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Molto più che una stagione, uno stato d’animo: benvenuto inverno!

October 7 2020
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L’Alto Adige presenta le novità della stagione invernale 2020/21

L’inverno in Alto Adige è molto più che neve e sci. La stagione invernale in questo territorio è uno stato d’animo, un modo di essere e di vivere le cose. È la maestosità delle vette dolomitiche illuminate di notte solo dalle stelle e dalla luna, è l’innovazione tecnologica che contraddistingue le strutture ricettive e gli impianti di risa- lita, sono le luci che illuminano le città e i piccoli comuni, le ciaspolate al chiaro di luna, le discese in slittino tra boschi innevati, è il dominio della natura incontaminata.
Uno stato d’animo ricco e pieno proprio come l’idea di vacanza che il territorio è pronto ad offrire a grandi e piccini. Nel rispetto delle norme di sicurezza, l’Alto Adige è pronto infatti a inaugurare la nuova stagione invernale con alcune novità che mettono al centro la natura stessa, cuore pulsante di questi luoghi, e le solite amate certezze, che rendono questo territorio il posto del cuore e dell’anima.

Val Senales
Vista e panorama mozzafiato, a più di 3.000 metri di altitudine, per sentirsi come Ötzi e provare per un attimo le sue stesse emozioni al cospetto delle nevi incontaminate della Val Senales: con la nuova piattaforma panoramica Iceman Ötzi Peak si torna alle origini, a contatto con l’autenticità della natura altoatesina. Dalla stazione a monte delle Funivie Ghiacciai Val Senales basta percorrere una scala in totale sicurezza per ritrovarsi in questa straordinaria opera in acciaio dalla forma organica per adattarsi al paesaggio circostante. Realizzata dallo studio di architettura NOA, che ha voluto disporre tutti gli elementi per offrire ai visitatori una narrazione affascinante della storia di questo luogo e sempre nuove prospettive, la piattaforma circo lare si apre su uno scenario unico: ruotando lo sguardo, è possibile ammirare l’ampia e luccicante distesa di neve del Similaun (3.606 metri) - ai cui piedi, nel 1991, fu rinvenuta proprio la mummia di Ötzi – il ghiacciaio del Giogo Alto e il confine tra Italia e Austria.
Inno alla natura e alla sua incontaminata bellezza è anche l’installazione artistica realizzata da Olafur Eliasson, celebre artista islandese e ambasciatore speciale dell’ONU per i temi di sostenibilità e cambiamento climatico. La sua opera, che sarà inaugurata il 9 otto- bre, realizzata sulla cresta Grawand, è un monito per ricordare soprattutto alle nuove ge- nerazioni quanto sia prezioso il pianeta e quanto sia fondamentale un comportamento di rispetto nei suoi confronti. L’installazione si presenta come un sentiero in cresta segnato dalla presenza di una serie di portali a forma di arco, distanziati l’uno dall’altro, che ri- specchiano lo spazio-temporale fra le cinque ere glaciali. Al termine del cammino si giunge all’interno di un’enorme sfera di vetro e acciaio, costruita con anelli inseriti a di- stanze regolari, che riflettono i solstizi e gli equinozi e che ruotano ogni 15 minuti se- guendo il movimento del sole. Il messaggio sta tutto qui: ricordare quanto siano veloci e fatali i cambiamenti climatici.

