comunicato stampa

Sicurezza sul Lavoro nel Lazio: risultati delle ispezioni 2010

News pubblicata il 28/07/10 da Giulio Morelli

3600 violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel Lazio: ecco lo stato di salute dei luoghi di lavoro secondo le attività ispettive del nuclo Carabinieri.

28/07/10 - In occasione della firma del Protocollo d'Intesa raggiunto tra il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro e il Comitato Paritetico Regionale di Roma e Provincia sono stati illustrati i risultati dell'attività ispettiva del nucleo dei Carabinieri effettuata da Gennaio a Marzo 2010.

Le violazioni delle norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro sono state 3600, sul totale di 1758 controlli in vari settori lavorativi: dall'edilizia all'agricoltura (che restano i settori più a rischio), dall'industria al commercio e servizi.

Tra le mancanze più ricorrenti: 1369 violazioni si sono registrate nel settore edile per la scarsa prevenzione sugli infortuni; 616 per la mancanza di formazione ed informazione ai lavoratori; 611 per la mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro ed infine 384 i casi di insufficienza di norme igieniche( soprattutto nel settore della ristorazione).
Nei primi tre mesi dell'anno 7551 sono stati i lavoratori risultati in nero sul totale di oltre 50mila persone controllate, tra gli extracomunitari 1/4 dei controllati è risultato irregolare.

In particolare sconfortanti i dati riguardanti la regione Lazio, in cui nell'arco di tempo considerato 76 sono stati gli infortuni sul lavoro, di cui 6 mortali ( 4 nell'industria, 1 in edilizia, 1 in agricoltura).
Nella regione le criticità maggiori riguardano il lavoro nero ed il settore edile.
Il fenomeno del lavoro nero solo a Roma copre circa il 25% degli occupati, con picchi estremi nel settore della ristorazione e del turismo, mentre nel resto della provincia il lavoro nero è diffuso nel settore agricolo, seguito a breve dall'edilizia.
Il ramo delle costruzioni è il settore lavorativo che presenta le maggiori criticità: dai 30 infortuni sul lavoro accaduti nel primo trimestre 2010 in tutta Italia, alla mancanza di adozione delle misure di sicurezza nei cantieri mobili con conseguente sequestro di 59 attività e la denuncia di 1346 imprenditori edili, sino all'esubero di lavoratori in nero spesso provenienti dall'Europa dell'est e minori.

Sul fenomeno del lavoro nero ha puntato il dito il Vicepresidente del CPT, Andrea Cuccello, che ha basato il suo intervento su esempi concreti: “L'ombra del lavoro nero è forte. Se si visitano i depositi di materiali edili alle sei del mattino ancora oggi si trovano centinaia di persone, provenienti soprattutto dall'est che vengono reclutate spesso in maniera irregolare e pagate una media di 40 euro al giorno. Soldi che vengono corrisposti solo a conclusione del periodo lavorativo e che tengono queste persone sotto il giogo del ricatto”.

Link: Sicurezza sul Lavoro a Roma e provincia

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Responsabile pubblicazione:
Giulio Morelli
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