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A tre giorni dalle elezioni rettorali all'Università di Sassari, Pietro Luciano si confronta con un pubblico di oltre 200 docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo. Il bisogno di confronto e partecipazione nell’imminenza delle elezioni accademiche del prossimo 18 giugno, soprattutto dopo 11 anni e mezzo di gestione accademica vissuti senza alcuna programmazione come ammesso dallo stesso pro Rettore uscente, è molto alto.
Circa 200 persone tra docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo hanno partecipato all’incontro “Università di Sassari, il cambio”, che si è tenuto il 15 giugno 2009 all’Aula Magna della Facoltà di Scienze promosso dal candidato Rettore Pietro Luciano per conoscere i risultati dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile”. Il bisogno di confronto e partecipazione nell’imminenza delle elezioni accademiche del prossimo 18 giugno, soprattutto dopo 11 anni e mezzo di gestione accademica vissuti senza alcuna programmazione come ammesso dallo stesso pro Rettore uscente, è molto alto.
Molti capiscono che qui si gioca un futuro importante. A prova di questo anche il crescente livello di partecipazione registrato nel blog Sassari Ateneo Sostenibile. "Siamo a oltre 2500 accessi, una media di 90 visitatori al giorno e rilanci di notizie su oltre 20 social media" spiega Lidia Marongiu responsabile del blog e moderatrice dell'incontro. La trasparenza e la forza di condivisione favorita dalle logiche e dagli strumenti del web 2.0 hanno quindi rinvigorito il dibattito che nell'incontro del 15 giugno ha visto il candidato rettore Pietro Luciano rispondere in modo puntuale a oltre 20 domande posto dal pubblico di ricercatori, professori, studenti, e personale amministrativo.
Ma vediamo che cosa è emerso durante l'incontro.
Pietro Luciano, candidato Rettore all’Università di Sassari per il mandato 2009-2012.
«Sassari Ateneo Sostenibile è una sfida ineludibile per chiunque verrà eletto Rettore e per tutti i livelli di responsabilità. Sostenibilità a livello culturale, scientifica, economica, sociale e ambientale cioè “soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”, facendo nostre le indicazioni della Commissione Brundtland (ONU, 1987). Ogni scelta che faremo, ogni nostra azione dovrà “arricchirsi” di questa impronta e dovrà essere orientata in questa direzione per costruire futuro per l’Ateneo e per il territorio che ci ospita.
4 ragioni CONTRO la continuità rettorale: 1^ rompere l’opacità gestionale, passare cioè da un “governo monocratico” a un “governo condiviso” fondato su programmazione e trasparenza di scelte e atti; 2^ superare l’attuale grave debolezza finanziaria e strutturale, in breve significa abbandonare la politica della distribuzione a pioggia delle risorse e il finto risparmio, per realizzare una politica finanziaria “degli incentivi e degli investimenti” in Ricerca e Didattica; 3^ rimuovere le cause della demotivazione e insicurezza delle persone che lavorano nell’Università di Sassari, in pratica vuol dire formazione continua del nostro “capitale umano” – anche in questo caso, perché il pro Rettore uscente in 11 anni e mezzo non ha mai proposto niente per il nostro personale? -, incentivi per obiettivi e merito, riqualificazione delle relazioni sindacali; infine, 4^ ragione di discontinuità: superare l’isolamento, creare nuovi legami con il territorio, sviluppare pro attività insieme, perché il territorio genera la gran parte dei nostri “clienti” e soprattutto perché è la “migliore piattaforma” che abbiamo per diventare eccellenti.
10 proposte PER un nuovo futuro condiviso: 1^ riforma dello Statuto con limitazione temporale delle cariche accademiche e istituzione della Giunta di Ateneo; 2^ riorganizzazione dell’Amministrazione basata su competenze e criteri di programmazione e controllo; 3^ costruire un’ “università verde” con massima riduzione dell’impatto energetico e nuovi investimenti tecnologici e adesione a Copernicus, il programma di cooperazione sull’ambiente promosso dalla Conferenza dei Rettori Europei; 4^ rilancio della didattica con insegnamenti internazionali, premi e incentivi agli studenti più bravi, riconoscimento degli studenti-lavoratori, commissioni di affiancamento docenti-studenti, incremento tecnologico e creazione di una web community “uniss 2.0” docenti e studenti, potenziamento del sistema bibliotecario, quindi recupero del pessimo ranking dell’Università di Sassari sui valori di attribuzione dei Finanziamenti dello Stato costantemente in diminuzione; 5^ nuovi criteri di valutazione della ricerca e di reclutamento dei ricercatori in modalità concertate con l’Università di Cagliari e poi con la Regione; 6^ Facoltà di Medicina come interfaccia sociale dell’Università verso la collettività, l’Azienda Ospedaliera Universitaria come centro di eccellenza capace di erogare prestazioni diverse da qualunque altro sito sanitario; 7^ riportare la Facoltà di Economia in città, ampliare le strutture di Lettere e Lingue Straniere, mettere a norma tutte le sedi didattiche e di ricerca, riqualificare i costi di gestione del patrimonio immobiliare; 8^ creare un sistema di accoglienza per i giovani, per studiare ma anche per abitare, vivere la città, valorizzare attitudini e creatività; 9^ organizzare nuovi servizi per i dipendenti e accrescere il loro peso nell’elezione del Rettore; 10^ costruire rapporti strutturati con il territorio, anche per il rilancio internazionale dell’Università di Sassari, mediante strumenti nuovi strumenti mai proposti nel corso degli ultimi mandati rettorali e tramite eventi internazionali che valorizzino la Sardegna e le competenze scientifiche di cui dispone.»
