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Massimiliano Caldaro in 'Commedia senza titolo'
News pubblicata il 04/02/10 | da
Cristina Ricci
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Un testo di Federico Garcia Lorca
"L'attore è un labirinto, perché nelle sue ricerche interiori, nel suo lavoro sul personaggio scava nella sua interiorità e nella pluralità delle proprie identità. I miei testi teatrali aderiscono al Labirintismo, poiché sceverano l'inconscio dell'anima in un percorso di emozioni e sentimenti, che sono l'uomo nel teatro, il teatro dell'anima" (Filippo Emanuele Massimiliano Caldaro).
Venerdì 5 febbraio alle ore 21.15 al Teatro Verdi di Monte San Savino andrà in scena “Commedia senza titolo” di Federico Garcia Lorca con la regia di Massimiliano Caldaro. “Commedia senza titolo”, si presenta come un’indefinita messa in scena con una trama imprecisa che nasce e si sviluppa intorno ad un folle e intrigato gioco scenico in cui il regista, ruolo interpretato da un attore, fa si che nella coscienza umana risuonino domande come: nel teatro tutto è menzogna o verità? Alcuni attori in questa piece interpretano il pubblico ed altri i vari ruoli della commedia, trovandosi all’improvviso in alcuni spaccati recitativi - citati da Federico Garcia Lorca nel testo e inseriti da Massimiliano Caldaro secondo la sua visione di messa in scena - estrapolati dal Macbeth, dall’Otello e dal Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Se è vero che la follia nel suo manifestarsi ha una sua logica incomprensibile, tale rappresentazione ne incarna il senso più profondo. Perché mai si dovrebbe andare a teatro per vedere quello che succede e non quello che ci succede? Lo spettatore se ne sta tranquillamente seduto in poltrona perché sa che la commedia non lo riguarda?
Massimiliano Caldaro si è formato teatralmente ad Arezzo, frequentando per tre anni la Libera Accademia del Teatro. Ha poi proseguito il perfezionamento delle sue potenzialità vocali, gestuali e interpretative attraverso laboratori e seminari che lo hanno portato a specializzarsi in una precisa direzione recitativa contraddistinta da una sentita ricerca introspettiva sull'animo umano. Determinanti in tal senso gli incontri con Loriano della Rocca, attore della compagnia Tadeusz Kantor per 15 anni, Marcello Bartoli, attore, Giampiero Frondini, maestro di pantomima, attore, autore e regista, e Marina Ivanovna, insegnante di teatro all'Università statale di B. Shchukin a Mosca e insegnante del metodo pedagogico di Michail Aleksandrovic Cechov a Firenze.
Anche il biglietto di questo spettacolo, come di tutti quelli che fanno parte della Rete Teatrale Aretina, è già acquistabile on-line all’indirizzo http://rta.ticka.it.
Per informazioni e programmi completi delle stagioni teatrali www.reteteatralearetina.it
Responsabile pubblicazione:
Cristina Ricci
di Cristina Ricci

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