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Nella zona dei navigli, fra loft, showroom ed ex fabbriche recuperate È nato il watttredici hotel

News pubblicata il 14/05/08 | da Cecilia Venettoni


Un progetto che punta sulla luce per dare carattere ed identità al luogo, un lavoro attento e curato che ha dato vita ad un magnifico hotel: il WATTTREDICI di MILANO:

A sud ovest di Milano, quella del Naviglio Grande e del Naviglio
Pavese è forse la parte più antica della città. Il primo tratto navigabile fu inaugurato nel 1179. Poi verso la fine del Quattrocento, il Duca di Milano Ludovico Sforza detto il Moro affidò il progetto a Leonardo da Vinci del quale ancora oggi si può ammirare l'innovativo sistema di chiuse. Partivano dai laghi e confluivano nella Darsena di Porta Ticinese, trasportando merci su caratteristici barconi detti “cobbie”, che portarono dalla Val d’Ossola anche i blocchi di marmo di Candoglia per costruire il Duomo. Nell’800, ben 8300 barconi movimentavano la bellezza di 350.000 tonnellate di merci l’anno!

Il vecchio quartiere portuale del Ticinese, che dalla Darsena va verso la periferia, fino alla metà del Novecento era la zona più malfamata della città, piena di umidità, case di ringhiera fatiscenti e gentaglia. Oggi, è un angolo “à la page”, con appartamenti costosissimi, boutique, studi fotografici e locali frequentati da artisti che lo rendono vivace e animato.

L'atmosfera che si respira è unica, perché di fianco ai ristoranti di tendenza restano ancora le ultime botteghe artigiane, i cortili con le aiuole, i gerani e persino qualche pittore con tela e cavalletto. Sulle sponde si svolge un affollato mercato dell’antiquariato e intorno a Via Tortona è nato il nuovo quartiere del design con poli culturali, ristoranti e alberghi. Dalla parte dell’Alzaia Naviglio Grande verso le Canottieri, c’è l'area dismessa dell'ex fabbrica di porcellane Richard Ginori, un complesso monumentale, lungo quasi un chilometro che ancora affascina coi suoi sinistri camini dei forni. Proprio qui, al numero 13 di Via Giacomo Watt, è appena nato un quattro stelle di 87 camere: il Watt Tredici appunto.

L’investitore che ha creduto nello sviluppo della zona è una società che acquista immobili, li riconverte in hotel e li dà in gestione. In questo caso ha trasformato un anonimo edificio per uffici degli anni Cinquanta in un moderno design hotel, affidandone poi la gestione alla Meta Hotel Group. Il progetto architettonico è firmato da Gianrenato Vitiello, quello degli interni da Chiara Caberlon ed Ermanno Caroppi, con la collaborazione da Sara Delponte. Nato nel 2002 con l’obiettivo di elaborare e sperimentare nuovi concept di ospitalità, lo studio CaberlonCaroppi HotelDesign di Milano è specializzato in questo specifico settore e lavora per importanti marchi alberghieri internazionali come Holiday Inn, Marriott e NH Hotels.

Il progetto “Il committente, la Redilco Hotel&Tourism ci ha affidato un progetto completo - spiega Chiara Caberlon - perchè il nostro studio si è di fatto occupato di tutto, dall’interior design sino alla definizione del logo. E ciò a tutto vantaggio della qualità del prodotto perché, soprattutto nei design hotel,l’immagine coordinata è fondamentale per dare una forte identità alla struttura,facendo in modo che ogni cosa abbia un filo conduttore, una chiave di lettura unificante.

Non solo luci, colori e materiali ma stile, immagine e personalità sono gli elementi di forte riconoscibilità di questo hotel, dove la presenza di numerosi oggetti e arredi di design contemporaneo, contribuisce a dare un segnale di ricercata modernità. La sua vicinanza ad alcune zone sensibili e modaiole come via Tortona o i Navigli, ha in un certo senso suggerito le linee guida al progetto, che risulta molto fresco e vivibile. L’intervento riguarda il recupero e il riuso di un complesso architettonico composto da due corpi di fabbrica di tipologie ed epoche differenti: un immobile antistante originariamente destinato ad uffici affacciato su via Watt e un edificio retrostante di nuova costruzione. Tra i due corpi di fabbrica è stato inserito un elemento di passaggio con alloggio del corpo ascensori.

Il prospetto esterno, oggi facciata dell’hotel, è stato completamente modificato sostituendo il rivestimento originale in piastrelle di klinker con una nuova e particolarmente caratterizzante struttura “brise soleil” in alluminio effetto legno, con ante apribili in corrispondenza delle camere e parapetti in acciaio e cristallo.

