Decreto crescita 2019: ecco cosa cambia per il Patent Box

May 23 2019
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Sono state semplificate le procedure di accesso al Patent Box, grazie alle misure introdotte dal Decreto Crescita.

Il Patent Box è uno degli strumenti agevolativi del Piano Nazionale Impresa 4.0, introdotto con la Legge di Stabilità 2015. La misura prevede un regime di tassazione agevolata, con parziale esenzione su IRES e IRAP, per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali. Con le modifiche introdotte dal Decreto Crescita, le imprese che vorranno usufruire del regime agevolativo o che hanno in corso procedure di ruling con l’Agenzia delle Entrate, potranno optare per l’autodeterminazione dell’agevolazione con modalità di calcolo standardizzate.

La nuova modalità riduce i costi di compliance – per contribuenti e Amministrazione Finanziaria – e i tempi di attesa, poiché permette di usufruire dell’agevolazione direttamente in dichiarazione per beneficiarne nell’arco temporale di 3 anni. Il confronto con l’Agenzia delle Entrate è quindi rimandato ad una fase successiva.

Cosa sono i “Patent Box”

L’agevolazione prevede la detassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (know-how).

Tali redditi non concorrono alla formazione del reddito complessivo per il 50% del relativo ammontare; la detassazione è ridotta al 30% per il periodo d’imposta 2015 e al 40% per il periodo d’imposta 2016, mentre solo dal 2017 in poi tale detassazione è tornata a regime nella misura del 50%.

Chi ha intenzione di accedere all’agevolazione fiscale, deve investire in attività di ricerca e sviluppo finalizzata alla produzione dei beni immateriali in Italia, come condizione obbligatoria.

Chi può beneficiare del Patent Box

Possono usufruire dei Patent Box i titolari di reddito d’impresa delle seguenti forme giuridiche:
- Ditte individuali;
- Società di persone (S.a.s., S.n.c.), Società di capitali (S.p.a., S.r.l., ecc.), residenti in Italia;
- Società di mutua assicurazione e società cooperative, che siano residenti in Italia;
- Enti pubblici e privati commerciali, residenti in Italia;
- Enti non commerciali (solo per quanto riguarda il reddito di impresa);
- Società o enti non residenti, ma con organizzazione stabile in Italia (solamente se c’è scambio di informazioni e in presenza di un accordo contro la doppia imposizione fiscale).

Le dimensioni dell’azienda, la sua forma giuridica o l’entità del suo fatturato, non sono fattori che condizionano l’applicazione del Patent Box.

Dall’agevolazione sono escluse le società o aziende fallite, in liquidazione coatta o soggette alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Anche i lavoratori autonomi e coloro che determinano il reddito secondo un regime forfettario, sono esclusi dall’agevolazione.

Nuove modalità di accesso previste dal Decreto Crescita 2019

I soggetti titolari del reddito di impresa possono dichiarare il reddito agevolabile, indicando le informazioni necessarie in una idonea documentazione atta a supportare il calcolo “autodeterminante”. Coloro che esercitano tale opzione ripartiscono la variazione in diminuzione di tre quote annuali di pari importo, che dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’IRAP, relativa al periodo di imposta in cui viene esercitato il beneficio e nei due periodi d’imposta successivi. La nuova procedura si applica a decorrere dal periodo d’imposta 2019 e la procedura “ordinaria” rimane comunque attivabile.

Al fine di evitare fruizioni indebite, sono previsti degli efficaci sistemi di controllo e sanzioni nel caso si verifichino comportamenti irregolari.

La modalità alternativa può essere adottata anche dai contribuenti che hanno già attivato la procedura per concludere un accordo con l’Agenzia delle a condizione però che detto accordo non sia stato ancora concluso, previa apposita comunicazione all’Agenzia dell’espressa volontà di rinunciare all’accordo.



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Cesira Guida
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