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Idrocefalo normoteso, resoconto del Convegno

News pubblicata il 24/11/07 | da Andrea Brengola


Resoconto del Convegno tenutosi a Latina, il 24 novembre 2007, presso la Sala Convegni dell’ Hotel Europa, via Emanuele Filiberto 14

Si è tenuto a Latina, il riuscito Convegno sull’idrocefalo normoteso una patologia ancora largamente sconosciuta, tanto che i suoi sintomi (difficoltà nel camminare, demenza, incontinenza) sono spesso confusi con quelli dell’Alzheimer, del Parkinson o di forme di demenza senile. L’apertura dei lavori è stata del Prof. Missori, “Sapienza” Università di Roma; a seguire la Dott.ssa Tucci, del Codman, che ha affrontato l’importanza della comunicazione nel percorso diagnostico-terapeutico del paziente affetto da Idrocefalo Normoteso; l’inquadramento Neurologico, mentre è stata l’argomentazione del Prof. Currà, “Sapienza” Università di Roma; gli aspetti Neuro-Urologici, esposti dal Prof. Carbone, “Sapienza” Università di Roma; gli aspetti Neuropsicologici dalla Dr.ssa Pergola, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; la Valutazione Geriatrica invece è stato l’approfondimento del Prof. Alessandri, “Sapienza” Università di Roma; di diagnostica Radiologica ha parlato la Dr.ssa Pisani, Ospedale S.M. Goretti, Latina; del trattamento chirurgico: Indicazioni, tecnica e risultati, il Dr. Frati, Dr. Miscusi, “Sapienza” Università di Roma; degli Aspetti Riabilitativi il Dr. Tozzi, Ospedale S.M. Goretti, Latina ; infina la presentazione del gruppo di studio e le conclusioni sono state del Prof. Missori, Sapienza Università di Roma.
E proprio la ricerca di un confronto ampio e costante con tutte le categorie di Medici impegnati sul territorio rappresenta un primo strumento fondamentale per indirizzare correttamente il paziente verso un appropriato percorso terapeutico. Centrale è infatti il momento diagnostico: una diagnosi errata, che riconduca i sintomi dell’idrocefalo normoteso a una forma di demenza o all’Alzheimer e al Parkinson, può infatti significare per il paziente la condanna all’accettazione di una terapia inadeguata e ad una condizione di incurabilità. Viceversa, un percorso che dal Medico di base porti al neurologo, e quindi al neurochirurgo, si traduce nella maggioranza dei casi in un esito positivo.






L’importanza di un corretto approccio diagnostico diventa evidente se si considera che, secondo i più recenti studi epidemiologici sull’argomento, la condizione di “malattia sommersa” che ancora circonda l’idrocefalo normoteso potrebbe aver portato a sottostimare il numero complessivo dei casi.
I tre classici sintomi dell’idrocefalo normoteso sono la difficoltà nella deambulazione, la demenza e l’incontinenza. Dal punto di vista fisiologico, l’idrocefalo normoteso è causato da un eccessivo accumulo di liquido nelle cavità o nei ventricoli del cervello. Tendenzialmente, colpisce persone sopra ai 60 anni di età. In condizioni normali, il fluido cerebrale circola nel cervello, nei ventricoli e nel midollo spinale e assolve una funzione di protezione e nutrimento dell’involucro del cervello. Nel caso del paziente affetto da idrocefalo normoteso il flusso si blocca, finendo per esercitare una pressione sul cervello da cui consegue l’insorgere dei sintomi descritti. A differenza delle patologie con cui è spesso confuso, l’idrocefalo normoteso è trattabile con un intervento neurochirurgico di durata mediamente inferiore ai 60 minuti.
Grazie all’impianto di una valvola, l’eccesso di liquido nel cervello viene drenato e incanalato verso un’altra parte del corpo, dove può essere assorbito dal flusso sanguigno.
Presso l’Ospedale S.M. Goretti di Latina, si è costituita un’equipe di lavoro grazie alla collaborazione tra i Neurochirurghi della Sapienza ed i Neurologi, Radiologi, Urologi, Fisiatri e Geriatri di Latina, nell’ambito di un progetto di ricerca sulle demenze. L’equipe ha messo a punto un protocollo diagnostico e terapeutico per la gestione di pazienti con Idrocefalo Normoteso.
Fino ad oggi, in circa due anni di lavoro, sono stati seguiti e trattati chirurgicamente circa 25 pazienti, con risultati significativi. Tali risultati hanno permesso all’Ospedale S.M. Goretti di Latina di essere inserito tra i centri di riferimento nazionale per la cura ed il trattamento dell’Idrocefalo Normoteso.

Responsabile pubblicazione:
Andrea Brengola
di Mitocomunicazione


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