione Lyse per la fiducia riposta dìnel nostro Invincible Esport Team.



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