comunicato stampa

Made in china di Marco Bertin

News pubblicata il 23/11/11 da Anna Pasetto

PH Neutro partecipa alla VII edizione del Lucca Photo Festival

23/11/11 - Museo Nazionale di Villa Guinigi, Lucca | 19 novembre > 11 dicembre 2011

Con il progetto “Made in China” di Marco Bertin, Cinzia Compalati, curatrice per PH Neutro della mostra presso le sale del Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca, coglie in pieno l’invito del Lucca Photo Festival a indagare, per questa edizione, gli “Sguardi d’Oriente” attraverso la duplice prospettiva dei fotografi occidentali e nativi.

Esposte, per l’occasione, una ventina di fotografie, che testimoniano il lucido e provocatorio lavoro dell’artista, che ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero e che con queste parole introduce questa serie:

«Made in China nasce da un regalo che ricevetti circa due anni fa. Era una matrioska russa, una di quelle bambole di legno formate da repliche sempre più piccole inserite nel loro interno.
Capovolgendola lessi la dicitura ‘Made in China’. Rimasi stupito che un oggetto così rappresentativo di un artigianato folklorico venisse prodotto in una Paese diverso da quello d'origine. Cominciai a interessarmi a questa delocalizzazione produttiva e mi resi rapidamente conto di quanto esteso fosse il fenomeno.
Souvenir turistici, articoli religiosi, complementi d'arredo, oggettistica domestica, artigianato popolare, giocattoli per tutte le età, non c'era tipologia di prodotto che non fosse stato prodotto in Cina.

Della Cina avevo una visione risalente ai tempi del socialismo reale (non più di qualche decennio fa), della dittatura proletaria anti-imperialista, del anticapitalismo e della religione come oppio dei popoli. Insomma, non ero molto aggiornato sui cambiamenti politici e soprattutto ideologici, più o meno recenti, avvenuti in quel Paese.

Ciò che mi indusse a sviluppare questo lavoro sul ‘Made in China’ fu la percezione di un’anomalia, una specie di stonatura riguardante l'identità di una nazione che viene identificata dalla tipicità della sua produzione di mercato. Che logica associava la Moka Napoletana, il boccale tirolese, la Torre Eiffel, la Statua della Libertà, il Crocefisso e la Madonna Immacolata con la Cina?

C'è un'opera di “Made in China” che ritengo esprima gran parte del senso di questa tematica: sono due statuine colorate, una rappresenta Padre Pio, l'altra un miliziano popolare cinese della Guardia Rossa. Entrambi si fronteggiano. Il primo ostenta all'altro le mani fasciate che nascondono le stimmate e simboleggiano il potere della religione, il secondo gli risponde mostrandogli il Libretto Rosso di Mao, simbolo del potere dell'ideologia politica. Entrambi gli oggetti sono stati prodotti in Cina.

Un'opera ‘Made in China’ va decodificata in questo modo:
Il fondo rosso rappresenta simbolicamente sia il Paese che la bandiera cinesi.
L'oggetto collocato e fotografato nel fondo rosso è un oggetto prodotto in Cina.
Gli ideogrammi posti sempre in basso a destra sono di colore giallo come quello delle stelle 5 stelle che costituiscono la bandiera cinese. La traduzione degli ideogrammi è ‘Made in China’».

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