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Nel corso della seconda edizione dell’evento è emersa l’esistenza di un management più consapevole, anche se, in alcuni casi, ancora resistente al cambiamento.
Le aziende pubbliche e private sono sempre più convinte dell’importanza degli Analytics nell’aumento della capacità decisionale, dell’efficienza e della competitività d’impresa. E’ quanto è emerso ieri in occasione di SAS Business Analytics Gallery, l’appuntamento romano che, alla sua seconda edizione, ha registrato 450 iscritti e che ha visto la premiazione dei progetti più innovativi nell’applicazione di tecniche matematico-statistiche.
“Evitare decisioni sbagliate ed errori strategici, valutare rischi legali, finanziari e di immagine e predire scenari futuri - afferma Walter Lanzani, direttore marketing SAS - sono i principali vantaggi derivanti dall’applicazione di tecniche analitiche ai processi di business, percepite, sempre di più, come cruciali per il raggiungimento dei risultati attesi da molte aziende italiane e internazionali”.
Quello degli Analytics è un ramo in cui SAS opera incontrastato, con 2,15 miliardi di dollari di fatturato e la capacità, unica sul mercato, di combinare in modo integrale l’aspetto analitico con quello di data management. “SAS -spiega Lanzani - si conferma l’unico produttore indipendente di software che, da 32 anni, dedica ingenti risorse in Ricerca e Sviluppo, per la messa a punto delle migliori competenze e di servizi e soluzioni di Business Intelligence, fondati sulle tecniche analitiche e utilizzabili da persone con diverse competenze e skills”.
Ad ogni azienda la sua applicazione
Il valore degli Analytics inizia dalla qualità del dato. “Raccogliere informazioni pulite, integrandole e rappresentandole attraverso reporting e tecniche di navigazione - sottolinea il direttore marketing - consente all’azienda di prendere le decisioni giuste e ottenere i migliori risultati”.
Ma ciò che ne accresce il valore è l’integrazione fra il personale IT e gli sviluppatori di modelli analitici. “Gli analytics di SAS, infatti, sono integrati nel cuore del sistema, e l’architettura del software è stata progettata per gestire enormi quantità di dati. Il vantaggio di avere un “cuore analitico” è che i modelli matematico-statistici possono essere implementati in qualsiasi punto del processo di elaborazione dei dati e contenuti all'interno di business solutions e soluzioni per specifici settori di mercato”.
I modelli analizzano le relazioni tra gli eventi che hanno avuto un impatto sul business, prevedono scenari futuri e operano in termini di ottimizzazione, con l’obiettivo di massimizzare il profitto e minimizzare i costi. “Per farlo - spiega Cinzia Amandonico, Analytic Team Manager SAS - utilizzano i modelli predittivi, per anticipare, ad esempio, il comportamento di clienti e dipendenti (customer retention, cross-selling, rischio di frodi interne ed esterne); il forecasting, che, aiutando a prevedere la domanda, consente di perfezionare approvvigionamenti e logistica; l’ottimizzazione, per definire, ad esempio, i prezzi in periodi di svendite o impiegare nel modo migliore lo staff. Il tutto accompagnato da algoritmi ancora più potenti e flessibili, capaci di gestire dati ingenti e complessi e da un’interfaccia grafica utente che facilita il lavoro degli utilizzatori”.
L’analisi dei dati: sogno o incubo?
Gli Analytics, quindi, riducono la complessità del dato facilitando i processi decisionali. Eppure, in Italia, se per alcune realtà, l’abbondanza di informazioni rappresenta un sogno, per altre può trasformarsi in un incubo. “E’ il caso - spiega Fulvia Bertaccini, Executive & Corporate Coach, Organization Development Consultant - di persone, ancorate a modelli decisionali di successo nel passato, che temono l’impatto negativo del cambiamento sull’organizzazione e che non riescono a intravedere il proprio potenziale, che verrebbe valorizzato da scelte innovative. In ogni caso, il cambiamento va accompagnato e inteso anche e soprattutto nella sua accezione umana: la persona è la soluzione, non il problema e, se si riesce a comprendere il disagio e a guidare le risorse umane verso il futuro, si può riuscire a trasmettere il valore aggiunto del cambiamento”.
