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“50 scuse per non andare in palestra” la campagna di comunicazione firmata Mirata per GetFIT che invita gli italiani a fare attività fisica

December 12 2019
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Uno studio e un libro evidenziano le scuse più ricorrenti per sfuggire al movimento fisico. Il concept di comunicazione è firmato Mirata, Alternative Media Agency specializzata nella creazione di Circuiti tematici, la quale ha voluto ribaltare la prospettiva mettendo al centro i più sedentari per spiegare agli italiani l’importanza di andare in palestra con ironia e leggerezza

Altro che iperattivi e sempre di corsa: le persone di fronte alla forma fisica si riscoprono pigri e svogliati, soprattutto a fine anno. Da questa problematica che ribalta il classico punto di vista, mettendo al centro non più chi frequenta il mondo del fitness ma i sedentari, l’agenzia Mirata ha ideato “50 scuse per non andare in palestra”, il concept di comunicazione realizzato dall’agenzia specializzata nella creazione di media temporanei per GetFIT, nato in seguito ad un approfondito studio di mercato e del target primario al quale chi opera nel mondo del fitness ha la necessità di rivolgersi.

“Il mondo dei Fitness Club è da sempre il fiore all’occhiello di Mirata, realizziamo campagne di comunicazione all’interno dei migliori fitness club su area nazionale – afferma Andrea Zanetti, a.d. Mirata – da diversi anni seguiamo l’immagine ed abbiamo costruito il nuovo posizionamento della catena milanese GetFIT la più importante catena italiana a capitale privato: abbiamo ideato le campagne di affissione #scadregati e ora il progetto di comunicazione legato al libro “50 scuse per non andare in palestra”. L’obiettivo è quello di rendere attivi i sedentari, che sono la maggioranza di noi. Per fare questo non usiamo muscoli scolpiti o prezzi da mercato, ma abbiamo scelto la strada di un’elegante ironia e i risultati arrivano.”

Da questi precisi presupposti nasce l’idea originale e creativa del concept di comunicazione studiato da Mirata, una campagna di sensibilizzazione che ha previsto un ribaltamento della prospettiva: non rivolgersi più (o soltanto) ai fitness lovers, ovvero a coloro che già svolgono attività fisica in palestra con passione e costanza, ma allargare l’orizzonte coinvolgendo tutti, soffermandosi in particolare sui sedentari, coloro che fanno di tutto pur di non svolgere esercizi di fitness, persino inventarsi le scuse più improbabili e singolari. Da qui nasce l’idea della realizzazione del libro edito da Giunti “50 scuse per non andare in palestra”, distribuito gratuitamente in 15.000 copie ai soci presso gli 11 Fitness Club GetFIT e in tutta Milano, e dello studio commissionato alla onlus NutriMente, realizzato con metodologia WOA (Web Opinion Analisys) su circa 2000 persone – uomini e donne tra i 18 e i 40 anni.

Dallo studio, ripreso subito dai principali media nazionali, è emerso che, nonostante la palestra rappresenti per la maggioranza (35%) la scelta migliore per rimettersi o restare in forma, in molti confessano di non seguire le date di allenamento settimanale stabilite con il personal trainer (47%), o di distrarsi facilmente durante l’allenamento (29%). Il motivo? Gli italiani si confessano esausti dopo il lavoro (42%) o preferiscono trascorrere serate fuori con amici (25%). Ciò li porta a trovare scuse per non andare in palestra. Le più gettonate? Mancanza di tempo (73%), stanchezza (69%) e tra le più singolari il non voler lasciare troppo tempo solo il proprio animale da compagnia (59%). A corollario dello studio, un pool di 50 esperti propone alcuni preziosi consigli per rendere l’attività in palestra un piacere, non solo per il corpo ma anche per la mente, e i benefici dell'attività fisica svolta regolarmente.
I progetti di comunicazione ideati da Mirata hanno la peculiarità di far incontrare due mondi, unendo la precisione del digitale alla forza della live communication.

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Mariella Belloni
Vicecaporedattore - Marketing Journal
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