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Il viaggio possibile: personale di Cesare Giardini a Spazio Tadini

News pubblicata il 15/06/08 | da Melina Scalise


Inagurazione il 16 giugno alle 18.30 in via Jommelli 24. La mostra sarà aperta fino al 1 luglio dalle 15 alle 19 nei giorni feriali e fino alle 24 in occasione di altri eventi a Spazio Tadini.

Le opere di Cesare Giardini sono il viaggio metaforico dell’uomo attraverso uno spazio, un tempo e una Natura in cui l’emozione si traduce in poesia e mai in narrativa, in sogno e mai in realtà.

“Ci sono strade, nelle opere di Giardini, che si perdono nel paesaggio. Appaiono e scompaiono. Iniziano dal nulla e finiscono – o si perdono – nel nulla. Percorse da un pullman. Sono dipinte quanto basta. Quanto serve al viaggio. Prima, durante e dopo. Come Nowhere Man dei Beatles: “Knows not where he's going to, Isn't he a bit like you and me?” che non si sa dove sta andando, un po’ come me e te. Come noi – scrive di lui il curatore della mostra, Francesco Tadini -.Oltretutto , il pullman è un mezzo di trasporto collettivo. Forse, Giardini vuole dirci che viaggiare insieme non è come viaggiare da soli. Forse l’artista vuole raccomandarci di cercare qualcosa insieme ad altri. Cosa? Può darsi che la risposta sia celata dietro i finestrini. Dietro al vetro. Nel luogo dal quale ignoti viaggiatori guardano noi, che osserviamo il quadro. Noi, si potrebbe quindi dire, che siamo parte di questi stupendi paesaggi. Questi paesaggi che sintetizzano in modo straordinario il dilemma contemporaneo: è la natura che ci appartiene o siamo noi che vi apparteniamo. Chi controlla che cosa? La ragione umana? “.

C’è chi però nelle sue opere ci vede più il rifugio che il “faticoso viaggio”, ci vede luoghi ameni che tutti vorrebbero raggiungere.

“….Giardini ci dà la possibilità di assaporare luoghi amati, desiderati ma mai visti se non nell’intensa immaginazione, accesa da un inappagato desiderio – dice il critico, Grazia Chiesa – Colori pacati e in armonia tra loro fanno delle opere di Cesare Giardini un rifugio di pace per la nostra inquieta mente, assetata di soste in insenature silenziose”.

Link: www.spaziotadini.it

Responsabile pubblicazione:
Melina Scalise
di Spazio Tadini


Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5

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