Comprensorio sciistico Carezza
Anche Carezza punta ad esaltare la bellezza paesaggistica e territoriale attraverso la sua nuova cabinovia di Re Laurino, un progetto architettonico firmato dal celebre altoatesino Werner Tscholl che, per il suo primo impianto di risalita, ha puntato tutto sulla mobilità sostenibile e sulla salvaguardia della natura altoatesina.
Il comprensorio sciistico di Carezza è da sempre attento all’ambiente e allo sviluppo sostenibile; non è un caso che abbia recentemente aderito al Patto per la Neutralità Climatica 2025 con l’obiettivo di evitare inutili consumi energetici e ridurre, entro un massimo di tre anni, l'impronta aziendale di Carezza Dolomites. L’architetto Tscholl ha scelto di portare avanti un progetto innovativo, per così dire “invisibile”, concependo una struttura che si sviluppa principalmente sottoterra senza intaccare l’ambiente circostante. L’idea è anche quella di richiamare la leggenda di Re Laurino che pare vivesse nei tunnel sotterra- nei in quanto re degli gnomi: allo stesso modo sciatori ed escursionisti avranno l’occasione di passare attraverso quei tunnel tanto cari a questi luoghi, in cui alcune installa- zioni luminose ricreano un ambiente magico.
La meraviglia della cabinovia sta tutta nel suo essere invisibile. Al termine infatti di ogni tipo di lavoro, solo i fori di ingresso e di uscita restano visibili e la natura circostante si riprende il suo posto.

Comprensorio sciistico Plan de Corones
Anche le nuove stazioni della cabinovia Olang del comprensorio sciistico Plan de Coro- nes puntano ad esaltare la natura circostante. Lo studio tedesco Schlotthauer Matthies- sen Architecturemade – coinvolto anche nella progettazione del Messner Mountain Museum Corones di Zaha Hadid - è infatti partito da un profondo rispetto verso l’ambiente e i ritmi della natura per dare vita alla nuova cabinovia: coperture trasparenti a forma di onda si inseriscono tra le vette dell’Alto Adige per inglobare gli elementi esterni diventando un tutt’uno con il paesaggio circostante. Con i suoi 10 posti a cabinovia, il nuovo impianto - realizzato dallo studio tedesco e della società Doppelmayr Italia Srl, leader mondiale del mercato nel settore funiviario - sostituisce il precedente.

Comprensorio sciistico Tre Cime
Con vista sulla Meridiana di Sesto si presenta anche la nuova cabinovia Helmjet di Sesto, che parte da Sesto per arrivare sul Monte Elmo. Opera ingegneristica da 10 posti a cabinovia e lunga oltre 2 chilometri, la novità della stagione invernale del comprensorio sciistico 3 Cime punta a condurre ospiti e turisti in soli 6 minuti sulla cima del Monte Elmo. Più comfort e tempi di percorrenza dunque dimezzati per uno progetto atteso da molti anni che dimostra la progettualità e la strategia del comprensorio per un futuro ancora migliore. Il nuovo impianto è costituito da 58 Cabine Luxury Symphony, tutte dotate di sedili imbottiti in loden per un viaggio di assoluto comfort.

Misure di sicurezza per un inverno all’insegna del rispetto e del distanziamento sociale
Le parole d’ordine della stagione invernale 2020/21 sono sicurezza e salute degli ospiti. Per questo motivo l’Alto Adige ha già predisposto e attuato alcune prime misure straordinarie ma sta a tutt’oggi studiando la situazione in costante evoluzione, monitorandola quotidianamente per garantire, come prima cosa, la sicurezza degli sciatori e del personale addetto sia degli impianti che delle strutture ricettive e ristorative e di tutti gli esercizi aperti al pubblico, che contribuiscono al successo della stagione invernale.
Le aree di accesso ai grandi e piccoli comprensori del territorio sono state già riorganizzate e ripensate per garantire il distanziamento sociale e tutti i locali sono stati attrezzati con schermi protettivi e gel per le mani. Ogni giorno sono previste sanificazioni degli ambienti e delle attrezzature utilizzate.
Le seggiovie e sciovie consentono il trasporto all’aria aperta e, ove possibile, sono consigliate. Mentre gli impianti coperti saranno in funzione con la capienza regolamentata dalle norme vigenti.
Baite, rifugi sulle piste e ristoranti contraddistinti da ampie terrazze ospitano i clienti in spazi all’aria aperta che garantiscono il distanziamento in totale sicurezza. Tutto il personale di servizio dispone di mascherina e gli ospiti sono tenuti ad indossarla sempre ad eccezione di quando si trovano al tavolo.
Ulteriori misure in fase di definizione saranno comunicate e attuate, prima dell’apertura ufficiale della stagione invernale.

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Mariella Belloni
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