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Un’altra estate musicale sulle Strade Blu della Romagna
News pubblicata il 24/06/08 | da
Pierluigi Papi
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Una trentina di concerti in calendario, più di dieci comuni coinvolti, la consueta, imprevedibile diagonale stilistica che unisce generi apparentemente agli antipodi incrociandone le suggestioni e il dna sonoro.
Strade Blu anno settimo è pronta a partire dopo una serie di anteprime di “rodaggio” e si concluderà a Faenza il 3 settembre con il ritorno sulle scene della Blues Explosion di Jon Spencer. In mezzo, una scorribanda libera fra folk, blues, musica contemporanea, rock d’autore e nuovo cantautorato.
Quasi tutta gratuita. Tutta a spasso fra le colline e il mare di Romagna.
«Il senso di questo percorso cominciato sette anni fa - spiega il direttore artistico Antonio Gramentieri - è prima di tutto culturale e divulgativo. Vogliamo portare musiche particolari in luoghi particolari, provando ad incrociare pubblici di generi diversi che altrimenti non si incontrerebbero. Invitando gli appassionati di certi suoni ad accostarsi ad altri».
Con il folk come punto di partenza, fin dal sottotitolo.
«La nostra idea di folk - prosegue Gramentieri - più che a un genere è legata un’attitudine. Tutti i suoni che amiamo sono in qualche modo vicini alla terra. Tuttavia parlare di folk e di terra oggi più che mai presuppone una riflessione critica sui concetti di identità e di appartenenza, che stanno cambiando radicalmente. E la musica è un ottimo indicatore di queste identità mutanti».
Da un triennio Strade Blu è una delle rassegne cui la Regione Emilia Romagna si è legata in convenzione diretta, in virtù dell’alto livello culturale della proposta. «Per noi è stato un segnale forte e un riconoscimento che ci ha profondamente gratificati. Spesso le istituzioni, anche in ambito culturale, ragionano solo in termini di numeri, di grandi eventi su cui concentrare risorse e sforzi una-tantum. Qui, invece, c’è stata un’attenzione alla coerenza qualitativa e stilistica di un percorso che non ha nessuna intenzione di farsi fagocitare dalla logica dell’evento».
Il percorso però funziona anche nei numeri. Ormai da anni gli spettatori di Strade Blu, a fine stagione, si contano nell’ordine delle decine di migliaia, e il Festival attira pubblico spesso anche fuori dai confini nazionali.
Conclude Gramentieri: «E’ vero. Tuttavia non ci ritroviamo nel concetto di ‘grande evento’ super mediatico. La musica è un’arte e come per tutta l’arte credo che la tensione dovrebbe essere quella di renderla parte integrante del nostro vivere quotidiano. Rinchiudere la musica solo nel format dell’evento, ribadendo così il suo carattere di straordinarietà, le toglie l’anima e il significato. Se proprio si vuole trovare un messaggio dietro a Strade Blu allora il messaggio è: riportare la musica, la buona musica, nel nostro quotidiano».
Per informazioni: 320 037 4633 www.stradeblu.org
Responsabile pubblicazione:
Pierluigi Papi
di Pierluigi Papi

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