News pubblicata il 29/04/09 da Massimiliano Raffaele
Intanto prosegue la promozione del nuovo corto-spot "Io. Indifesi"
29/04/09 - Buon successo di pubblico e di critica per il cortometraggio “Torno Subito” del regista catanzarese Alessandro Grande, proiettato nei giorni scorsi nella magnifica cornice del Teatro Cilea per la quinta edizione del Reggio Calabria Film Fest.
«Il lavoro del giovane cineasta Alessandro Grande ha suscitato pareri positivi tra i presenti, dovrebbe essere visto da molte più persone perché è un cortometraggio di forte impatto sociale che tratta bene un grave problema quotidiano: l’incidente stradale. Spero che il Reggio Calabria Film Fest gli porti tanta fortuna, come ha già fatto in passato con i suoi predecessori»: questo il riassunto delle tante parole di apprezzamento spese in conferenza stampa da Gianluca Curti, presidente della Minerva Pictures, società di produzione e distribuzione cinematografica che ha organizzato il festival reggino.
La replica di Alessandro Grande, seduto al tavolo della conferenza stampa al fianco di Dario Bandiera, Veronica Maya, Enzo Iacchetti e Serena Autieri, è arrivata puntuale: «Ringrazio l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest e in particolare Gianluca Curti, che si è dimostrato sensibile alla tematica proposta da “Torno Subito” – ha spiegato Grande – . La Minerva ha voluto il mio cortometraggio al festival per sensibilizzare maggiormente gli spettatori e l’opinione pubblica su un tema attuale come quello degli incidenti stradali».
Il regista catanzarese dopo l’ottimo successo riscosso con “Torno Subito” sta promuovendo il suo ultimo lavoro: “Io. Indifesi”, un corto spot della durata di due minuti che denuncia la violenza sui disabili.
“Ho deciso di mettere a fuoco il problema dei maltrattamenti sui disabili perché è fondamentale parlare di questo spiacevole fenomeno. Il male maggiore – ha spiegato Grande –sarebbe ignorare il problema ed è per questo motivo che ho utilizzato toni molto forti per dare un certo impatto emotivo al cortometraggio. Il genitore che rovescia la carrozzella del proprio figlio disabile nel parco perché non sopporta più i suoi lamenti è quotidianità. Tuttavia – ha concluso il regista – non mi sento di giudicare nessuno, mi limito soltanto ad osservare una fetta di realtà che non può essere ignorata, ma va affrontata con ogni mezzo possibile. Io ho scelto quello cinematografico».