Il GDPR un anno dopo

May 28 2019
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Il 25 maggio 2019 è stato il primo anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) in Europa. Progettato per migliorare la protezione dei dati individuali e garantire la privacy di coloro che vivono all’interno dell’UE, il nuovo regolamento viene preso come esempio dal resto del mondo per gestire in modo più sicuro i dati sensibili di tutti gli internauti.

Nel 2018 si sono riscontrati evidenti problemi sulla privacy, problemi portati alla ribalta da costanti notizie di attacchi informatici mirati, nella maggior parte dei casi, a sottrarre informazioni sensibili.
Quello che risulta evidente con il passare del tempo è come i dati degli utenti siano diventati a tutti gli effetti una nuova valuta. È proprio a fronte di questa consapevolezza che tutto il mondo ha iniziato a proteggerli e regolamentarli creando delle leggi specifiche.
Nel suo ultimo rapporto Cybersecurity Trends 2019: privacy e intrusione nel villaggio globale ESET presenta una serie di tendenze e probabili scenari futuri legati alla protezione dei dati, inclusa la previsione che vede nella capacità di gestire correttamente la privacy dei dati un fattore chiave nel determinare il futuro di un’azienda.
Un’altra tendenza in crescita, e di cui si inizia a parlare sempre più spesso, è la diffusione delle leggi sulla privacy a livello globale.

La California, quinta potenza economica del mondo se fosse un paese indipendente, ha già promulgato il California Consumer Privacy Act (CCPA). La nuova legge sulla privacy, che ha preso spunto da molti articoli del GDPR, raggiungerà un’area molto più estesa dei confini del Golden State considerati i rapporti di affari che la California ha sia con gli altri stati membri degli USA sia a livello globale.

Anche il Brasile ha tratto ispirazione dal GDPR per creare il Brasile Gerald de Proteção de Dados (LGPD) e poiché è una delle maggiori economie dell’America Latina, sicuramente l’LGPD avrà un effetto tangibile anche sul mercato globale. A partire da febbraio 2020 infatti, le aziende che conducono lavori in Brasile dovranno essere conformi o affrontare una pesante multa.

Il Giappone è all’avanguardia sul tema tanto da aver apportato già nel 2017 modifiche alle sue leggi sull’informativa sulla privacy espandendone l’applicazione anche alle società straniere che trattano i dati dei cittadini nipponici.

Nonostante il clamore attorno al GDPR e il modello che dimostra come le leggi sulla privacy stiano diventando sempre più imprescindibili, molte aziende non riescono ancora ad adeguarsi. Questa difficoltà potrebbe dipendere dal fatto che l’attività sembra essere troppo onerosa, ma è proprio in questo che la tecnologia si può dimostrare un’alleata importante. Potrebbe aver causato alcune delle complessità legate alla protezione dei dati che stiamo affrontando, ma è anche la chiave per risolverle.

ESET, da sempre in prima linea nell’aiutare le imprese ad adeguarsi alla nuova normativa, offre il proprio strumento per la valutazione della conformità al GDPR di un’azienda e fornisce consigli sulla tecnologia che può essere d’aiuto, tra cui ESET Endpoint Encryption e ESET Secure Authentication.

Il GDPR è sopravvissuto al suo primo anno di vita ed è destinato ad evolversi. È quindi assolutamente necessario che le società valutino la propria situazione e intervengano per proteggere i preziosi dati dei loro clienti, senza dimenticare che sembra inevitabile che le nuove leggi sulla privacy continuino a diffondersi in tutto il mondo e che l’inosservanza di tali norme può comportare costose sanzioni pecuniarie oltre al conseguente danno di immagine.
Non si può procrastinare ulteriormente, è necessario assicurarsi che la propria azienda sia pronta e che sfrutti tutti i vantaggi offerti della tecnologia per raggiungere la conformità da adesso in avanti.

Per ulteriori informazioni su ESET è possibile visitare il link seguente.



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Elisabetta Giuliano
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