Andrea Zironi, Capo Analista dello Studio Giaccardi & Associati che ha curato l’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile”, una equipe di consulenti di direzione che in 10 anni dalla sua fondazione in Sardegna ha realizzato 46 interventi di ricerca economica e sociale in regione e in Italia.
«62 intervistati nel corso dell’indagine realizzata in 40 giorni, tra responsabili esterni di istituzioni e imprese (2/3 del totale) e docenti, studenti e personale non docente dell’Università (1/3). Indicazioni molto nette e non di rado convergenti su offerta formativa, attività di ricerca, gestione organizzativa (strutture, infrastrutture, personale, etc.), informazione, documentazione e servizi sul web, supporti verso i giovani (in orientamento, durante gli studi, dopo la laurea, nella carriera professionale), collaborazione con territorio, imprese, altre istituzioni. Un ampio e inedito spaccato di opinioni e aspettative di miglioramento, insieme con una forte richiesta comune di parlarsi, di progettare e valutare insieme, di fare un pezzo di strada insieme. Per tutti l’idea che la missione vera effettiva e finale dell’università sia “costruire benessere”, nella consapevolezza che la qualità della vita sempre più dipende dal grado di conoscenza condivisa e gestita nei territori. Non a caso, lo stesso programma rettorale del Professore Luciano accoglie e fa proprie 5 idee-azioni chiare e misurabili emerse alla fine dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile”: 1° serve una FONDAZIONE UNIVERSITÀ DI SASSARI come luogo di collaborazione stabile e co-finanziamento pubblico-privato; 2° è indispensabile che l’Università si misuri nel concreto con la creazione di imprese e nuovi mestieri, realizzando un vero e proprio INCUBATORE per spinn-off e affiancamento a progetti innovativi; 3° è necessario un OSSERVATORIO PER LA FORMAZIONE fondato su un gruppo di lavoro stabile per il monitoraggio, insieme con la Regione e altri soggetti interessati, della domanda di competenze in relazione al fabbisogno del territorio e all’evoluzione dei saperi nel mondo; 4° occorre dare alla Sardegna un FORUM INTERNAZIONALE di Alta Formazione e Ricerca Scientifica per lo Sviluppo Sostenibile nel Mediterraneo, focalizzato sulle due filiere “alimentazione” e “salute e benessere”; 5° è doveroso infine pubblicare il Bilancio Sociale annuale di Ateneo allo scopo di rendere pubblico a fine gestione il Bilancio di Mandato del Rettore.»
Sergio Paba, Preside della Facoltà di Economia “Enzo Biagi” e pro Rettore dell’Università di Modena e Reggio-Emilia. 52 anni, sassarese trapiantato in terra emiliana come l’altro illustre concittadino Sebastiano Brusco teorico dei distretti industriali, docente ordinario di politica economica, studioso di microeconomia ed economia industriale, da più anni collabora al noto sito internet di analisi e dibattito socio-economico www.lavoce.info, promosso da Tito Boeri, docente di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano e direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento.
«La mia presenza all’incontro per la presentazione dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile” è dovuta, oltreché per la mia origine, alla lunga esperienza di lavoro nello speciale rapporto università-imprese-territorio e all’essere tra i “costruttori” di questo legame che rende forte l’area emiliana anche in periodi congiunturali difficili. Oggi l’economia industriale emiliana è in rallentamento a causa degli effetti della nota crisi internazionale con riduzioni anche del 20% sui normali trend produttivi e di fatturato. Ma dobbiamo osservare che non solo il disagio sociale è più contenuto perché ovvia è la ricerca e la costruzione di nuovi saperi, ma a nessuno sfugge che la forza di un’economia sana consiste proprio in politiche integrate di welfare e di capitale umano, quindi nelle capacità di tenuta e nella forza di innovare costantemente. Questo è il senso di lavorare per legami strutturati università-imprese-territorio, questo è il futuro possibile che c’è nei risultati di Sassari Ateneo Sostenibile.»
Link:
AteneoSostenibile
Responsabile pubblicazione:
Lidia Marongiu
di Studio Giaccardi & Associati

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