Frodi creditizie: nel I semestre 2018 superati i 12.000 casi per un danno stimato superiore ai 72 milioni di Euro

December 20 2018
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Le frodi su prestiti finalizzati rappresentano il 72% dei casi. Gli elettrodomestici rappresentano la tipologia di bene più frequentemente acquisita in modo fraudolento ma i esplodono i casi relativi a auto e moto e prodotti di elettronica e telefonia. Uomo, di età compresa tra i 41 e 50 anni: questo il profilo delle vittime.

Le frodi creditizie mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere senza sosta e nei primi 6 mesi del 2018 hanno superato i 12.100 casi (ovvero più di 66 al giorno), contro i circa 11.000 del corrispondente semestre 2017, per un danno stimato pari a circa 72 milioni di Euro.

Sulla base delle rilevazioni presentate nella 27^ edizione dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da CRIF e Mister Credit – la divisione di CRIF dedicata ai servizi ai consumatori – si registra però un netto calo del valore medio delle frodi, che nel periodo di osservazione è risultato pari a 5.929 Euro contro i 7.047 Euro del 2017, a conferma della consolidata tendenza da parte dei criminali a orientare la propria attività anche verso l’acquisizione fraudolenta di beni e servizi di importo più contenuto.
In prossimità del periodo natalizio, che tradizionalmente vede un forte incremento dei casi, diventa pertanto quanto mai rilevante elevare il livello di attenzione nei confronti di un fenomeno criminale che continua a crescere anno dopo anno.

LA TIPOLOGIA DELLE FRODI CREDITIZIE

Le principali tipologie di beni e servizi acquistati attraverso una frode creditizia.

Anche nei primi 6 mesi dell’anno in corso l’acquisto di elettrodomestici mediante un prestito ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia più diffusa, con una incidenza del 30,9% sul totale (seppur con una incidenza in sensibile diminuzione rispetto al corrispondente periodo 2017) ma una vera e propria esplosione dei casi (+49,8%) si registra per la categoria auto-moto, il cui peso arriva al 13,6%, seguita dai crediti relativi a spese per immobili e ristrutturazioni (10,8% del totale; quasi +30%) e per articoli di arredamento (10,4%), che raddoppiano la loro incidenza.
Da sottolineare anche il significativo aumento dei casi che hanno come oggetto finanziamenti relativi all’acquisto di elettronica e telefonia (+65%), trattamenti estetici e medici (+30%), anche se il loro peso si ferma al 5,5% del totale.
Per quanto riguarda la tipologia di beni/servizi in rapporto ai crediti erogati, le categorie maggiormente colpite da eventi fraudolenti sono, invece, travel & entertainment, le spese per immobili e ristrutturazione e quelle per consumi, abbigliamento e articoli di lusso.

La tipologia di finanziamento oggetto di frode.

La forma tecnica del prestito finalizzato continua a fare la parte del leone, arrivando a rappresentare il 72,2% dei casi totali, con una incidenza cresciuta del +28% rispetto al primo semestre 2017 e con un importo medio pari a 5.400 euro.
Al secondo posto del ranking si confermano le frodi perpetrate sulle carte di credito, con una quota del 12,2% dei casi, seguite da quelle sui prestiti personali, con il 7,1%.

La ripartizione delle frodi per fasce di importo.

Nel I semestre 2018 i casi di frode con un importo compreso tra i 3.000 e 5.000 Euro sono risultati essere maggioritari, rappresentando il 21,2% del totale, ma soprattutto sono triplicati rispetto al primo semestre del 2017.
Si registra un forte incremento (oltre il 20%) anche per i casi con importo superiore ai 20.000 Euro mentre calano invece leggermente quelli inferiori ai 1.500 euro (-4,7%).

I tempi di scoperta

I tempi di scoperta si polarizzano principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 57% dei casi viene scoperto entro 6 mesi (con una incidenza in lieve calo rispetto al I semestre 2017), dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto tre, quattro e addirittura dopo cinque anni prima della loro scoperta (con un aumento di circa il 7,8% rispetto al I semestre 2017).

Incrociando le rilevazioni relative ai tempi di detection rispetto all’importo frodato emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 riguardano valori inferiori ai 10.000 Euro, mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 Euro sovente necessitano di tempi più lunghi per essere individuati (in particolare, il 16,1% richiede oltre 5 anni).

I tentativi di frode intercettati dalle banche dati del sistema SCIPAFI.

Relativamente agli alert sui documenti identificativi, emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con anche la tramitazione delle banche dati SCIPAFI, viene confermato l’utilizzo preponderante della carta di identità come documento identificativo, con una incidenza superiore all’80% del totale, seguito dalla patente.
In particolare, circa il 2% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica risulta essere una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto.
Riguardo alle patenti, invece, primariamente si tratta di documenti inesistenti o attribuite ad un altro codice fiscale.
Dall’analisi risulta anche una elevata incidenza di un codice fiscale inesistente, quindi mai rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

IL PROFILO DELLE VITTIME

La ripartizione delle frodi per sesso ed età della vittima.

Relativamente al I semestre 2018 la distribuzione delle frodi per sesso della vittima evidenzia una prevalenza di uomini (63,4%), che vedono anche aumentare il peso sul totale (+12,2%).

Osservando invece la distribuzione dei casi per classi di età, invece, si inverte la tendenza evidenziata nel 2017, con gli over 60 che fanno registrare l’incremento più consistente (+8,8%), seguiti dai 41-50enni (+6,2%), che però risultano essere la classe in cui si concentra il maggior numero di casi (il 25,6% del totale, per la precisione).

La ripartizione delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento.

La distribuzione dei casi di frode per regione dichiarata al momento della richiesta del finanziamento truffaldino mostra una maggior concentrazione in Campania (con il 14,5% del totale), Lombardia (12,4%), Lazio (11,2%) e Sicilia (10,2%).
Il maggior incremento rispetto allo scorso anno si registra invece in Abruzzo (+67,2%), Basilicata (+54,6%) e Sardegna (+46%).
Entrando maggiormente nel dettaglio, analizzando il numero dei casi di frode rispetto a quello dei crediti erogati la Campania si conferma in vetta alla classifica appaiata dalla Calabria. Elevata l’incidenza anche in Sardegna e in Sicilia.

“Sempre più persone e aziende si stanno aprendo al mondo digitale e, di conseguenza, i frodatori non rimangono a guardare e si stanno specializzando sulle frodi online – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. La vulnerabilità alle frodi di identità si può verificare anche solo perché sul web sono pubblicati i nostri dati identificativi, ad esempio nome, cognome e codice fiscale, o dei dati di recapito, tipicamente l’email o il numero di cellulare. Nessuno può dirsi veramente al riparo dai rischi di subire una frode, ma in particolare tra gli over 40, che dall’ultima rilevazione risultano essere la categoria più colpita, sarebbe importante una presa di consapevolezza e la conseguente adozione di comportamenti virtuosi per ridurre i rischi. Soprattutto in questo periodo di feste e acquisti di regali natalizi, in cui tipicamente si registra un picco di casi, per i consumatori è indispensabile tenere sotto controllo i propri dati personali, usufruendo di tutte le opportunità offerte dalla rete ma senza temere che la propria identità possa essere sottratta o falsificata per compiere un reato.”



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Maria Grazia Coronas
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