I mercati finanziari dopo Trump: vincitori e vinti

November 14 2016
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Non ancora chiaro se l'elezione di Trump sia una minaccia o una opportunità per i mercati. Ma le prime giornate danno già qualche utile indicazione.

Lo shock dei mercati all’annuncio di Trump dura pochi minuti. Da subito inizia una fase di stabilizzazione che porta i principali indici a chiudere la settimana in prossimità dei massimi di periodo.

Ma non tutto è così tranquillo come sembra, poiché l’evento spariglia decisamente le carte sul tavolo. Vi sono alcuni importanti riposizionamenti dei portafogli, che permettono di dare un primo quadro di vincitori e vinti post -Trump.

Vincono Europa e Giappone, grazie al beneficio della svalutazione delle rispettive valute. Bene anche la Russia, sull’attesa di più distese relazioni politiche. Perde il Latin America, preoccupato da muri e barriere. Perdono alcuni emergenti, preoccupati da un possibile irrigidimento dei commerci mondiali.

Perdono molto le obbligazioni, con l’attesa che le politiche fiscali di Trump possano velocizzare l’aumento dell’inflazione ed il rialzo dei tassi. E perdono i settori azionari correlati con l’obbligazionario, come le utilities e l’immobiliare. Si pensava potesse vincere l’Oro, che ne esce invece bastonato. Tutti invece a comprare il Rame, metallo meno nobile e precedentemente colpito, forse oltremodo. Ne esce un quadro ben diverso al di là del primo impatto. Ci metteremo un po’ a digerirlo.

Sugli indici principali siamo di nuovo sulle resistenze. Il tempo per ricaricarsi c’è stato, c’è una nuova chance per tentare di dare finalmente continuità rialzista. In particolare per l’Europa ed il Giappone.



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