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Proposta di referendum sulla teca di Meier
News pubblicata il 12/05/08 | da
Federico Farinelli
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Roberto Soldà: “sono altre le priorità di Roma”.
Roma, 12 maggio 2008 – Sin dalla sua inaugurazione in occasione del natale di Roma, il 21 Aprile 2006, la teca progettata dall’architetto statunitense Richard Meier per custodire l’Ara Pacis è stata oggetto di una lunga diatriba sulla sua opportunità estetica e funzionale. Questa struttura è stata edificata in sostituzione del provvisorio padiglione di Ballio Morpurgo, realizzato nel 1937 in cemento e finto porfido al posto del travertino e marmo pregiato che l’originario piano prevedeva. L’opera di Meier è un esempio di architettura contemporanea, costruita in acciaio, travertino, vetro e stucco e basata su giochi di trasparenze con il compito di salvaguardare il monumento e al tempo stesso di consentire un’integrazione con il territorio circostante.
Il principale capo d’accusa mosso nei confronti del progetto architettonico, approvato sotto la giunta Rutelli e concretizzatosi sotto quella di Veltroni, è l’enorme distanza e l’eccessivo contrasto tra contenitore e contenuto, ossia tra moderno e antico. Il neo sindaco di Roma Gianni Alemanno, che già nel 2006 si era fatto portavoce del malcontento e delle critiche negative alla struttura, ha annunciato la volontà di indire un referendum per lasciare ai romani la decisione di rimuovere la teca e, eventualmente, trasferirla in periferia.
Il segretario romano dell’Idv Roberto Soldà, in risposta alle affermazioni del sindaco, ha dichiarato: “La bellezza dell’opera di Meier è sotto gli occhi di tutti, il giudizio soggettivo è un’altra cosa e deve rimanere tale a discrezione dei singoli cittadini ai quali può piacere o meno il monumento in base ai gusti individuali”, inoltre, commentando la proposta referendaria per lo spostamento della teca, ha aggiunto: “È impensabile sprecare energie e risorse preziose su un’opera già edificata; il referendum è un metodo democratico e se con esso i romani si esprimeranno a favore del trasferimento, bisognerà di certo rispettarne la volontà, però bisogna mettere in chiaro una cosa: Roma ha altre priorità, che attendono interventi necessari e tempestivi, e non è corretto che ad ogni cambio di amministrazione si pensi solo a mettere in discussione quello che è stato fatto dalla precedente.”
Ufficio Stampa Segretario Romano Italia dei Valori
Roberto Soldà
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Federico Farinelli
di Italia dei Valori

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