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Vittorio Paganini, ex capo dei Nocs, racconta a Unisu TV Corioni storie di 'Ndrangheta
News pubblicata il 19/06/08 | da
Mimmo Tartaglia
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In Gomorra Saviano racconta cose per sentito dire. Io in Corioni racconto una storia vera di cui sono stato protagonista e la lotta con il mio nemico mortale un giovane che a 23 anni alla vigilia della laurea in medicina aveva deciso di imbracciare il fucile invece del bisturi.
WEB TV “UNISU TG”
Testata giornalistica dell’Università telematica Unisu “Niccolò Cusano”
Direttore resp. Mimmo Tartaglia. Reg. Trib. Roma n.11 del 19/1/2007
IL DIRETTORE
Vittorio Paganini, dodici anni a capo dei NOCS, racconta a Unisu TV il suo Corioni, la vittoria contro un potente capo della ‘Ndrangheta. E lancia accuse a uomini della Polizia.
Vittorio Paganini, per dodici anni capo dei Nocs, è stato come i suoi uomini un viso sconosciuto agli italiani. Dal sequestro Berardinelli in poi le sue gesta sono scritte nei documenti riservati della polizia di Stato. Ora, dopo il Sequestro del 2004 vincitore degli Oscar Giallo Mondadori pubblica, con Edizioni di latta, una giovane casa editrice nata un anno fa a Milano e New York, Corioni, la storia vera dell’arresto di un pericoloso capo della ‘Ndrangheta. I nomi del paese e dei protagonisti sono inventati per ovvi motivi di sicurezza.
Paganini ne ha parlato negli studi della webtv Universitaria in una lunga intervista in palinsesto su www.unisu.tv
Ha spiegato la differenza tra Gomorra e Corioni. Saviano è bravissimo-dice-ma scrive cose che ha sentito raccontare. Io racconto cose di cui sono stato protagonista. La lotta tra me, capo dei Nocs e il mio nemico, un giovane di 23 anni che alla vigilia della laura in medicina decide di imbracciare il fucile invece del bisturi. Un nemico che ho ammirato e poi vinto”.
Alla fine della intervista alla prima tv di una università italiana, Paganini, contravvenendo al motto dei suoi uomini “silenzioso come la notte” si leva qualche sassolino dalla scarpa contro alcuni burocrati e dirigenti della polizia. “Vi siete mai chiesti-dice- durante il G8 di Genova chi avvertì le TV di quello che avveniva alla scuola Diaz? E’ scritto nei documenti. Conosco il nome di chi chiamò la Rai. Quando operavano i Nocs nessuno avvertiva le TV, la sorpresa è fondamentale per la riuscita dell’operazione. A Genova qualcuno sbagliò. E non ha pagato”.
Timori per la sua vita dopo questa storia? Crede di essere nel mirino della ‘Ndrangheta?.
Non ho scorta e credo che non ne avrò mai. Nessun timore anche per Elena De Lella, direttore editoriale di Edizioni di latta. “Facciamo libri border line-dice- un minimo di rischio c’è. anche per me, ma non dobbiamo aver paura. Il lettore ha il diritto di conoscere i fatti come si sono svolti e solo chi li ha vissuti da dentro può raccontarli con efficacia e sentimento.”
“Unisu tg” Via Casalmonferrato, 2b 00182 Roma. Tel. 06 70307305. 800987373
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Responsabile pubblicazione:
Mimmo Tartaglia
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