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Controllo sull'evasione della tassa di soggiorno: PayTourist

November 28 2016
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PayTourist lancia sul mercato un nuovo applicativo in grado di monitorare l'evasione sulla tassa di soggiorno.

Dopo il tentativo di inserire la norma sulla cedolare secca al 21% e l'obbligo per i portali di prenotazioni online, quali Airbnb, HomeAway e Wimdu, di divenire sostituti d'imposta, il settore degli affitti brevi sembra poter prendere una boccata d'ossigeno. Ed invece no. Arriva PayTourist, la start-up italiana che, specializzata nel settore dei servizi software as a service, per prima ha sviluppato e brevettato un software per contrastare l'evasione dell'imposta di soggiorno.

L'innovazione consiste in uno spider, un algoritmo appositamente studiato, in grado di scansionare i portali di prenotazione online al fine di rilevare gli annunci non registrati presso il Comune di pertinenza per pagamento delle imposte, e monitorare le date di booking di tali inserzioni, per garantire il Comune che sceglie di adottare questo strumento tecnologico 3.0: tutto questo per ottimizzare le entrate dell'ente pubblico e far emergere il sommerso.

Alla vigilia dunque dello stop da parte della Commissione Bilancio all'introduzione della cosiddetta norma Airbnb, il capitolo si riapre.
Il sistema in oggetto prevede l'avvio di un progetto con un gruppo di Comuni Pilota, nei quali il software verrà utilizzato per creare un modello esportabile per tutta l'Italia, se non all'estero, al quale già partecipano le realtà turistiche dei Comuni di Nicolosi, Aci Castello, Taormina, Giardini Naxos e Letojanni, con l'intento di raggiungere ben 20 Comuni entro il 2017.

Per maggiori info rimandiamo al sito della start-up: www.paytourist.com



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