comunicato stampa

L'effetto “Slumdog Millionaire”: i call center indiani incoraggiano la scolarizzazione locale

News pubblicata il 19/07/11 da Luisa Maschio

Lo studio della Chicago Booth dimostra l'impatto positivo della globalizzazione sulle opportunità di lavoro e il ritorno all'istruzione nei paesi in via di sviluppo

19/07/11 - Luglio 2011. Una nuova ricerca condotta in India nelle zone prossime ai call center, mostra che l’esternalizzazione dei customer service delle aziende occidentali ha un impatto positivo sul tasso di scolarizzazione, inducendo un aumento delle iscrizioni nelle scuole limitrofe.

Lo studio, condotto da Emily Oster, ricercatrice in Economia presso l’Università di Chicago Booth School of Business e da Bryce Millett della Harvard University, ha dimostrato che all'apertura di un nuovo call center segue un incremento delle iscrizioni nelle scuole elementari dal 4 al 7%. Questa percentuale sale fino a circa il 15% nel caso di scuole in lingua inglese.

Lo studio intitolato “Do Call Centres Promote School Enrolment? Evidence from India” (I call center promotori del tasso di scolarizzazione? L'esempio indiano), mostra che questo fenomeno si verifica soprattutto nelle zone immediatamente prossime ai call center e sostiene che l'aumento del tasso di scolarizzazione è direttamente collegato alla loro apertura e non a dei cambiamenti nella popolazione o nei redditi degli abitanti.

I risultati della ricerca sono corroborati dall’analisi dei dati governativi (DISE) sul tasso di scolarizzazione di 239 mila scuole tra il 2001 e il 2008 in tre Stati indiani (Karnataka, Andhra Pradesh e Tamil Nadu), incrociati con la posizione geografica e le date di apertura di 401 call center.

“Nel corso del nostro studio, abbiamo analizzato l'impatto di queste nuove opportunità lavorative sul tasso di scolarizzazione nelle zone attorno ai principali call center IT", racconta Emily Oster. “I risultati mostrano che l'aumento delle iscrizioni, circoscritto nel raggio di pochi chilometri dai call center, è maggiore per le scuole di lingua inglese. Questo dato è coerente con l'affermazione per cui l'aumento delle iscrizioni scolastiche è dovuto a un vero e proprio cambiamento nella scolarizzazione e non a dei cambiamenti nella popolazione o nei redditi risultanti dall'apertura di nuovi call center.”

I dati indicano che gli indiani percorrono diversi chilometri per recarsi sul posto di lavoro. Ciò suggerisce che quando si verifica un aumento del tasso di scolarizzazione in zone geografiche ristrette non sia dovuto alla posizione geografica dei mercati lavorativi. Dall’altro lato, lo studio ha evidenziato che la popolazione ha una conoscenza molto localizzata dei call center. "Persino riducendo il campione di studio agli abitanti che vivono entro un chilometro dal call center", racconta Bryce Millett, "abbiamo notato che più le persone vivono vicino al call center, più è probabile che ne siano a conoscenza e che conoscano con precisione le qualifiche richieste per lavorarvi".

“Lo studio conferma l'esistenza di una relazione diretta di causa-effetto tra la presenza dei call center e il tasso di scolarizzazione e indica inoltre che l'apertura di un call center con 80 dipendenti aumenta il numero di iscrizioni, nella zona identificata dallo stesso codice postale, di 280 unità", spiega Bryce Millett.

In India, il numero di persone impiegate in posti di lavoro legati all'esternalizzazione dei customer service è passato da circa 50 mila nel 1991 e oltre 2 milioni nel 2010 (NASSCOM, 2010). Si tratta di impieghi che richiedono un elevato livello di istruzione e una buona padronanza dell'inglese, remunerati con salari elevati rispetto agli standard indiani.

Capire la portata di questo cambiamento e del suo impatto è importante per comprendere le conseguenze della globalizzazione.
“La globalizzazione ha avuto un impatto considerevole sulle opportunità di lavoro, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In India, l'esternalizzazione ha generato una nuova categoria di impieghi altamente qualificati che hanno condotto a un aumento complessivo del tasso di scolarizzazione", afferma la Oster.

“Sebbene questo studio si concentri sul caso indiano, le sue conclusioni possono essere trasposte ad altri paesi. Da un punto di vista più ampio, esse suggeriscono che la scarsa conoscenza delle opportunità lavorative limitrofe può costituire un fattore di limitazione del tasso di scolarizzazione nei paesi in via di sviluppo", conclude la professoressa Oster.

L'articolo completo è disponibile online: http://faculty.chicagobooth.edu/emily.oster/papers/indiaites.pdf


Press contact: Luisa Maschio at Noir sur Blanc
+33 1 41 43 73 20 / E-mail: lmaschio@noirsurblanc.com


A proposito dell’Università di Chicago Booth School of Business…
L’Università di Chicago Booth School of Business é una delle più prestigiose business schools al mondo, costantemente presente nei primi 10 posti, e spesso fra I primi 5, delle classifiche mondiali. Il corpo docente della scuola include 6 premi Nobel e fra i suoi alumni si annoverano personalità di primo piano del panorama mondiale. L’approccio all’educazione manageriale della Chicago si distingue per fare leva sui fondamenti della conoscenza, per il suo rigore e l’applicazione pratica alle sfide del mondo del business. La scuola offre dei programmi MBA full-time e part-time, un programma PhD, dei programmi di formazione continuata e su misura nei campus di Chicago, Londra e Singapore. Al programma MBA full-time sono attualmente iscritti 1.100 allievi, 1.900 al programma part-time - di cui 180 nel campus di Londra – e 110 al Ph.D. La scuola conta un un network di oltre 39.000 Alumni. Tra i più noti: James A. Rasulo, Senior Executive Vice President e CFO della Walt Disney Company; Bart Becht, ex CEO, Reckitt Benckiser plc; Brady Dougan, CEO, Credit Suisse; e David Booth, fondatore e CEO di Dimensional Fund Advisors, in onore del quale la scuola è stata ribattezzata in novembre 2008 “University of Chicago Booth School of Business”. www.chicagogsb.edu

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Luisa Maschio
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