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Idrocefalo normoteso, la malattia sconosciuta, spesso confusa con altre forme di demenza, è neurochirurgicamente trattabile.
Il Convegno a Latina, il 24 novembre 2007, a partire dalle ore 9,00 presso la Sala Convegni dell’ Hotel Europa, via Emanuele Filiberto 14.
Latina – Non è una malattia conosciuta come l’Alzheimer: eppure rappresenta una percentuale variabile tra l’1 e il 6% del totale delle demenze diagnosticate negli over 65. È l’Idrocefalo Normoteso: una patologia ancora largamente sconosciuta, tanto che i suoi sintomi (difficoltà nel camminare, demenza, incontinenza) sono spesso confusi con quelli dell’Alzheimer, del Parkinson o di forme di demenza senile.
Con conseguenze gravi: queste malattie risultano infatti a tutt’oggi incurabili, mentre la neurochirurgia offre ai pazienti affetti da idrocefalo normoteso buone prospettive di guarigione che, a fronte di una diagnosi tempestiva, sfiorano la totalità dei casi. E in tempi molto stretti: nella maggior parte dei pazienti, il ritorno ad una condizione di normalità avviene nell’arco delle 24 o 48 ore dall’intervento.
La Neurochirurgia della Sapienza, da tempo all’avanguardia nella diagnosi e nel trattamento chirurgico della malattia, ha organizzato un ciclo di incontri formativi e di aggiornamento rivolti a Medici e Specialisti di vario livello: l’obiettivo è di diffondere conoscenza e sensibilità verso una patologia normalmente trattabile, ma ancora poco conosciuta o nota. Il prossimo incontro è in programma il giorno 24 novembre 2007, a partire dalle ore 9,00 presso la Sala Convegni dell’ Hotel Europa, via Emanuele Filiberto 14, 04100 Latina.
E proprio la ricerca di un confronto ampio e costante con tutte le categorie di Medici impegnati sul territorio rappresenta un primo strumento fondamentale per indirizzare correttamente il paziente verso un appropriato percorso terapeutico. Centrale è infatti il momento diagnostico: una diagnosi errata, che riconduca i sintomi dell’idrocefalo normoteso a una forma di demenza o all’Alzheimer e al Parkinson, può infatti significare per il paziente la condanna all’accettazione di una terapia inadeguata e ad una condizione di incurabilità. Viceversa, un percorso che dal Medico di base porti al neurologo, e quindi al neurochirurgo, si traduce nella maggioranza dei casi in un esito positivo.
L’importanza di un corretto approccio diagnostico diventa evidente se si considera che, secondo i più recenti studi epidemiologici sull’argomento, la condizione di “malattia sommersa” che ancora circonda l’idrocefalo normoteso potrebbe aver portato a sottostimare il numero complessivo dei casi.
I tre classici sintomi dell’idrocefalo normoteso sono la difficoltà nella deambulazione, la demenza e l’incontinenza. Dal punto di vista fisiologico, l’idrocefalo normoteso è causato da un eccessivo accumulo di liquido nelle cavità o nei ventricoli del cervello. Tendenzialmente, colpisce persone sopra ai 60 anni di età. In condizioni normali, il fluido cerebrale circola nel cervello, nei ventricoli e nel midollo spinale e assolve una funzione di protezione e nutrimento dell’involucro del cervello. Nel caso del paziente affetto da idrocefalo normoteso il flusso si blocca, finendo per esercitare una pressione sul cervello da cui consegue l’insorgere dei sintomi descritti. A differenza delle patologie con cui è spesso confuso, l’idrocefalo normoteso è trattabile con un intervento neurochirurgico di durata mediamente inferiore ai 60 minuti.
Grazie all’impianto di una valvola, l’eccesso di liquido nel cervello viene drenato e incanalato verso un’altra parte del corpo, dove può essere assorbito dal flusso sanguigno.
Presso l’Ospedale S.M. Goretti di Latina, si è costituita un’equipe di lavoro grazie alla collaborazione tra i Neurochirurghi della Sapienza ed i Neurologi, Radiologi, Urologi, Fisiatri e Geriatri di Latina, nell’ambito di un progetto di ricerca sulle demenze. L’equipe ha messo a punto un protocollo diagnostico e terapeutico per la gestione di pazienti con Idrocefalo Normoteso.
Fino ad oggi, in circa due anni di lavoro, sono stati seguiti e trattati chirurgicamente circa 25 pazienti, con risultati significativi. Tali risultati hanno permesso all’Ospedale S.M. Goretti di Latina di essere inserito tra i centri di riferimento nazionale per la cura ed il trattamento dell’Idrocefalo Normoteso.
Responsabile pubblicazione:
Andrea Brengola
di Mitocomunicazione

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