News pubblicata il 11/04/07 da Barbara Salomone Arch
KENGO KUMA.SELECTED WORK 1994-2004
Torino, Sala Bolaffi - Via Camillo Benso Di Cavour, 17 - Torino (10123)
CONFERENZA 16 aprile con Kengo Kuma
MOSTRA 16 - 25 aprile 2007
orario: 11-19 - chiuso lunedì
La Giardinera - Via Italia, 90 bis - 10036 Settimo T.se (TO)
MOSTRA 10 - 30 maggio 2007
orario: 15-19 - chiuso lunedì
11/04/07 - La mostra Kengo Kuma. Selected work 1994-2004 giunge a Torino e successivamente andrà a Settimo T.se (TO), dopo una serie di tappe iniziate a Siracusa nel 2005, su iniziativa dalla Casa delle Arti e dell’Architettura di Settimo T.se -CASARTARC- che fa parte della Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana di Settimo T.se in rete con la Casa dell’Architettura di Roma e con l’Ordine degli Architetti di Torino. Si avvale del patrocinio di: Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino e Politecnico di Torino.
Con il contributo di: Alge Idrocentro (main sponsor), Demolli industria cartaria, Albini e Fontanot, Mottura.
Prima monografica itinerante allestita in Italia sull’opera del maestro giapponese Kengo Kuma, la rassegna è curata da Luigi Alini, architetto e ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Siracusa e l'autore della monografia Kengo Kuma. Opere e progetti, pubblicata da Mondadori Electa nella collana ‘Documenti di Architettura’.
La mostra privilegia come ambito di indagine le relazioni tra ideazione e costruzione, materia e forma, aspetti che nell’opera di Kuma sono intimamente connessi.
Il lavoro di Kuma è indagato attraverso sei opere tra 2000 e 2002 in Giappone e Cina: il Museum of Hiroshige Ando, Batou, Nasu-gun, Tochigi; il Takayanagi Community Center, Takayanagi, Kariwa-gun, Niigata; il Nasu History Museum, Nasu, Tochigi; il Great Bamboo Wall, Pechino; la Plastic House, Meguro, Tokyo; l’ Adobe Museum for Wooden Buddha, Toyoura, Yamaguchi.
Il materiale presentato punta ad illustrare, di queste opere, i vari momenti di maturazione (genesi, gestazione e nascita) fino a far emergere quello che è dietro l’architettura e che la rende possibile, il "non visto", la fatica quotidiana del fare, il ‘lavoro paziente’ che Kuma compie sulla materia per farla divenire costruzione, materia formata.
L’allestimento base della mostra, progettato dallo stesso Kuma, è costituito da sei box, che fungono sia da strutture espositive sia da ‘contenitori’ per il trasferimento della mostra nelle altre sedi. I box, tutti diversi tra loro, sono realizzati con gli stessi materiali impiegati nella costruzione delle opere esposte.
La MOSTRA, che si inaugura lunedì 16 aprile in concomitanza alla CONFERENZA di kuma alle ore 19.00, resterà aperta al pubblico fino al 25 aprile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 11 alle 19. È accompagnata dalla monografia edita da Mondadori/Electa a cura di Luigi Alini, che, attraverso una selezione di 21 opere realizzate nel decennio 1994–2004, ripercorre dell’opera di Kengo Kuma il passaggio da una posizione permeata dall’idea di ‘caos’ ad una in cui l’architettura si ‘dissolve’ come oggetto e diventa parte integrante del sistema ambientale. Il ‘progetto radice’ di quest’evoluzione è individuato nel Kiro-san Observatory ad Ehime, progetto col quale Kuma avvia una rielaborazione del passato non come esperienza retrospettiva ma come attività speculativa.
Lo spostamento di prospettiva si compie a partire dagli anni ’90: la sua ricerca punta alla ‘deterritorializzazione concettuale’ e le opere assumono una diversa connotazione; oltre ad essere una risposta formale ad una necessità funzionale rinviano alla ricerca di una “intima percezione delle cose”.
Kengo Kuma (Kanagawa, 1954) si laurea alla Graduate School of Engineering dell’università di Tokyo nel 1979 e nel biennio 1985-86 continua gli studi a New York, alla Columbia University e all’Asian Cultural Council. L’anno seguente fonda lo Spatial Design Studio e nel 1990 il Kengo Kuma & Associates; negli anni 1998-99 è professore alla Faculty of Environmental Information presso la Keio University. Tra i suoi edifici ricordiamo: l’osservatorio Kiro (Ehime, 1994), la villa Water/Glass (Shizuoka, 1995), il Noh Stage in the Forest (Miyagi, 1996), l’Awaji Service Area (Hyogo, 1998), il centro culturale Hayama (Kanagawa, 1999), il museo Hiroshige Ando a Batou (Tochigi, 2000), il museo della pietra a Nasu (Tochigi, 2000), il museo storico di Nasu (Tochigi, 2000), il ristorante Sea/ Filter a Onoda (Yamaguchi, 2001), le terme di Ginzan (Obanazawa, Yamagata, 2001), la Plastic House (Tokyo, 2002), il ristorante Soba a Togakushi (Nagano, 2003), l’università dell’agricoltura di Tokyo (2004). Kuma ha partecipato a varie mostre in Giappone e in tutto il mondo (Triennale, Milano, 1996; Riba Gallery One, Londra, 1996; Biennale, Venezia, 1995 e 2000, Archi Lab, Orléans, 2000).
Per accrediti presenza conferenza: info@casartarc.org
Link: Casartarc.org