Rispunta il fascicolo fabbricato. Ma questa volta in forma digitale

March 8 2018
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Anaci e Ance Giovani sulla stessa lunghezza d'onda

Rispunta la proposta di rendere obbligatoria la redazione del “Fascicolo Fabbricato”, unico vero strumento in grado di raccogliere tutte le informazioni utili sulla vita di un immobile. In un recente Convegno si rilancia la sua digitalizzazione per un immediato riscontro sullo stato di salute della struttura.

In Italia il Fascicolo Fabbricato non è ancora obbligatorio, nonostante vi siano stati vari tentativi, sia a livello nazionale che regionale, di renderlo tale. L’ultimo DDL (n. 2826, “Misure in materia di tutela del territorio e disposizioni volte ad istituire il fascicolo del fabbricato”, del 10 maggio 2017), indicava il 31.12.2017 quale termine ultimo per le Regioni per l’adozione di misure atte a rendere obbligatorio il Fascicolo Fabbricato per tutte le proprietà private (comprese le pertinenze e qualunque destinazione funzionale), con la finalità della messa in sicurezza globale del nostro territorio (sia del suolo che del patrimonio edilizio).

In sintesi il Fascicolo, predisposto dal proprietario dell’immobile e redatto da un professionista abilitato, ricostruisce il patrimonio “genetico” dell’edificio fornendo un quadro dettagliato e aggiornato sullo stato della struttura, sulla sua storia e sulle fasi di trasformazione, sugli interventi eseguiti e sulle eventuali criticità di natura strutturale, ambientale, energetica e impiantistica che potrebbero richiedere interventi manutentivi o di ristrutturazione più profonda. Il Fascicolo andrebbe aggiornato ogni tre anni.

Nel corso dei mesi e a seguito di eventi calamitosi di grave entità, si è fatta sempre più incombente la necessità di intervenire sulla sicurezza degli immobili e sulla prevenzione dai rischi di qualsiasi natura; bisogna operare sia a livello strutturale che impiantistico poiché, come emerso da un recente Convegno promosso da ANACI dal titolo “Sicuri in casa. Condòmini, amministratori e tecnici a confronto per una sicurezza responsabile”, a mettere in pericolo le abitazioni non sono solo i terremoti, ma anche le mancate manutenzioni, i guasti, le imperizie che provocano incidenti domestici. In tal senso, avere a disposizione una “cartella clinica dell’immobile”, magari in forma digitale per un immediato riscontro, è quanto mai auspicabile anche per l’aggiornamento stesso delle informazioni; la digitalizzazione di tutta questa documentazione, consentirebbe in tempo reale di approfondire lo stato delle condizioni della struttura e di intervenire tempestivamente e anche preventivamente.

Già nel maggio 2017, in un Convegno di ANCE Giovani fu lanciata la proposta di un Fascicolo Fabbricato Digitale: oggi l’innovazione tecnologica ci consente di acquisire dati sul comparto edilizio e infrastrutturale esistente, sia pubblico che privato, e attuare politiche e azioni di prevenzione e di riqualificazione; attraverso la digitalizzazione è possibile raccogliere informazioni dettagliate sullo stato di salute degli edifici ed intervenire tempestivamente con un piano di manutenzione o agevolare la ricostruzione a seguito di crolli o danneggiamenti. Il Fascicolo Fabbricato, se digitalizzato, consentirebbe di attualizzarlo alle moderne tecnologie: conoscere un edificio (o un’infrastruttura) non significa eseguirne solo il rilievo architettonico, bensì conoscerne tutte le componenti progettuali, strutturali ed edilizie, l’impiantistica (con relative certificazioni e/o adeguamenti), gli interventi manutentivi (straordinari e di ristrutturazione) eseguiti nel corso della vita dell’immobile. A tal fine occorrerebbe rendere obbligatoria la redazione del Fascicolo Digitale del Fabbricato.

Seguiremo gli eventuali sviluppi.

Redazione Condominioweb.com



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