E’ fondamentale, quindi, credere nel valore che si genera. “Se c’è la consapevolezza del valore aggiunto - racconta Natalia Vai, vice direttore generale Unicredit Processes & Administration - allora ci può essere vero cambiamento: spesso il manager non crede nella veridicità del dato oppure non è in grado di agire di conseguenza. E spesso, si teme, un eccesso di informazioni e di controllo”.
Gli interlocutori più consapevoli dell’importanza del dato - spiega Antonella Dassiè, Senior Consultant Analytic Consulting, The Nielsen Company - sono le grandi aziende dove spesso già esistono le competenze per analizzare le informazioni, ma che necessitano di una certificazione esterna per giustificare il cambiamento all’interno dell’azienda. In generale, comunque, è sempre meglio evitare la definizione di modelli troppo complessi e cercare di tradurre i risultati in termini di impatto su volume e profitto”.
In conclusione, l’analisi dei dati è un processo ancora in evoluzione nel nostro Paese. “Il dato - conclude Fulvia Bertaccini - rappresenta una base di conoscenza che aiuta a decidere innovando. Ma rappresenta anche un momento di crescita e di cambiamento difficile e doloroso che può trasformarsi in un incubo, prima di tornare ad essere un sogno”.
I premiati dal comitato scientifico
Tra i 47 progetti presentati, il premio del comitato scientifico per l’innovazione nell’utilizzo delle tecnologie analitiche è andato, per la categoria Banche, Assicurazioni e Servizi Finanziari, a Intesa SanPaolo, per lo sviluppo un modello di pianificazione e analisi (What if) che permette di stimare mensilmente i risultati economici/patrimoniali di tutta la rete commerciale dei prossimi 12-18 mesi; nella categoria Pa e Sanità, alla Regione Lombardia/Gruppo Lombardia Informatica, che ha realizzato un sistema di simulazione e analisi predittiva delle aziende sanitarie lombarde attraverso la proiezione dei dati di 16mila serie storiche; a Snam Rete Gas, nella categoria Industria, Commercio, Servizi e Utilità, per la realizzazione di un sistema navigabile in Internet di previsione e di bilancio che supporta le attività critiche di gestione continuativa della rete; al Politecnico di Torino, nella categoria Università e Istituti di Ricerca, per la messa a punto di un insieme di indicatori statistici che consentono di analizzare il profilo comportamentale dei turisti, la capacità ricettiva delle strutture turistiche esistenti e l’omogeneità degli ambiti territoriali.
I premiati dal pubblico
Il premio del pubblico – basato sulla creatività, lo stile e l’originalità dei poster, ma soprattutto sui benefici apportati dagli analytics alle strategie aziendali – è andato, per l’area bancaria-assicurativa, a Intesa SanPaolo, E-stat ed ex aequo a Sara Assicurazioni e UniCredit Processes & Administration; per l’area Pa, a Inpdap/Almaviva, CSI-Piemonte/Città di Torino e Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione; per l’area Industria, Commercio, Servizi e Utilities, a Il Sole 24 Ore/Nunatac, Istituto Motori CNR e Vodafone; per l’area Università e Ricerca a Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Università degli studi di Milano-Bicocca e Università degli Studi di Pavia.
SAS
SAS è leader nel settore del software e dei servizi di business intelligence. Con oltre 44.000 installazioni in tutto il mondo, aiuta le aziende a migliorare le proprie prestazioni di business e/o incrementare la produttività analizzando enormi quantità di dati. L’utilizzo di SAS, da parte di aziende private e pubbliche, porta a un miglioramento del processo decisionale; relazioni più vantaggiose con clienti e fornitori; aderenza alle normative nazionali e internazionali, progressi nell’ambito del lancio di nuovi prodotti e campagne di marketing. SAS offre tecnologie di data integration, intelligence storage, advanced analytics e business intelligence, il tutto all’interno di una piattaforma completa di enterprise intelligence.
Dal 1976, SAS è al servizio dei clienti di tutto il mondo fornendo THE POWER TO KNOW®. SAS è presente in Italia dal 1987 con direzione generale a Milano e uffici a Roma, Torino e Mestre e conta 352 dipendenti.
Responsabile pubblicazione:
Laura Regondi
di SAS

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