News pubblicata il 07/05/07 da Vicenzina Basciu
Anno domini MMVII Mese di Maggio < Dedicato all’Immacolata Concezione>
Il Presidente dell’Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace,Don Francesco Maria Mariano e tutti gli associati rinnovano la loro solidarietà alla Santa Sede.
07/05/07 - Padova 6 maggio 2007
Se ogni volta che scriviamo una data, su un documento internazionale, o su lettere o atti ufficiali dovessimo segnare “Post Cristum natum, come si faceva un tempo, dovremo dire che questo Cristo ci perseguita, e noi siamo convinti che ci perseguita, nonostante, più volte al giorno gli conficchiamo quattro chiodi alle estremità per tenerlo fermo.
Questo perché è Dio?
No, perché è parte di noi; anche chi non lo riconosce come Dio, prima o poi, lo sente nel suo intimo.
Secoli fa era stato detto “Ama il prossimo tuo come te stesso”, evidentemente le prime roboanti parole vogliono dire che, del precetto di Cristo, l’umanità non aveva saputo cosa farsene, e forse oggi, l’uomo intende e attua tale precetto solo nei rapporti personali, e per prossimo, intende, solo il vicino di casa e non l’uomo di qualunque credo, ceto, e nazionalità.
Eppure i veri seguaci di Cristo,gli apostoli della carità, hanno attuato il precetto di Cristo estrinsecando il loro amore verso qualsiasi sofferente, come ci predica il Santo Padre “Benedetto XVI.”
Oggi, gli oltraggi alla Santa Sede danno quasi a capire che vogliono sfidare il Signore ricordando che sì “Gesù ha parole di vita eterna; ma prima di lui “la terra era ancora abitabile perché non c’era l’amore incarnato sulla terra e ci si poteva soddisfare con le cose di questo mondo; si poteva essere felici con l’oro, la carne, il potere.
E sembrano dire “Credevamo che saresti venuto per far regnare la giustizia tra gli uomini, pensavamo che avresti reso gli uomini dolci, giusti e contenti del loro pane quotidiano, come lo eri tu stesso.
Invece, il Signore è venuto in sembianze che nessuno può riconoscere, se non con una luce che solo Lui può dare.
Lui ha patito la morte provvisoriamente, perché sapeva chi era, lui ha lottato contro la tentazione per salvare tutte le anime del mondo, lui ci ha tramandato il vero amore verso i fratelli attraverso la sua parola;”(Mt. 25,40)” Quello che avete fatto al più umile dei vostri fratelli, lo avete fatto a me”.
Sembra strano,ma l’uomo solo di fronte alla morte, quando non può più nulla, comprende che sì, può conquistare lo spazio ma non il tempo e l’orgogliosa superbia della sua intelligenza gli mostra che è solo una creatura, solo allora Cristo si erge con la maestà della sua persona divina e grida:
Sorgi Lazzaro”(Jo. 11,43).
Cristo stende la sua mano, dipende solo da noi , sollevare la nostra per stringere la sua..
Nel ricordare le parole di Gesù, “Non fare a tuo fratello quello che non vorresti fosse fatto a te.Il Presidente Don Francesco Maria Mariano e tutti gli associati dell’Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace, rinnovano la totale solidarietà alla Santa Sede e al Santo Padre Benedetto XVI.
Resp. aiuti umanitari "Dr.ssa Vicenzina Basciu"