Il piano terra che è comune ai due corpi di fabbrica è stato completamente “svuotato” per accogliere la hall-ricevimento, il bar e la sala colazione che affaccia su un suggestivo giardino d’inverno rivestito in lastre di pietra dorata e illuminato da luci a pavimento. I materiali usati per i pavimenti sono piastrelle in grande formato di grès porcellanato produzione Cotto d’Este e parquet di tipo ndustriale color miele. Lo stesso materiale è stato riproposto sulla parete tv e sul volume tecnico che separa la reception dal banco bar.

Il bar affaccia su una chiostrina anch’essa rivestita in lastre di pietra dorata e debitamente illuminata da luci ad incasso. I bagni delle aree comuni sono rivestiti in mosaico Bisazza e hanno top in marmo di Carrara con bacinelle in appoggio di Duravit.

Tutti gli arredi sono realizzati in legno laccato lucido con inserti in acciaio satinato mentre i banchi buffet hanno top in marmo. Ai quattro piani superiori trovano posto 87 camere matrimoniali, di cui 8 per disabili, con servizi igienici privati. In ogni piano è previsto un office per lo stoccaggio dei materiali di servizio. I corridoi camera sono illuminati da un gioco di faretti collocati sopra le porte che pongono l’accento su un pavimento in moquette realizzato su nostro disegno.

Moquette anche in camera, in tinta unita chiara con inserti rigati. Le porte sono in legno finitura wengé e nella stessa specie legnosa i mobili, le testate letto sono in legno e pelle e le lampade applique un classico del design di Artemide.

I controsoffitti presentano delle velette laterali in cartongesso, pannelli apribili in alluminio verniciato garantiscono la possibilità di accesso per manutenzione all’impianto elettrico e aria condizionata. Il bagno ha ivestimenti in grès porcellanato di grandi dimensioni, piatto doccia realizzato in piastrelle, sanitari Starck 3 Duravit e accessori Inda. Le camere del terzo piano dispongono di una loggia delimitata dai pannelli scorrevoli “brise soleil” che oltre a dilatare lo spazio di giorno offre un piacevole effetto di luce filtrata”.

La luce “La ristrutturazione presentava varie difficoltà - continua Ermanno Caroppi - come l’integrazione dei nuovi locali con la struttura esistente o la scarsa luminosità dell’area seminterrata e il nostro approccio progettuale ha dovuto tenerne conto. Abbiamo puntato su soluzioni di forte contenuto tecnologico, su un design minimale e sulla ricerca di piccole “strategie” sia strutturali che d’arredo per “catturare la luce”.

Il primo obiettivo è stato dunque quello di rendere luminosa la grande hall, aprendola verso l’esterno, con un grande lucernario, una corte interna e l’inserimento di vetrate come la parete verde che fa da sfondo al ristorante, completamente coperta di piante rampicanti, o quella che divide il ristorante dalla lounge, movimentata dall’applicazione di elementi decorativi stilizzati. Di dimensioni notevoli, con una superficie di oltre 700 metri quadrati, la hall è stata declinata in vari ambienti, senza di fatto intervenire con pareti o rigidi elementi di divisione.

Un aspetto che ci ha impegnati molto è stato proprio lo studio dei volumi per riuscire a movimentare lo spazio, giocando con velette, con neon incassati o con soluzioni talvolta casuali. Spesso certe scelte obbligate, magari in corso d’opera, hanno esiti particolarmente felici. Sulla parete di fronte al bancone ad esempio avrebbe dovuto essere collocato un bel camino a gas, ma l’impossibilità di inserire nel cavedio il tubo di scarico, ci ha fatto ripiegare su una soluzione che si è poi rivelata vincente: una scenografica parete in cartongesso con all’interno delle finestrelle rivestite sul fondo in pannelli in lamina d’oro. Sapientemente illuminata e fronteggiata da divani e poltrone, è una soluzione calda e suggestiva.

L’illuminazione è uno degli aspetti che abbiamo curato di più, convinti che proprio la luce, sia naturale che artificiale, sia un elemento chiave per dare identità a un luogo. Per questo, insieme all’uso dei colori e dei materiali, è alla base della nostra ricerca di progettisti impegnati nel dare agli hotel, ai ristoranti e ai negozi che progettiamo, un’identità che da semplici luoghi di passaggio, li porti ad essere poli di attrazione non solo per i clienti, ma per la città. Qui, come in altri progetti, abbiamo sviluppato il tema del contrasto, facendo dialogare un concept di arredo minimalista con fonti luminose, ortemente connotate. Talvolta abbiamo volutamente nascosto le sorgenti luminose concentrandoci solo sull’effetto di luce, altre abbiamo focalizzato l’attenzione su lampade di design come elementi forti e di carattere”.

Link: Watttredici Hotel Milano

Responsabile pubblicazione:
Cecilia Venettoni
di Vortal Consulting Srl

(Fonte notizia: http://www.watttredicihotel.it/)

Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5

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